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giovedì 6 ottobre 2016

EVENTI / Da Sciarrino a Rihm, arriva "Bologna Modern. Festival per le musiche contemporanee"


Per dieci giorni a Bologna un festival dedicato interamente alle musiche del nostro tempo: pagine sinfoniche dei più celebri compositori di oggi, da Sciarrino a Rihm, alcune prime italiane e anche quattro brani in prima assoluta, concerti jazz e di popular music; in programma anche un’opera multimediale e una serie di eventi collaterali.
  
Bologna, Teatro Comunale e Arena del Sole, dal 14 al 23 ottobre 2016
 

Marco Angius

BOLOGNA - In tutta Europa le grandi istituzioni lirico-sinfoniche affiancano già da molti anni la loro programmazione legata al repertorio tradizionale con manifestazioni di alto livello dedicate alla musica del nostro tempo. Per la prima volta il Teatro Comunale di Bologna -  città dichiarata dall'UNESCO "Città creativa della Musica" e capitale della musica moderna e contemporanea nel nostro Paese – propone una programmazione sistematica sulle novità di oggi: Bologna Modern. Festival per le musiche contemporanee in programma dal 14 al 23 ottobre 2016. È un progetto di respiro internazionale che si aggiunge  alla proposta culturale del teatro felsineo, sensibile e attento al repertorio di oggi anche nella stagione operistica, caratteristica quest'ultima premiata dalla critica (all’opera Il suono giallo di Alessandro Solbiati è andato uno dei tre premi “Abbiati” conquistati per l’attività del 2015) e dal pubblico sempre numeroso e attento agli appuntamenti dedicati ai linguaggi del contemporaneo, come nei mesi scorsi per l'opera Luci miei traditrici di Salvatore Sciarrino.
“Il festival Bologna Modern vuole esplorare e proporre i diversi linguaggi sonori del nostro tempo – illustra il sovrintendente Nicola Sani – ed in particolare vuole coprire una grave mancanza nella programmazione odierna delle Fondazioni Liriche e cioè il tema della scrittura sinfonica contemporanea. Con questa iniziativa, il Teatro Comunale apre un nuovo perimetro di intervento sull'attualità dei nuovi linguaggi sonori, portando a Bologna alcuni dei principali protagonisti della musica contemporanea, osservata dalle più diverse prospettive (dalla ricerca sui nuovi territori dell'avanguardia al rapporto con le diverse declinazioni della musica popolare, al jazz, alla multimedialità). Il programma - che include anche due concerti realizzati in collaborazione con la Fondazione Musica Insieme - non si limita alle proposte di ascolto ma è anche occasione per discutere su temi del presente che riguardano cultura, economia e società, divenendo un think-tank di riflessione sul rapporto musica cultura e sulle trasformazioni in atto nella nostra società. In quest'ottica si inseriscono l'alleanza con TEDx Bologna, che per la prima volta si svolgerà al Teatro Comunale proprio nel quadro del Festival, nonché la significativa partnership con la Fondazione Golinelli e con roBOt.”

L'ossatura di Bologna Modern è costituita da quattro concerti sinfonici affidati all'Orchestra del Comunale in cui saranno proposte opere significative di importanti autori della contemporaneità, tra i quali György Kurtág, Giacinto Scelsi, Toshio Hosokawa, Georg-Friedrich Haas, Friedrich Cerha, Salvatore Sciarrino, Franco Oppo, John Adams, Wolfgang Rihm e Carlos Roqué Alsina. Quest'ultimo eseguirà in prima assoluta il suo Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra (14 ottobre), commissionato dalla Regia Accademia Filarmonica di Bologna; prime esecuzioni anche per gli italiani Alberto Caprioli (15 ottobre), Paolo Perezzani (22 ottobre) e Martino Traversa (19 ottobre). Di particolare significato l'esecuzione della composizione per orchestra Nodas, di Franco Oppo, autore tra i maggiori del nostro tempo, da sempre sostenitore e animatore della vita musicale della sua Sardegna, scomparso all'inizio di quest'anno.

I concerti sono diretti da tre interpreti di primo piano della scena internazionale della musica d'oggi: l'appuntamento inaugurale del 14 ottobre è affidato a Nikolaj Znaider, al cui fianco ci sarà una violinista di primo piano come Arabella Steinbacher per il Concerto “Alla memoria di un angelo” di Alban Berg; Marco Angius - già apprezzato al Comunale nelle recenti produzioni di opera contemporanea come Il suono giallo e Luci mie traditrici - è protagonista dei concerti del 15 e del 19 ottobre; infine a Tonino Battista - anche lui fra i maggiori specialisti italiani di questo repertorio - è affidato il concerto del 22 ottobre.

Il programma concertistico di Bologna Modern è completato da due straordinari eventi curati dalla Fondazione Musica Insieme: il 17 ottobre - prima e unica data italiana - è in scena David Krakauer, il più grande clarinettista klezmer vivente, nonché eccellente sperimentatore delle nuove vie del clarinetto contemporaneo, a Bologna insieme con il suo gruppo Ancestral Groove; il 23 ottobre – unica data italiana del tour europeo - spazio invece al trio di all-star del nuovo jazz composto da Jack DeJohnette (batteria, pianoforte) e da due figli d'arte, Ravi Coltrane (sassofono) e Matthew Garrison (basso elettrico), reduci dalla realizzazione di “In Movement”, acclamatissimo disco per l'etichetta ECM.

Il Festival non poteva non contenere un titolo di teatro musicale del nostro tempo: Conversazioni con Chomsky 2.0 del catanese Emanuele Casale (in scena il 20 e il 21 ottobre all’Arena del Sole) opera multimediale dedicata al dialogo con il grande linguista, filosofo, teorico della comunicazione statunitense, che ha partecipato direttamente alla realizzazione del progetto di Casale. Un'opera che pone questioni importanti sulla realtà sociale e politica del nostro tempo a testimonianza della funzione del teatro musicale nella nostra società di oggi come possibile forma di riflessione e discussione sui grandi temi della contemporaneità. La regia e i video sono di Fabio Scacchioli, la direzione d'orchestra di Yoichi Sugiyama e della straordinaria e poliedrica voce di Diana Torto.

A chiusura del concerto del 23 ottobre del Trio DeJohnette Coltrane Garrison il foyer Respighi del Teatro Comunale ospiterà (ore 23.00-2.30) un dj-set in collaborazione con roBOt; protagonista l’eclettico musicista Henry Wu: jazzista, dj con una particolare predilezione per i dischi in vinile e la musica techno, riassorbe e rielabora funk, soul, jazz, deep house, in uno stile che rimanda a Moodymann e a George Clinton.
Possono accedere al dj-set tutti coloro che hanno un biglietto di uno dei concerti di Bologna Modern.

I concerti avranno luogo nella storica sala del Bibiena, la cui platea si presenta completamente rinnovata, grazie al generoso contributo di Marino e Paola Golinelli. Il grande protagonista di questa prima edizione di Bologna Modern sarà poi il suono, grazie anche alla straordinaria qualità della nuova camera acustica realizzata da "Suono Vivo", che restituirà al pubblico le inedite raffinatezze timbriche e sonore ricercate dagli autori del nostro tempo, immergendo gli ascoltatori nei paesaggi sonori contemporanei in modo ancora più affascinate e coinvolgente. Le nuove sonorità del nostro tempo potranno inoltre avvalersi dei nuovi sistemi di amplificazione del Teatro Comunale, scelti secondo i più alti standard oggi esistenti. La camera acustica e i sistemi di amplificazione e diffusione sono stati acquisiti dal Teatro Comunale grazie al determinante contributo sinergico di Alfa Wassermann.

Il 22 ottobre dalle ore 10 alle ore 18, nell'ambito di Bologna Modern, il Comunale ospiterà la sesta edizione di TEDxBologna sul tema “Transition”, inteso come momento vitale di un processo di cambiamento e passaggio, in cui l’ingegno diventa funzionale per comprendere le nuove sfide economiche, sociali ed individuali. Come ogni anno i maggiori protagonisti del “pensare” e del “fare” racconteranno le proprie idee. Informazioni ulteriori su www.tedxbologna.com.

Bologna Modern si realizza con il contributo di Marino e Paola Golinelli per la Fondazione Golinelli.

I biglietti dei concerti (da 10 a 40 euro) e dell'opera Conversazioni con Chomsky 2.0 (da 15 a 20 euro) sono in vendita sia online sul sito www.tcbo.it sia presso la biglietteria del Teatro Comunale di Bologna. Informazioni su www.tcbo.it.

Venerdì 14 ottobre, Teatro Comunale, ore 20.30
direttore Nikolaj Znaider
pianoforte Carlos Roqué Alsina
violino Arabella Steinbacher
Carlos Roqué Alsina Concerto n. 2 (2014) per pianoforte e orchestra (prima assoluta)
Commissione della Regia Accademia Filarmonica di Bologna
Alban Berg Concerto per violino e orchestra “Alla memoria di un angelo”
Felice Mendelssohn Bartholdy Sinfonia n. 5 in Re maggiore op. 107“Riforma”

Sabato 15 ottobre, Teatro Comunale ore 20.30
direttore Marco Angius
György Kurtág Hommage à Takács Jenő 100 per archi (prima esecuzione italiana)
Georg Friedrich Haas ...e finisci già?
Alberto Caprioli Ode alla luce per orchestra (prima assoluta)
Wolfgang Rihm Verwandlung 4
Friedrich Cerha Paraphrase über den Anfang der 9. Symphonie von Beethoven

Lunedì 17 ottobre, Teatro Comunale ore 20.30

Krakauer’s Ancestral Groove
clarinetto, clarinetto basso David Krakauer
chitarra elettrica Sheryl Bailey
basso Jerome Harris
batteria Michael Sarin
voce, laptop, sintetizzatore Keepalive

Mercoledì 19 ottobre, Teatro Comunale ore 20.30
direttore Marco Angius
Salvatore Sciarrino L'ideale lucente e le pagine rubate per archi (prima italiana)
Martino Traversa IMAGES (prima assoluta)
Wolfgang Rihm Nähe Fern n. 1
Karlheinz Stockhausen Formel per orchestra

Giovedì 20, venerdì 21 ottobre, Arena del Sole ore 20.30

Emanuele Casale Conversazioni con Chomsky 2.0
direttore Yoichi Sugiyama
regia e video Fabio Scacchioli
voce Diana Torto
Nuova produzione del TCBO

Sabato 22 ottobre, Teatro Comunale dalle ore 10 alle 18

Sesta edizione di TEDxBologna sul tema “Transition”
Informazioni su www.tedxbologna.com

Sabato 22 ottobre, Teatro Comunale ore 21.30

direttore Tonino Battista
Giacinto Scelsi Chukrum, per orchestra d’archi
Toshio Hosokawa Meditation
Paolo Perezzani Pieghe, dilatazioni ed altre dismisure dell'Aperto per orchestra (prima assoluta)
Franco Oppo Nodas
John Adams Common Tones in Simple Time

Domenica 23 ottobre, Teatro Comunale ore 20.30

DeJohnette
Coltrane
Garrison
batteria, pianoforte Jack DeJohnette
sassofono Ravi Coltrane
basso elettrico Matthew Garrison


Domenica 23 ottobre, Teatro Comunale, foyer Respighi ore 23.30-2.30

Henry Wo, dj-set

martedì 6 settembre 2016

ANTICA / Al via sabato 10 settembre a Sermoneta (Lt) l'Early Music Festival

Per il quarto anno consecutivo il Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio “O. Respighi” di Latina organizza l’Early Music Festival/Festival di Musica Antica. Quest’anno la manifestazione ha cambiato formula: da un calendario quotidiano di iniziative si è passati ad un appuntamento a settimana, il sabato, per una kermesse all’insegna del repertorio principalmente incentrato sulla musica barocca. Altra importante novità de festival di quest’anno, sulla scia della proficua collaborazione dello scorso anno, è la sinergia tra Conservatorio, ente promotore e organizzatore dell’iniziativa, e il Comune di Sermoneta, ente ospitante. Non a caso il sottotitolo del festival è Incontri Barocchi a Sermoneta. Infatti tutti gli appuntamenti della manifestazione di quest’anno si svolgeranno nella splendida cornice del Comune di Sermoneta, non a caso città d’arte, e principalmente nella meravigliosa chiesa di San Michele Arcangelo. Come per le precedenti, anche l’edizione 2016 vede la partecipazione di docenti e allievi al fianco di ex allievi e professionisti con esperienze di livello internazionale.

L’inaugurazione del Festival è prevista per sabato 10 settembre 2016 alle ore 21 presso la Chiesa di San Michele Arcangelo con il concerto “Le Stagioni degli Svaghi” Madrigali a cinque voci eseguito dal Gruppo Vocale Arsi e Tèsi. La serata sarà caratterizzata dalle sonorità della polifonia di fine cinquecento inizio Seicento incentrata sulle stagioni atmosferiche. Queste non costituiscono un tema compiuto e ricorrente nel panorama musicale rinascimentale e barocco. Riferimenti ai momenti dell’anno si trovano qui e là, ma piuttosto sono rappresentate come espressione metaforica degli stati d’animo (Petrarca docet): la primavera su tutte, come simbolo dell’amore che rinasce, o quale elemento di contrasto alle sofferenze del poeta.

Si continua sabato 17 settembre, sempre nella Chiesa di san Michele Arcamgelo alle 21, con lo splendido concerto Bach-Weiss, opposti quanto paralleli eseguito dalla liutista di caratura internazionale, Evangelina Mascardi. Il programma sarà incentrato su due giganti del barocco tedesco: Weiss e Bach. Spesso la musica di Sylvius Leopold Weiss (1687-1750), grande virtuoso del liuto e musicista di successo nella prima metà del Settecento, viene oggi paragonata a quella di Johann Sebastian Bach, che non necessita certo di presentazioni. Forse perché i loro dati anagrafici coincidono quasi? Forse perché abbiamo bisogno di riconfermare la maestria di un compositore meno noto con quella di chi viene unanimemente considerato un genio? Non sappiamo. Tuttavia, affrontando i brani di questi colossi del repertorio barocco più che concordanze la Mascardi trova opposti, ed è per questo che vale la pena di ascoltarli insieme.

Sabato 24 settembre si esibirà Paolo Pollastri con l’Ensemble del Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio che presenteranno L’Oboe Barocco, sempre nello splendido scenario della Chiesa di San Michele Arcangelo alle 21. Il programma è dedicato, come di consueto all’interno del festival, ad uno strumento dell’epoca barocca. Quest’anno tocca all’oboe barocco progenitore del moderno oboe classico. A suonarlo sarà uno dei massimi esperti italiani, primo oboe dell’orchestra dell’Accademia di S. Cecilia di Roma, Paolo Pollastri accompagnato dall’ensemble del conservatorio che vede protagonisti docenti e allievi del conservatorio stesso.

Sabato 1 ottobre avremo un doppio appuntamento: il seminario sul Clavicordo a cura di Michele Chiaramida e a seguire il concerto dal titolo Mentre Clori la bella – viaggio musicale nel Barocco Italiano eseguito dall’Ensemble del Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio. Per questa importante giornata ci trasferiremo nella Chiesa di S. Giuseppe, sempre a Sermoneta, alle ore 18 per il seminario e alle ore 21 per il concerto. Saranno esposti dei clavicordi, lo strumento prediletto da J.S. Bach e ascolteremo i migliori allievi ed ex allievi del conservatorio che si esibiranno in un repertorio del barocco italiano.

Gran finale sabato 8 ottobre con il Consortium Hamilton. Il gruppo, di Napoli, eseguirà il meraviglioso Miserere di Francesco Durante, uno dei massimi esponenti del barocco napoletano fondatore della mitica scuola partenopea che ha dato i natali a tanti compositori italiani che hanno portato la nostra opera lirica nel mondo.

Tutti concerti sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.
Info: http://www.conslatina.it/

mercoledì 31 agosto 2016

#JESI (AN) / Il Festival Pergolesi Spontini al via domani in ricordo delle vittime del terremoto

 JESI (AN) - Il XVI Festival Pergolesi Spontini, che inaugura giovedì 1 settembre alle ore 21 in Piazza Federico II con la prima esecuzione assoluta de “Il volo dell’aquila”, dedica i suoi due appuntamenti spirituali al ricordo delle vittime del terremoto: il 10 settembre nella Basilica della Santa Casa diLoreto le note dello “Stabat Mater” di Giovanni Battista Pergolesi risuoneranno per riassumere nella sofferenza della Vergine sotto la Croce il dolore delle popolazioni colpite; le vittime verranno inoltre ricordate il 25 settembre nella Chiesa di San Marco di Jesi, nel corso del Concerto “Liturgia solenne per la Cappella Reale di Sicilia” che avrà luogo durante la celebrazione della Messa.

L’Inaugurazione del Festival sarà giovedì 1 settembre alle ore 21, con un grande spettacolo: “Il volo dell’Aquila”, kermesse di musica, teatro danza ed evoluzioni circensi, ideata da Franco Dragone, creatore di eventi conosciuti in tutto il mondo tra cui le regie per il Cirque du Soleil, e la cerimonia di inaugurazione dei Mondiali di Calcio del Brasile del 2014.
In prima rappresentazione assoluta, l’evento è dedicato a Federico II di Hohenstaufen ed avrà luogo nella piazza di Jesi dove nacque il grande Imperatore svevo, il 26 dicembre del 1194. La narrazione è costruita intorno al racconto della nascita di Federico e alla figura della madre, Costanza d’Altavilla, che secondo la leggenda partorì sotto una tenda alla presenza alla presenza delle autorità civili e religiose della città, proprio in questo luogo dove a breve sorgerà un Museo dedicato all’Imperatore. Si tratta di una nuova produzione e di una nuova commissione della Fondazione Pergolesi Spontini, in collaborazione con MaterElettrica e con Scuola di Musica elettronica e applicata del Conservatorio “E.R. Duni” di Matera.
In scena, su un palco ottagonale e sotto una statua alta cinque metri che riproduce la madre di Federico II, oltre 130 artisti, con voci, cori polifonici, strumenti elettronici, artisti di circo contemporaneo, giochi di luce, recitazione e danza.
L’azione scenica con la musica e la direzione di Fabrizio Festa, la drammaturgia di Vincenzo De Vivo, e la regia di Gianpiero Francesepropone le confessioni di un’Imperatrice, Costanza d’Altavilla, con testo del monologo a cura di Virginia Virilli, giovane scrittrice e autrice teatrale che pubblica per Feltrinelli, e testi poetici da Virgilio (Bucoliche, Egloga IV), Dante (Paradiso, canto terzo), e dallo Stabat Mater di Jacopone da Todi. Elementi scenografici e costumi sono di Benito Leonori, il video design diLuca Agnani; orchestrazione elettronica di Gianpaolo Cassano, Manuel Tricarico, Andrea Salvato, Antonio Colangelo, Fabrizio Festa. Protagonista nel ruolo di Costanza d’Altavilla è l’attrice Diletta Masetti, cantano il sopranoYuliya Poleshchuk ed il controtenore Ilham Nazarov. Suona MaterElettrica Ensemble. Il Coro Polifonico del Festival diretto da Maruska Di Giannatale è composto da 62 artisti del territorio, provenienti dal Coro Federico II di Jesi, dalla Corale San Francesco d’Assisi di Jesi, dalla  Corale Santa Lucia di Jesi, dal Coro Gaspare Spontini di Maiolati Spontini e dal Coro Vox Nova di Fabriano. Danzatori Federica Posca e Giuseppe Ranieri, gli artisti di circo contemporaneo sono Davide De Bardi, Giulio Lanfranco, Alessandra Maida, Marino Mezzogiorno Brown. Nei movimenti di massa, sono impegnate oltre 60 persone formate da Franco Dragone e Giuliano Peparini nel corso di un workshop gratuito organizzato a Jesi nei giorni scorsi.
Spiega Franco Dragone: “Nell’immaginario di un uomo nato nel sud dell’Italia Federico II ha un posto particolare. I suoi castelli non sono lontano da Cairano, il mio paese natale, e le tradizioni popolari che ho conosciuto da bambino si rifanno a lui nelle storie e nelle canzoni d’origine più antica: re, imperatore, sapiente, poliglotta, mago, anticristo, campione nella caccia al falcone, poeta innamorato delle donne cristiane e saracene. Il volo dell’Aquila non è una rievocazione storica, è una festa teatrale, che attraverso la memoria di uno splendido passato, parla il linguaggio del nostro tempo: la voce, la musica elettroacustica, la luce, i linguaggi del corpo – recitazione, danza, virtuosismo circense – sono quelli della nostra epoca. I contenuti, invece, vengono da lontano: la poesia di Virgilio, di Dante e di Jacopone, il ricordo di una donna, l’Imperatrice Costanza, che nella piazza di Jesi diede alla luce Federico, l’orgoglio della Città regia fedele all’Impero anche se apparteneva agli stati del Papa. Nasce da qui un progetto più vasto, pensato per i tanti luoghi legati all’Imperatore: piazze e castelli, cattedrali e città murate nel sud dell’Italia. Ma per Federico occorre guardare lontano, a nord verso la Germania, a sud verso Cipro e Gerusalemme”.


IL PROGRAMMA DEL FESTIVAL

Il XVI Festival Pergolesi Spontini, organizzato dalla Fondazione Pergolesi Spontini, proseguirà fino al 25 settembre nei teatri e nei luoghi d’arte diJesi, Maiolati Spontini e altre città della provincia di Ancona, con 15 appuntamenti tra opere, concerti e spettacoli di teatro musicale. In programma, un viaggio in musica dal XII secolo ai giorni nostri attraverso l’albero genealogico di Federico II di Hohenstaufen, imperatore del Sacro Romano Impero e re di Sicilia.
Dopo “Il volo dell’Aquila” del 1 settembre a Jesi, il Festival prosegue venerdì 2 settembre alle ore 21, al Teatro Comunale di Montecarotto, va in scena in prima rappresentazione assoluta “La Saracina”. Un’opera non musicata di Richard Wagner raccontata da un cuntastorie, un puparo e un negromante: l’arte del cunto e dei pupari dà vita un libretto scritto in gioventù dal grande compositore, con al centro un racconto epico e cavalleresco di cui sono protagonisti Manfredi e una misteriosa fanciulla di madre musulmana entrambi figli illegittimi di Federico II. Giovanni Mazzarafirma la drammaturgia musicale e regia della nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini in coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo, Transit Teatro e il Museo Internazionale delle Marionette “A. Pasqualino” di Palermo; la drammaturgia è di Gigi Borruso, le scene di Roberto Lo Sciuto, i costumi sono di Valentina Console, al pianoforte Valentina Casesa, interpreti Gigi Borruso, Roberto Lo Sciuto ed i pupari Salvo e Luciano Bumbello.
Sabato 3 settembre alle ore 21 al Belvedere Europa di Castelbellino, l’appuntamento è con l’Ensemble Micrologus nel concerto “Unter den Linden”, all’ombra dei tigli: trovatori, poeti, cavalieri cantano d’amore nel cuore dell’Europa, tra il primo Federico e il secondo.
Domenica 4 settembre, alle ore 18, il Giardino del Museo delle Arti Monastiche di Serra de’ Conti accoglie i Carmina Burana. Cantiones profanae dal Codex Latinus Monacensis 4660 – Codex Buranus” con l’Ensemble Micrologus: poesia e musica del XIII secolo da un codice miniato che raccoglie canti d’amore e d’osteria, di pentimento e di destino, intonati dai “clerici vagantes”, i goliardi che viaggiavano tra le varie nascenti università europee. Ancora i Carmina Burana, nella nota versione novecentesca di Carl Orff, risuoneranno alle ore 21 nella Piazza dei Martiri diOstra a conclusione di un workshop nelle Marche di Franco Dragone eGiuliano Peparini dal titolo “Approaching Carmina Burana”; un concerto in collaborazione con Accademia del Maggio Musicale Fiorentino e Accademia d’Arte Lirica di Osimo, con protagonisti il soprano Yuliya Poleshchuk, il baritono Qianming Dou, il controtenore Ilham Nazarov, al pianoforte Lorenzo Di Bella e Gianluca Luisi, Percussioni dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini e Coro del Teatro della Fortuna di Fano “M. Agostini”, direttore Mirca Rosciani.
Venerdì 9 settembre alle ore 21 (con replica domenica 11 settembre stessa ora) al Teatro Pergolesi di Jesi, va in scena una nuova produzione de Li prodigi della divina grazia nella conversione e morte di San Guglielmo Duca d’Aquitania, dramma sacro di Giovanni Battista Pergolesi nella revisione critica di Livio Aragona per le Edizioni Fondazione Pergolesi Spontini.Christophe Rousset dirige Les Talens Lyriques ed un cast di voci del repertorio barocco quali Raffaella Milanesi (San Guglielmo), Sofia Solovyi (San Bernardo – Padre Arsenio), Clemente Daliotti (Cuosemo), Arianna Vendittelli (Angelo), Maharram Huseynov (Demonio). Firma la regiaFrancesco Nappa, le scene sono di Benito Leonori, i costumi di Giusi Giustino.
Sabato 10 settembre alle ore 21, nella Basilica della Santa Casa di Loreto, per l’Anno Santo della Misericordia, Christophe Rousset guida Les Talens Liriques, il soprano Francesca Aspromonte ed il contralto Benedetta Mazzucato in un concerto mariano in omaggio alla Vergine Lauretana “Madre di Misericordia”, con musiche di Giovanni Battista Pergolesi (Salve Regina in fa minore per contralto, archi e basso continuo e Stabat Mater in fa minore per soprano, contralto, archi e basso continuo) e di Leonardo Leo il Salve Regina in fa maggiore per soprano, archi e basso continuo.
Domenica 11 settembre alle ore 18 nel giardino della casa di Gaspare Spontini a Maiolati Spontini ed oggi sede di un prezioso Museo-Archivio da poche settimane riaperto al pubblico, risuona la musica di Agnes von Hohenstaufen, in un “Salotto Agnese” con pagine dal capolavoro spontiniano nell’edizione italiana voluta nel 1954 da Francesco Siciliani, il grande organizzatore musicale scomparso vent’anni fa. Cantano i solisti dell’Accademia d’arte Lirica di Osimo, al pianoforte Alessandro Benigni.
Venerdì 16 e domenica 18 settembre alle ore 21, con anteprima giovanigiovedì 15 settembre alle ore 18, al Teatro Moriconi di Jesi va in scena il Re Enzo, opera comica di Alberto Donini con musica di Ottorino Respighi in unanuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini in collaborazione con il Conservatorio “B. Maderna” di Cesena e l’Accademia di Arte Lirica di Osimo. In scena, nella versione per ensemble da camera predisposta appositamente dagli allievi del Laboratorio di Composizione del Conservatorio “B. Maderna” di Cesena, la prima opera di Respighi (1905) che racconta in chiave comica la storia del sovrano tedesco, figlio naturale di Federico II, fatto prigioniero nel 1249 dopo la battaglia della Fossalta.Alessandro Benigni dirige l’Ensemble Salvadei e i solisti dell’Accademia d’arte Lirica di Osimo, cura la regia e i costumi di Matteo Mazzoni con le scene di Elisabetta Salvatori.
Sabato 17 settembre alle ore 21 nella preziosa cornice della Chiesa degli Aroli di Monsano, il concerto “Da Federico a Federico: musiche per un re flautista” propone musiche di Federico II di Prussia, Johann Philipp Kirnberger, Carl Philipp Emanuel Bach, Johann Joachim Quantz, Johann Sebastian Bach, con il clavicembalo di Stefano Demicheli, il flauto traversiere di Marcello Gatti ed il violoncello di Marco Ceccato, in collaborazione con Centro di Musica Antica Pietà di Turchini di Napoli.
Sabato 24 settembre alle ore 18 le laudi alle origini del Francescanesimo risuonano nell’Eremo dei Frati Bianchi a Cupramontana, scenario ideale del concerto dell’Ensemble Micrologus dal titolo “Frati e Giullari. Joculatores Domini”. Al termine del concerto si tiene una degustazione gratuita di olio, vino e pane a cura di Food Brand Marche.
Chiude il Festival, domenica 25 settembre alle ore 11.30 nella Chiesa di San Marco a Jesi, la “Liturgia solenne per la Cappella Reale di Sicilia”: nel corso della Celebrazione Liturgica, l’Ensemble Calixtinus diretto da Giovannangelo de Gennaro esegue la Messa Normanno Sveva (secolo XII, Biblioteca Nazionale di Madrid, manoscritti 288 – 289 –19421), la musica sacra cantata nelle cerimonie solenni del Regno di Sicilia, nel Duomo e nella Cappella Palatina di Palermo e sotto le volte della Cattedrale di Monreale.

Completa il cartellone un ricco programma di incontri, convegni, eventi.
In programma, inoltre, un Convegno internazionale di studi a cura diFrancesco Cotticelli e Paologiovanni Maione, il 10 settembre dalle ore 10,30 alle 18.30 alle Sale Pergolesiane del Teatro Pergolesi di Jesi il Convegno internazionale dal titolo “Musicologia: critica, filologia e storia. Il ricordo di Francesco Degrada” in collaborazione con Università degli Studi di Milano – Centro Studi Pergolesi e con Fondazione Cini di Venezia – Dipartimento Musica e Dipartimento Teatro.
Ad offrire il contrappunto musicale al programma del Festival è “Lo swing dell’imperatore”, un ciclo di quattro concerti - abbinati a cene gourmet, degustazioni di pesce e cocktail - che esplora le diverse declinazioni del jazz e dello swing dagli albori americani sino alle esperienze europee: l’8 settembre al Ristorante “Erard” di Montecarotto, il 9 settembre presso il “Golden Cadillac” di Jesi, il 16 settembre al Ristorante palafitta “La Vecchia pesca” di Ancona,  il 17 settembre a San Paolo di Jesi presso la Cantina “Vignamato” in collaborazione con "Nino Pesciolino Street Food Gourmet di Pesce - Ancona".
Ai bambini sono dedicate passeggiate e laboratori su “Il ritorno di Federico II”, a cura di Sara Agostinelli, il 17 e 18 settembre.
Una guida all’ascolto della musica ai tempi di Federico II (Jesi, Sale Pergolesiane) è in programma il 31 agosto, con la conduzione di Elena Cervigni.
Visite guidate presso i luoghi d’arte del territorio sono proposte il 4 settembre Serra de’Conti e Ostra, l’11 settembre a Maiolati Spontini, il 17 settembre a Monsano, il 18 e 25 settembre a Jesi, in collaborazione con FAI Delegazione di Ancona, Archeoclub d’Italia - sede di Jesi, Fondazione Federico II Hohenstaufen, Museo diocesano e Pinacoteca Civica di Jesi.

Il XVI Festival Pergolesi Spontini è organizzato dalla Fondazione Pergolesi Spontini, con la direzione artistica di Vincenzo De Vivo, la presidenza di Massimo Bacci e William Graziosi amministratore delegato. Il Festival èsostenuto da Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo, e della Regione Marche / Soci Fondatori Comune di Jesi, Comune di Maiolati Spontini / Partecipanti Aderenti Comune di Monsano, Comune di Montecarotto, Comune di San Marcello / Partecipante Sostenitore Camera di Commercio di Ancona / Fondatori Sostenitori Art Venture: Gruppo Pieralisi, Leo Burnett, Moncaro, New Holland-Gruppo Fiat, Starcom Italia / Con il patrocinio del Consiglio Regionale delle Marche / In collaborazione conComune di Castelbellino, Comune di Ostra, Comune di Serra de’Conti, Delegazione Pontificia di Loreto, Fondazione Eremo dei Frati bianchi, Fai Ancona, Archeoclub d’Italia - sede di Jesi, Fondazione Federico II Hohenstaufen, Zap Lab/ Si ringrazia Ente Palio San Floriano, I falconieri di Federico II/ Media partner Classica / Sponsor tecnico Istituto Marchigiano di Tutela Vini, Santarelli&Partners/ Sponsor principale Nuova Banca Marche.



INFO
Fondazione Pergolesi Spontini

GENOVA / Prosegue “La Voce e il Tempo”, protagonista la musica vocale e antica





 GENOVA - Iniziata a Giugno 2016, prosegue a Genova la nuova iniziativa musicale “La Voce e il Tempo”, ciclo di concerti, conferenze e workshop dedicati alla musica vocale e antica, da settembre 2016 ad aprile 2017, organizzata dall'Associazione Musicaround, grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo nell’ambito della Scadenza Unica 2016 Performing Arts.

 Le ideatrici del progetto, Vera Marenco e Paola Cialdella, propongono un ricco cartellone di eventi che spaziano dalla musica antica tra Medioevo e Barocco, alla musica popolare e della tradizione Mediterranea, alla musica contemporanea in interazione con le altre arti.

 La rassegna “La Voce e il tempo” riprende il 20 settembre con la conferenza di Ida Garzonio “Trovatori-trovatrici: donne da oggetto e soggetto di poesia, e prosegue il 21 settembre con un raffinato programma medievale dal titolo “Canti d’amor lontano” per voci femminili e strumenti, interpretato da Vera Marenco e dal giovane quartetto Sidorela.

 “La voce e il tempo” prosegue il 9 ottobre con un importantissimo appuntamento con la musica vocale rinascimentale e barocca che vede protagonista Roberta Invernizzi, uno dei soprani più acclamati dei nostri tempi, di “La bella più bella” – Musiche del primo Seicento italiano - Roberta Invernizzi, soprano Craig Marchitelli, tiorba.

 Nel seguito del cartellone altri concerti: a dicembre Canti del culto mariano nel Mediterraneo con Ensemble Irini,  a gennaio Salmi e madrigali di S. Rossi   concerto di Chiaroscuro Ensemble diretto da Fabrizio Cipriani, a febbraio Mediterranea con Brigitte Lesne, per la prima volta in Italia, e Alla Francesca, a marzo Segni d/nel tempo - Performance di danza e voci con G. Di Cicco e DEOS, e Summa con Ring Around per la IV Giornata Europea della Musica Antica.

I concerti sono intervallati da conferenze di Valerio Corzani, Diego Fratelli e dalla performance a cura di Xavier Rebut, Canti di tradizione orale.








 I concerti si svolgono a Genova, in spazi monumentali e suggestivi, storicamente progettati per accogliere la musica. Tra questi i Musei di Strada Nuova, il complesso di Santa Maria di Castello, il Monastero di S. Chiara, la Chiesa di S. Donato e l’Abbazia di Santo Stefano.

 In un percorso di approfondimento che parte dalle suggestioni della musica vocale antica e procede verso la conoscenza delle radici e dei significati con cui si lega, la Voce e il Tempo diventano protagonisti e guide nell'esplorare i rapporti con la storia, l'arte, le scienze, le lingue, le discipline dell'Essere.

 Titoli inconsueti e nuove produzioni animano la curiosità del pubblico verso una forma d'arte, quella della musica vocale e antica, condivisa da tutte le culture. Molte le curiosità e le occasioni per vivere appieno le proposte, grazie a diversi incontri con gli artisti, conferenze tematiche, laboratori.



giovedì 14 aprile 2016

BOLOGNA / Mariotti e Alaimo raccontano Mahler

Nicola Alaimo

BOLOGNA - “I due occhi azzurri del mio tesoro, sono loro che mi hanno reso viandante per il mondo. Ecco, devo salutare i luoghi più cari! O occhi azzurri, perché mi avete guardato? Ora avrò pena e dolore in eterno”. Sono le parole dell’ultimo dei quattro Lieder eines fahrenden Gesellen (Canti di un viandante), unico tra i grandi cicli di Lieder sinfonici di cui Gustav Mahler scrisse anche i testi. Furono composti fra il 1884 e il 1885, in un periodo di grandi angosce sentimentali causate dall’amore giovanile e sfortunato del musicista austriaco per il soprano Johanna Richter. Il Teatro Comunale di Bologna li propone nella sua Stagione concertistica domenica 17 aprile alle 20.30 al Teatro Manzoni. 
Protagonista dei Lieder il baritono palermitano Nicola Alaimo, noto interprete del repertorio belcantistico e ospite regolare dei teatri più prestigiosi, dalla Royal Opera House Covent Garden di Londra all'Opéra de Paris. Sul podio dell'Orchestra del Comunale il Direttore Musicale del teatro felsineo Michele Mariotti, reduce da un personale successo ne I due Foscari al Teatro alla Scala di Milano, che con questo concerto prosegue il ciclo Beethoven-Mahler presentato nella Stagione del Comunale di quest'anno.
Michele Mariotti
Accanto a Mahler, due pagine di Ludwig van Beethoven: in apertura l'Ouverture n. 2 Op. 72a "Leonore", sintesi sinfonica del dramma di Goethe, e in chiusura la Sinfonia n.2 Op. 36 in Re maggiore, eseguita per la prima volta il 5 aprile 1803 a Vienna con la direzione del compositore.
I biglietti del concerto (da 30 a 15 euro) sono in vendita presso la biglietteria del Teatro Comunale di Bologna. Informazioni su www.tcbo.it

(fonte: comunicato stampa)

giovedì 4 febbraio 2016

BOLOGNA / Al via la stagione di concerti 2016, protagonista assoluta la sinfonia

Michele Mariotti
BOLOGNA - Play. La Stagione di Concerti 2016 del Teatro Comunale di Bologna torna a svolgersi in gran parte nella storica sala del Bibiena, grazie al sostegno di Alfa Wassermann, che ha finanziato la nuova camera acustica realizzata da "Suono Vivo srl", azienda leader nel settore in campo internazionale. La Stagione, che ha come protagonisti Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna, si sviluppa lungo un percorso di 14 appuntamenti sinfonici, punteggiato da quattro programmi dedicati a Beethoven e a Mahler, diretti da Michele Mariotti. 
Dopo la Nona di Beethoven del concerto inaugurale al Comunale (6-7 febbraio), il Direttore musicale del teatro felsineo sarà protagonista il 17 aprile al Manzoni con la Leonore ouverture n. 2 op. 72a e la Sinfonia n. 2 op. 36 di Beethoven, proposte insieme ai Lieder eines fahrenden Gesellen di Mahler, interpretati dal baritono Nicola Alaimo; il 28 settembre al Comunale è la volta della Sinfonia n. 5 op. 67 e del Concerto n. 4 per pianoforte e orchestra op. 58 di Beethoven, quest'ultimo con la giovane pianista Beatrice Rana, già richiestissima a livello internazionale, proposti accanto a Blumine di Mahler; ultimo appuntamento di Stagione con Mariotti il 2 ottobre nella Sala Bibiena con un “tutto Mahler:” la Sinfonia n. 1 “Il titano” e i Kindertotenlieder interpretati dal baritono austriaco Markus Werba. 
Spiccano sul podio le presenze di Fabio Biondi, in un programma interamente mozartiano (La clemenza di Tito ouverture K 621, la Sinfonia n. 36 K 425 “Linz” e la Sinfonia n. 41 K 551 “Jupiter”) il 10 febbraio al Comunale, e di Nikolaj Znaider, che il 22 giugno, sempre al Comunale, proporrà tre pagine di Brahms, l'Ouverture Accademica op. 80, Nänie op. 82 e Schicksalslied op. 54, oltre alla Sinfonia n. 3 op. 97 “Renana” di  Schumann. 
Il 13 e 14 ottobre, nell'ambito del Festival “Bologna Modern”, Znaider dirigerà anche un brano di Wolfgang Rihm in prima esecuzione assoluta, commissionato della Regia Accademia Filarmonica, la Sinfonia n. 9 D 944 “La Grande” di Schubert e il Concerto per violino e orchestra “Alla memoria di un angelo” di Berg, suonato dalla violinista Arabella Steinbacher. Alla guida di Orchestra e Coro bolognesi anche lo slovacco Juraj Valčuha, impegnato il 22 aprile al Manzoni in Ein deutsches Requiem op. 45 di Brahms. 
Tra i protagonisti al Comunale, il 7 ottobre troviamo ancora Jonathan Stockhammer, che presenterà le Variazioni su un tema di Haydn op. 56a di Brahms, la Sinfonia n. 100 “Militare” di Haydn e la Sinfonia n. 4 op. 29 “The Inextinguishable” di Nielsen. 
Altri appuntamenti al Manzoni vedranno Dmitri Liss dirigere Holoubek op. 110 di Dvořák, Don Juanop. 20 di Strauss e la Suite n. 3 op. 55 di Čajkovskij il 4 marzo; Mario Venzago salirà sul podio il primo aprile per la Sinfonia n. 4 “Romantica” di Bruckner e per il Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra op. 19 di Beethoven, interpretato da Roman Zaslavsky; il 28 ottobre Andrea Faiduttidirigerà Tres sacrae cantiones (Carlo Gesualdo da Venosa), Monumentum pro Gesualdo di Venosa ad CD annum di Stravinskij, La Nuit, cantata per soprano, coro femminile e orchestra op. 114 e ilGloria in Sol maggiore per soprano, coro misto e orchestra di Poulenc; Alexander Lonquich, atteso il 23 novembre nella doppia veste di solista e direttore, si confronterà con due concerti per pianoforte e orchestra di Mozart (n. 14, K 449 e n. 22, K 482) e con la Sinfonia n. 1 op. 25 “Classica” di  Prokof’ev. Chiude la stagione il 29 novembre il concerto con Aziz Shokhakimov, impegnato inSecheresses, cantata per coro e orchestra FP 90 di Poulenc e nella Sinfonia n. 2 di Chačaturjan; solista della serata il violoncellista Steven Isserlis, che interpreta il Concerto per violoncello e orchestra op. 58 di Prokof’ev. 
I biglietti dei concerti (da 30 a 15 euro) sono in vendita presso la biglietteria del Teatro Comunale di Bologna. 
Informazioni su www.tcbo.it

lunedì 19 ottobre 2015

MILANO / Nuova, ricchissima stagione per i Pomeriggi Musicali

MILANO - Al via la nuova stagione dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali anche quest'anno ricca di nuovi contenuti. Il programma, disegnato dal Direttore Artistico Maurizio Salerno, vedrà  23 concerti che si terranno al Teatro Dal Verme di Milano dal 22 ottobre al 21 maggio (giovedì ore 21 e sabato ore 17) e renderà omaggio a Italo Calvino nel trentennale della scomparsa e al suo romanzo “Le Città Invisibili”.
Il titolo di questa nuova edizione è Architetture dell’Invisibile. I 19 concerti eseguiti dall'orchestra de' I Pomeriggi (i restanti 4 si devono alle formazioni ospiti) sono ispirati ad altrettante “città invisibili” fra quelle descritte da Calvino; il risultato è una sorta di "ideale itinerario tematico” lungo il quale si svilupperà l’intera stagione. A queste città saranno dedicate ben 19 prime assolute, una per concerto, commissionate dalla Fondazione I Pomeriggi Musicali a 19 compositori, alcuni affermati, la maggior parte giovani emergenti.


LARGO AL CONTEMPORANEO - Fin dalle loro origini nel dopoguerra, I Pomeriggi hanno sempre dato largo spazio, insieme al repertorio Classico, alla musica Contemporanea. Quello di quest’anno è
però un impegno totalmente nuovo: ognuno dei concerti verrà infatti aperto da un'inedita e breve (circa 5 minuti) composizione ispirata alla corrispondente “città invisibile”: un’idea di esplorazione ben presente nel romanzo di Calvino e condotta in collaborazione con Arnoldo Mondadori Editore.
A fianco delle brevi composizioni commissionate, i programmi dei concerti attingono al repertorio Classico consueto della nostra Orchestra, con avvincenti incursioni nei capolavori Romantici o Moderni da Čajkovskij a Brahms, Dvořák, Sibelius, Grieg, Fauré, Ravel, Stravinskij, Šostakovič, Varèse. Vedremo proposte, sia solistiche sia sinfoniche, tali da valorizzare al massimo le caratteristiche naturali di una grande formazione da camera.

GRANDI APPUNTAMENTI -  Fra gli appuntamenti segnaliamo innanzitutto il Concerto Inaugurale della Stagione (giovedì 22 ottobre con replica sabato 24) diretto da Aldo Ceccato che in questa occasione celebrerà i 10 anni della sua nomina a Direttore Emerito de’ I Pomeriggi. In programma, a seguito di un brano di Virginia Guastella, il Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra di Chopin, solista Pietro De Maria, e la Sinfonia n. 4 di Schumann (nella revisione Mahler).
Continuerà il progetto pluriennale con Alexander Lonquich, protagonista dell’integrale dei Concerti per Pianoforte e Orchestra di Beethoven: quest’anno in due appuntamenti eseguirà i Concerti n. 3 e 4 nella duplice veste di solista e concertatore, presentando anche brani di Giorgio Colombo Taccani e Andrea Portera.
L'intero programma è affidato ad interpreti importanti  come Corrado Rovaris che, dopo una novità di Alberto Cara, dirigerà Benedetto Lupo e Beatrice Rana nei Concerti per due pianoforti di Mozart e Poulenc; e come il giovane ma già affermatissimo Daniele Rustioni impegnato in una nuova composizione di Carlo Galante oltre che nella Sinfonia n. 3 di Schubert e nella "Renana" di Schumann. Ancora, Giordano Bellicampi in coppia con il chitarrista Emanuele Segre per un concerto di Castelnuovo Tedesco, seguito dalla novità di Matteo Manzitti e da "La Riforma" di Mendelssohn. E James MacMillan che, insieme a una nuova composizione di Carlo Boccadoro, presenterà un proprio Concerto per oboe e orchestra con la partecipazione dell'oboista Francesco Quaranta.
Nel doppio ruolo di direttore e di solista svettano Enrico Dindo che, tra un nuovo pezzo di Paolo Longo e la Sinfonia n. 2 di Beethoven, offrirà la sua esecuzione del Concerto n. 1 di Šostakovič. E ancora Maurizio Zanini che lancerà una nuova pagina di Chiara Lemut prima di affrontare dal podio e alla tastiera un programma francese; Louis Lortie che dirigerà una nuova composizione di Orazio Sciortino, la "Tragica" di Schubert e, al pianoforte, un concerto di Mozart; mentre Stefano Montanari interpreterà il Concerto per violino e orchestra n. 3 di Mozart, fra un pezzo di Mhedi Khayami e la Settima di
Beethoven.
Ampia come sempre a I Pomeriggi è l’apertura ai giovani, confermata dalla partecipazione di talenti già presenti nel circuito internazionale quali la violinista Anna Tifu, il direttore Alessandro Cadario e Aylen Pritchin, che sotto la direzione di Donato Renzetti eseguirà il Concerto per violino e orchestra op. 35 di Čajkovskij.

MATINEE - La stagione dei Pomeriggi Musicali si arricchirà infine quest’anno di un nuovo ciclo di sette Matinée al Dal Verme domenicali. A partire dal 21 febbraio le prime parti dell’Orchestra, insieme a noti solisti e direttori, si avvicenderanno in una ricca e variegata alternanza di compagini. La rassegna sarà l’occasione per approfondire il repertorio cameristico, più raccolto rispetto alla dimensione del sinfonismo e per questo maggiormente vicino alle sorgenti del “far musica insieme”. 

BIGLIETTI E ABBONAMENTI - Gli abbonamenti sono aperti e disponibili presso la biglietteria del Teatro Dal Verme (via San Giovanni sul Muro, 2 – Milano - T. 02 87905 201 - Orari d’apertura martedì – sabato ore 10.00 - 18.00) e in vendita on-line sul sito www.ticketone.it
Alle due serie di abbonamento per i giovedì sera alle ore 21 o al sabato pomeriggio alle ore 17, si affianca la fortunata formula Carnet con 8, 10, O 12 concerti scelti all’atto dell’acquisto. Precederà ogni singolo appuntamento della Stagione l’ormai tradizionale rassegna dei Concerti in Anteprima: 18 appuntamenti il giovedì alle 10 del mattino, per i quali è previsto sia l’abbonamento in diverse formule, sia la vendita di biglietti per le singole date.
L’esecuzione in anteprima dei Concerti della Stagione consente al pubblico non solo di ascoltare il concerto ma anche di assistere all’ultimo lavoro di rifinitura dell’esecuzione: una formula che è stata particolarmente apprezzata dalle scolaresche. Da anni infatti I Pomeriggi hanno creato l’Ufficio Scuole che coordina e prepara la partecipazione degli Studenti ai concerti fornendo agli Insegnanti, all’atto della prenotazione, un approfondito materiale informativo/didattico. Il costo del biglietto riservato agli Studenti è di 5,00 Euro (promozione@ipomeriggi.it, tel. 02 87905 267).

Info: www.ipomeriggi.it

(fonte: comunicato stampa)











giovedì 10 settembre 2015

MILANO / San Fedele Musica, la stagione nel nome di Bach e Scarlatti

MILANO - Un'intera stagione dedicata a Bach e Scarlatti. Senza una ricorrenza o un qualsiasi riferimento celebrativo ai due musicisti. E' la proposta, a Milano, di San Fedele Musica,  fatta - come spiegano - per "il desiderio di partire, in modo più organico rispetto alle precedenti stagioni, da un’eredità universale - alcune opere di Bach e Scarlatti - per giungere alla nostra epoca intessendo un dialogo fecondo tra passato e presente. Entrambi i compositori di riferimento hanno saputo coniugare ammirevolmente rigore formale e “pathos”, entrambi, con esiti stilistici diversi, hanno lasciato tra le opere più originali e ricche di conseguenze per le epoche successive, entrambi sono stati testimoni di una fede che ha plasmato buona parte della loro produzione ed ha ispirato, soprattutto nelle cantate di Bach, diverse tecniche compositive di provenienza teologica".
Per mantenere tale eredità e trasmetterla alle nuove generazioni, la nuova stagione di San Fedele Musica regala ampi spazi ai giovani interpreti (Jean Rondeau, André Mehmari, Alfonso Alberti), ai giovani compositori del Premio San Fedele, ai progetti con le scuole musicali milanesi, tanti giovani musicisti alle prese con delle opere fondamentali dei due grandi maestri per riproporle all’ascolto, talvolta in modo filologico, oppure attraverso una lettura attualizzata di dialogo e di confronto.

Il titolo della stagione “Doppio ritratto: Bach-Scarlatti” riprende appunto il tema dell’ultima edizione del Premio San Fedele per giovani compositori. I brani dei finalisti e del vincitore del Premio verranno presentati in tre serate sperimentali, in un rapporto di risonanza, di evocazione e di allusione con alcune opere tastieristiche e vocali di Bach e Scarlatti. Il 5 ottobre, il concerto di apertura permetterà di scoprire una giovane rivelazione internazionale del clavicembalo, il francese Jean Rondeau. Nella stessa serata, Francesco Zago alla chitarra elettrica, il cui suono verrà spazializzato dall’acumonsium, sarà impegnato in una drammatizzazione musicale al cui centro vi è la Ciaccona in re min di Bach. Il 9 novembre, il pianista Alfonso Alberti suonerà, senza soluzione di continuità, una serie di Sonate di Scarlatti prolungate da risonanze acustiche ed elettroniche composte dagli otto finalisti del Premio. Il 13 dicembre, invece, un concerto in Chiesa di musica sacra del coro da camera Il Canto di Orfeo con la Missa Hercules Dux Ferrariae di Josquin, tre mottetti a doppio coro di Bach e una nuova opera di Matteo Giuliani, vincitore del Premio.

Altre serate esploreranno il rapporto tra presente e passato. Il 26 ottobre, concerto jazz, con il pianista brasiliano André Mehmari, in duo con il clarinettista Gabriele Mirabassi, per ritrovare le radici musicali dei chorinhos basiliani in alcune sonate di Scarlatti. Il 23 novembre, un ensemble di sassofoni del Conservatorio di Milano, diretto da Mario Marzi, proporrà un itinerario musicale cheassocia Silentium di Arvo Pärt ad alcune partiture di J.S. Bach, con trasformazioni mediante sequencer elettronici e la spazializzazione acusmatica. Ancora tre concerti in Chiesa per riascoltare alcune opere fondamentali dell’arte sacra di Bach: il 29 novembre l’unica Cantata in stylus antiquus sul salmo De Profundis in dialogo con alcuni brani dell’Arte della fuga e I Fiori musicali di Frescobaldi; il 20 dicembre il Magnificat, composto a Lipsia nel 1723, incorniciato con opere inedite di quegli anni di altri compositori lipsiani (J. Graupner e G.P. Telemann); e la Domenica delle Palme, il 20 marzo 2016, la Passione secondo Giovanni.

Altri due concerti in sintonia con la tematica del doppio ritratto avranno luogo il 15 e il 29 maggio 2016. Il primo, con un programma di musica del tempo di sant’Ignazio di Loyola, in particolare una Messa di Cristóbal de Morales, grande maestro del Secolo d’Oro spagnolo, per dieci anni cantore nella Cappella Sistina. Il secondo concerto sarà dedicato alla musica vocale sacra per solista di Claudio Monteverdi.

Continuano  poi le attività legate al cinema. Da una parte, due appuntamenti di Cinema Muto & Live Music, a febbraio 2016 due opere maggiori del cinema di Yasujirō Ozu: Il coro di Tokyo e Capriccio passeggero. Dall’altra parte, a marzo 2016, il ciclo Cin’Acusmonium con due film di Terrence Malick. Tra gennaio e maggio 2016, organizzate e coprodotte con S/V/N/, sono previste sei serate del ciclo Inner_Spaces con spettacoli audiovisivi e performance di musica elettronica e acusmatica e alcuni concerti in Chiesa di musica sacra. Infine, l’edizione del Premio San Fedele 2015-2016 sarà, per la prima volta, aperta ai compositori di musica jazz.
Info: www.centrosanfedele.net

CALENDARIO
Lunedì 5 ottobre ore 21 Auditorium San Fedele
Doppio Ritratto BACH SCARLATTI - CHACONNE PERSPECTIVE
Jean Rondeau, clavicembalo - Francesco Zago, chitarra elettrica & acusmonium

Lunedì 26 ottobre 2015 ore 21 Auditorium San Fedele
Doppio Ritratto BACH SCARLATTI - SCARLATTI IN AMERICA LATINA
André Mehmari, pianoforte - Gabriele Mirabassi, clarinetto

Lunedì 9 novembre 2015 ore 21.00 Auditorium San Fedele
Doppio Ritratto BACH SCARLATTI - SONATE DI SCARLATTI E RISONANZE CONTEMPORANEE
Alfonso Alberti, pianoforte - Musiche di D. Scarlatti e degli otto finalisti del Premio San Fedele

Lunedì 23 novembre 2015 ore 21.00 Auditorium San Fedele
Doppio Ritratto BACH SCARLATTI - WITH J.S. BACH IN SAXLAND
Ensemble AllSax/acusmonium & Mario Marzi - Musiche di J.S. Bach e A. Pärt

Domenca 29 novembre ore 17 Chiesa di San Fedele
Doppio Ritratto BACH SCARLATTI - STYLUS ANTIQUUS DA FRESCOBALDI A BACH
Ensemble la Silva / direzione Nanneke Schaap - Musiche di G. Frescobaldi e J.S. Bach                                                                                          

Domenica 13 dicembre ore 17 Chiesa di San Fedele
Doppio Ritratto BACH SCARLATTI – AVVENTO: Josquin, Bach e Attualità
Il Canto di Orfeo / direzione Gianluca Capuano -

Domenica 20 dicembre ore 17 Chiesa di San Fedele
Doppio Ritratto BACH SCARLATTI - BACH A LIPSIA & MAGNIFICAT
Musiche di J. C. Graupner, G.P. Telemann e J.S. Bach
I Civici Cori e Orchestra della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado / Mario Valsecchi, direttore

Lunedì 18 gennaio ore 21 Auditorium San Fedele
INNER SPACES - DE NATURA SONORUM
Musiche di B. Parmégiani - Andrew Quinn, Videomapping  & sound reactive visuals

Martedì 2 febbraio ore 21 Auditorium San Fedele
CINEMA MUTO & LIVE MUSUC - Y. OZU, Il Coro di Tokyo (1931)
Fisarmonica, Simone Zanchini - Violino e live electronics, Eloisa Manera

Martedì 9 febbraio ore 21 Auditorium San Fedele
CINEMA MUTO & LIVE MUSUC - Y. OZU Capriccio Passeggero (1933)
Pianoforte, Jean-Luc Plouvier

Martedì 8 marzo 2016 ore 20 Auditorium San Fedele
CIN’ACUSMONIUM  - Terrence Malick tra natura e grazia
La sottile linea rossa (1998)

EVENTI / "Dissonanzen" vola negli States per il Festival di musica contemporanea allo Spectrum

Man Ray Suite a Modena nel 2010. foto Giancarlo Pradelli
NAPOLI - Da domenica 13 a venerdì 18 settembre l'Ensemble Dissonanzen sarà protagonista della scena musicale newyorkese con un Festival di musica contemporanea allo Spectrum, Dissonanzen @ Spectrum, e sei appuntamenti, divisi tra due ospitalità all’Istituto italiano di cultura, la sonorizzazione di Assunta Spina, con cui festeggeranno il centenario della pellicola e l’omaggio al compositore catanese Francesco Pennisi, la sonorizzazione de Il Gabinetto del Dottor Caligari al Forum Austriaco, concerti, perfomances, e due lezioni presso la prestigiosa Manhattan School of Music. A essere protagonista è la Napoli della sperimentazione musicale, forse un po’ meno nota di quella oleografica da cartolina, che si fa spazio sulla ribalta internazionale con mezzi dei linguaggi contemporanei. Come scrive Tommaso Rossi, flautista e presidente dell’Ensemble “Napoli è stata una grande capitale della cultura quando ha guardato meno al suo ombelico e più all’Europa e al mondo. Noi amiamo e proponiamo questa idea di città”. È la quarta volta che l’ensemble napoletano vola negli States e inaugurerà il suo soggiorno con la sonorizzazione dei film di Man Ray, al The Stone, il prestigioso locale diretto dal grande sassofonista e compositore John Zorn, a conclusione della settimana di programmazione curata dal chitarrista Marco Cappelli, membro dell’ensemble Dissonanzen e, nello stesso tempo, da anni attivo sulla scena musicale contemporanea della Grande Mela. Per questa tournée l’organico dell’Ensemble Dissonanzen sarà costituito dall’attore Enzo Salomone e dai musicisti Tommaso Rossi, flauti, Marco Sannini, tromba, Marco Cappelli, chitarre, Ciro Longobardi, pianoforte e tastiere elettroniche.


Le esperienze newyorkesi, propiziate anche dalla presenza a New York del chitarrista dell’ensemble Marco Cappelli, hanno portato, nel corso di questi anni agli incontri con Marc Ribot, Adam Rudolph, Jim Pugliese, musicisti con cui Dissonanzen ha realizzato numerosi progetti, confluiti anche in festival internazionali e in incisioni discografiche.


Evento clou di questo intenso soggiorno oltre oceano è la residenza presso lo  Spectrum, un vivacissimo centro culturale con una eterogenea quanto ricchissima programmazione, dove, con il coordinamento artistico di Marco Cappelli, Dissonanzen organizzerà un vero e proprio Festival di 6 appuntamenti, Dissonanzen @ Spectrum, dove i musicisti di Dissonanzen saranno presenti con progetti individuali, e ospiteranno musicisti italiani e americani di passaggio a New York, con loro proprie performance.


Arricchiranno il soggiorno oltre oceano due lezione che il collettivo di Dissonanzen terrà presso la Manhattan School of Music proprio sull’interpretazione delle partiture grafiche italiane degli anni Sessanta e Settanta.


In programma le sonorizzazioni dei film sperimentali di Man Ray, Le retour à la raison,  Emak Bakia, L’étoile de mer, con musiche di e da Erik Satie un progetto che negli anni è diventato un cavallo di battaglia dell’ensemble.


All’Istituto Italiano di Cultura,  con la sonorizzazione del film del 1915 Assunta Spina e un omaggio a Francesco Pennisi Tribute to Francesco Pennisi. Il progetto è un vero e proprio spettacolo multimediale che riassume in poco più di un’ora i molteplici aspetti del mondo artistico e poetico del compositore catanese. Festeggeranno oltre oceano il centenario della pellicola Assunta Spina con una sonorizzazione che qui si avvale anche dell’apporto dell’attore Enzo Salomone, che ha scelto di articolare lo spettacolo su tre livelli di comunicazione: immagini, parole e musica. Le immagini del film verranno contrappuntate da liriche, talvolta semplici frammenti, e i bellissimi testi di Salvatore Di Giacomo. L’Ensemble si prende carico dell’interazione sonora con il film, facendo peraltro largo uso di campioni preregistrati di “suoni napoletani”, frammenti di antiche canzoni elaborati elettronicamente che qui entrano a pieno titolo nel gioco d’improvvisazione musicale. Il film, che fu prodotto ben vent’anni prima della nascita di Cinecittà, con riprese nelle strade di Napoli, toccando suggestivi scenari della città, da Mergellina, a Palazzo Donn’Anna a Posillipo, con scorci di Nisida, da una valente equipe di straordinari professionisti capitanati da Gustavo Serena, regista e interprete di Michele, ma soprattutto da una irrefrenabile Francesca Bertini diva del cinema muto che “…era un vulcano di idee, di iniziative, di suggerimenti. … organizzava, comandava, spostava le comparse, il punto di vista, l'angolazione della macchina da presa;…” come ricorda lo stesso regista.


Per l’omaggio a Pennisi, il concerto, in coordinamento con le improvvisazioni video e le scelte grafiche di Andrea Pennisi, video-artista catanese (peraltro nipote dello stesso Pennisi ), si muoverà liberamente tra scrittura e improvvisazione, in un corto-circuito di continui rimandi tra il segno e il suono, utilizzando anche le letture dei testi del compositore catanese a cura di Enzo Salomone. Allo scopo di contestualizzare meglio il lavoro di Pennisi in quella che fu la temperie culturale della musica italiana degli anni ’60 e ’70, il progetto è completato con due lavori dove l’aspetto grafico e visivo assume un ruolo fondamentale nel delineare gli esiti sonori e musicali. Si tratta di Autotono (1977) di Sylvano Bussotti, le cui sette tavole saranno intervallate dalla lettura di alcune poesie dello stesso compositore toscano, e di Serenata per un satellite (1968) di Bruno Maderna.


Per la terza sonorizzazione, che avrà come location il Forum Austriaco, verrà proposta una recentissima produzione, Il Gabinetto del Dottor Caligari. Lo spettacolo si avvale della lettura della traduzione italiana delle didascalie originali del film, sempre a cura di Enzo Salomone, accompagnato dall’Ensemble Dissonanzen. Il  lavoro si presenta come un'interazione tra le immagini, alcuni temi conduttori musicali che si sviluppano attraverso l'improvvisazione e che vanno a caratterizzare i vari personaggi.

Info:
http://spectrumnyc.com/
www.dissonanzen.it

(fonte: comunicato stampa)

lunedì 24 agosto 2015

La Filarmonica Rossini di Pesaro di nuovo in Libano: dopo Florez arriva la Netrebko

PESARO - Prosegue con altri appuntamenti la tournée della Filarmonica Gioachino Rossini. Dopo il successo registrato lo scorso 29 luglio al Beiteddine Art Festival, a pochi chilometri da Beirut, in cui la FGR ha fatto il suo debutto internazionale con un concerto lirico-sinfonico, solisti J.D.Florez e la soprano libanese Joyce El Khoury, l’orchestra si esibirà una seconda volta il 27 agosto, con la celebre soprano Anna Netrebko e Yusuf Eyvazov guest tenor.
Di particolare interesse il fatto che quest’anno il Beiteddine Art Festival ha istituito un gemellaggio musicale e culturale con il Festival dei Due Mondi di Spoleto.
Ad agosto la FGR ha partecipato alla 36a edizione del Rossini Opera Festival di Pesaro (10-22 agosto); il 14 e 17 agosto con “Il viaggio a Reims” dell’Accademia Rossiniana, sotto la direzione del maestro Manuel López-Gómez, e il 15 e 18 agosto, “La Messa in Gloria” - tenore Juan Diego Florez -, diretta da Donato Renzetti che ha sostituto Roberto Abbado impossibilitato per un lieve infortunio.
Da giugno direttore principale della FGR, il maestro Renzetti è alla guida di un nuovo e proficuo percorso che giunge a consolidare le esperienze artistiche già avviate nel corso dell’anno, verso nuovi progetti che puntano alla qualità.
La prima ufficiale della FGR diretta da Renzetti si è tenuta il 21 agosto a Pesaro nel suggestivo scenario di Rocca Costanza, all’interno della Stagione Interludio dell’Ente Concerti, e con il maestro l’orchestra porterà il 5 settembre al Teatro Rossini la Première de “Le Nozze di Figaro”, frutto del lavoro di studio e allestimento dell’Opera, a conclusione del laboratorio lirico da lui curato con La Bottega Peter Maag. Il progetto dedicato a Mozart proseguirà nel 2016 con l’allestimento del “Don Giovanni” e nel 2017 di “Così fan tutte”.

Info: www.fgr-orchestra.com

(Fonte: comunicato stampa)

NAPOLI / Un viaggio tra Seicento e Settecento tra Barocco colto e "pop"

NAPOLI - Mercoledì 26 agosto alle 20.30 Chiesa dello Jesus, ad Auletta, l‘Ensemble Barocco di Napoli presenta il concerto Barocco colto e popolare musiche di Vincenzo Galilei, Andrea Falconieri, Arcangelo Corelli, Marco Uccellini, Leonardo Leo, Giovanni Battista Sammartini.
Partiture di raro ascolto, delicate e seducenti, per un concerto in cui verranno eseguite musiche dai disegni melodici vividi e coloriti, mirabili nella loro espressività, che utilizzano formule tratte dalla tradizione popolare.Una modalità questa che segnò lo stile musicale di molti autori dal Cinquecento al Settecento.
Un concerto organizzato dalla Fondazione MIdA in collaborazione con Dissonanzen presentato nell’ambito del Progetto “Campania : dal Barocco al Contemporaneo”, Progetto PAC III Promozione e Valorizzazione del patrimonio culturale della Campania.

ENSEMBLE BAROCCO DI NAPOLI
Tommaso Rossi e Raffaele Di Donna, flauti
Ugo Di Giovanni, arciliuto
Patrizia Varone, clavicembalo
Ingresso gratuito

Con il concerto Barocco colto e popolare l’ensemble, per l’occasione formato da Tommaso Rossi e Raffaele Di Donna ai flauti, Patrizia Varone al clavicembalo e Ugo Di Giovanni all’arciliuto, affronta un piccolo viaggio nella sonata da camera italiana tra il Seicento e il Settecento, recuperando alcune composizioni dove l’utilizzo delle forme popolari del basso ostinato è stato lo stimolo per la composizione. Si confrontano quindi lo stile popolare delle composizioni seicentesche di Uccellini, Falconiero che utilizzano i bassi di danza della Follia, della Bergamasca e della Tarantella con quello colto del Contrappunto, della Sonata e del Concerto di Galilei, Corelli, Leo, Sammartini. Protagonista il mondo della natura, ma anche l’intricata geografia interiore dell’animo umano.
L’Ensemble Barocco di Napoli è stato costituito su iniziativa di Tommaso Rossi, Raffaele Di Donna e Marco Vitali e ha esordito il 2 maggio del 2010 in occasione del 350° anniversario della nascita di “A.Scarlatti”. Il gruppo è costituito da musicisti da anni attivi nelle più importanti compagini di musica antica italiane. Nel corso del 2013 il gruppo si è esibito al Festival Cusiano di Musica Antica, nella stagione estiva del teatro dell'Opera Giocosa di Savona e nell'ambito del Festival Leonardo Leo. Con l’etichetta Stradivarius ha pubblicato due cd: uno dedicato alle Cantate e Sonate con flauto di Alessandro Scarlatti con la soprano Valentina Varriale, l’altro dedicato alle sonate per flauto di Leonardo Leo, entrambi recensiti positivamente dalla critica nazionale e internazionale. Nello scorso gennaio l’Ensemble ha suonato nella stagione in abbonamento dell’”Associazione Scarlatti” con la soprano Maria Grazia Schiavo. L’Ensemble ha organizzato nel 2014 a Pertosa il corso di musica antica “Musiche da ricordare” in collaborazione con la Fondazione MIdA.
La Fondazione MIdA (Musei Integrati dell’Ambiente) nasce nel 2004 ed è costituita dalla Regione Campania, dalla Provincia di Salerno e dai comuni di Auletta e Pertosa. Gestisce le Grotte di Pertosa-Auletta, l’unico sito speleologico in Europa dove è possibile navigare un fiume sotterraneo addentrandosi verso il cuore della montagna, e un sistema museale con sezioni geo-speleologica e botanico-paesaggistica, dando vita ad iniziative mirate a promuovere le risorse ambientali e culturali del territorio di riferimento, inserito nelle rete UNESCO dei Geoparchi.

www.grottedipertosa-auletta.it
www.ensemblebaroccodinapoli.it

(fonte: comunicato stampa)

mercoledì 19 agosto 2015

Mariotti porta in tournée lo Stabat Mater di Rossini

BOLOGNA - Nuovo appuntamento con Gioachino Rossini per Michele Mariotti con l'Orchestra e il Coro del Teatro Comunale di Bologna, del quale Mariotti è Direttore Musicale.
Tre concerti in tournée a Pesaro (22 agosto, Rossini Opera Festival), Torino (20 ottobre, inaugurazione della stagione di Lingotto Musica), e Bergamo (21 ottobre, Stagione Lirica del Teatro Donizetti): in programma l'ouverture e i divertissement dal “Guillaume Tell” – opera che Mariotti ha diretto anche al Rossini Opera Festival e a Bologna; quindi lo “Stabat Mater” del 1842, eseguito dapprima a Parigi, quindi in prima italiana a Bologna sotto la guida di Gaetano Donizetti.
Solisti vocali nella data pesarese saranno Yolanda Auyanet (soprano), Anna Goryachova (mezzosoprano), René Barbera (tenore) e Nicola Ulivieri (basso); invece nei due appuntamenti autunnali ci saranno Yolanda Auyanet (soprano), Veronica Simeoni (mezzosoprano), René Barbera (tenore) e Michele Pertusi (basso).

Ho impaginato il programma di questo concerto, 5 anni dopo aver diretto lo Stabat Mater di Rossini – ricorda Mariotti – a Pesaro e a Firenze. A metà giugno però ho ricevuto un'inattesa chiamata diRiccardo Chailly per sostituirlo alla Gewandhaus di Lipsia in un programma in cui figurava anche lo Stabat di Rossini. Ho così deciso di riprendere il brano come fosse la prima volta, imponendomi una lettura non condizionata dalle mie abitudini interpretative. Questo nuovo studio ha avuto in me effetti stupefacenti: mi è sembrato di scoprire questa musica intrisa di struggente dolore, moderna perché laica e religiosa al tempo stessa; ho riscoperto in essa silenzi “assordanti”, ho sentito la necessità di ripulire l'opera da ogni pesantezza e ridondante eroicità. Ho scoperto poi, preso per mano da Rossini, un nuovo modo di vivere il rapporto con la morte, un modo onesto verso la propria dimensione umana in rapporto con Dio ma allo stesso tempo critico e rabbioso verso quel Dio che non è stato in grado di ripagare l'uomo della totale fiducia ripostagli, generando un senso di sconforto, delusione e anche appunto di rabbia. Proprio in questo rapporto paritetico con Dio sta, secondo me, la modernità delloStabat Mater di Rossini: nella fuga finale quasi in stile bachiano (sarà stato l'ambiente di Lipsia a suggerirmi questo accostamento?), i soprani insieme ai tenori del coro intonano, come fosse un grido disperato, la parola "sempiterna" per mezzo di un intervallo di ottava dalla sonorità agghiacciante che infonde un senso di spietata fatalità contro cui l'uomo è assolutamente inerme. Mirabili sono poi la sommessa ed estatica preghiera del tenore, la vellutata e confortante aria del mezzosoprano – quasi fosse un contraltare agli interventi solistici di soprano e basso assai più drammatici e ieratici – fino al surreale quartetto, una sorta di danza sensuale che forse più di ogni altro numero musicale incarna il vero spirito rossiniano: un misto di ironia, disincanto e drammatica consapevolezza della vita”.

LE DATE: 

Pesaro, Rossini Opera Festival, 22 agosto, ore 20:30

Torino, Lingotto Musica, 20 ottobre, ore 20:30

Bergamo, Teatro Donizetti, 21 ottobre, ore 20