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domenica 19 marzo 2017

Musica, mostre e convegni: Cremona celebra Claudio Monteverdi nel 450° anniversario dalla nascita

CREMONA - Un anno speciale il 2017 per Cremona, perché ricorrono i 450 anni della nascita di Claudio Monteverdi, il compositore cinquecentesco che nella città lombarda ebbe i natali. 
Per festeggiare l’anniversario, Cremona in accordo con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e  la Regione Lombardia, ha organizzato 365 giorni di celebrazioni musicali e artistiche. Un flusso di proposte che vedrà nuove produzioni, concerti unici, mostre e l’ormai consolidata crociera musicale lungo le terre amate da Monteverdi: Cremona, Mantova, Venezia.

Ricchissimo il programma di eventi che abbraccia numerosi filoni, ognuno dei quali ha il proprio punto di riferimento nelle istituzioni che partecipano al Comitato per le Celebrazioni, nato nel 2015 e composto dal Comune di Cremona, dalla Fondazione Amilcare Ponchielli, dalla Fondazione museo del violino, dal Dipartimento di musicologia e beni culturali dell’Università degli Studi di Pavia, dall’Istituto Superiore di Studi Musicali Claudio Monteverdi, dalla Fondazione Stauffer e e dall’Archivio di Stato. Fanno parte del Comitato il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Lombardia, nella persona dell’Assessore alle culture Cristina Cappellini, il Comune di Mantova.



L’intera città di Cremona è coinvolta: musica negli spazi pubblici, nei palazzi storici anche privati, nelle chiese barocche, giardini e cortili “nascosti”, musica per tutti e in ogni luogo.
Un capitolo a parte meritano le mostre, pensate per rendere omaggio a Claudio Monteverdi, ma anche alla cultura musicale e figurativa di quel periodo. Sarà esposto, per esempio, Il suonatore di liuto di Caravaggio. La tela originale arriva dalla Galleria Whitfield di Londra e intorno al prezioso dipinto verrà costruito un percorso di applicazioni multimediali che permetteranno interessanti confronti con le altre versioni del quadro. La mostra dal titolo Monteverdi e Caravaggio, sonar stromenti e figurar la musica sarà ospitata al Museo del Violino di Cremona, dall’8 aprile al 23 luglio 2017 e ricostruirà l’orchestra dell’Orfeo attraverso strumenti originali dell’epoca.
Dal 29 settembre al 6 gennaio invece la Pinacoteca ospiterà una mostra dedicata ad una delle figure di eccellenza del panorama figurativo del barocco nell'Italia settentrionale: Genovesino tra le eleganze del barocco e il naturalismo del Caravaggio, mentre dal 6 ottobre al 31 dicembre ci sarà Cremona nel Seicento: a peste, a bello, a fame, a libera nos Domine, al Palazzo Comunale.

Ma sono le proposte artistico-musicali e gli ospiti a illuminare l’anno delle celebrazioni. Il 2017 vedrà infatti il Festival Monteverdi al suo massimo. Alcuni dei titoli più significativi: inaugurazione il 5 maggio con l’Orfeo dell’Accademia bizantina, il 20 dello stesso mese Jordi Savall si esibirà in un concerto intitolato Istanbul, il 27 uno spettacolo unico nel suo genere, le marionette della Compagnia Carlo Colla accompagnate dalla musica de Il ballo delle ingrate e Il combattimento di Tancredi e Clorinda. John Gardiner, il 24 giugno, dirigerà il Vespro della Beata Vergine nella cornice unica del Duomo di Cremona.

Masterclass, seminari, approfondimenti e confronti saranno l’occasione per fare nuova luce sulla produzione di Claudio Monteverdi e sulla sua personalità. Sarà anche il momento per confrontarsi con un periodo storico-artistico che merita maggiore attenzione. Perché, non solo Monteverdi ha influenzato gli artisti suoi contemporanei e dei secoli successivi, ma anche nomi del nostro presente.

Il programma completo è disponibile sul sito all’indirizzo: www.monteverdi450.it

domenica 2 ottobre 2016

Addio a Neville Marriner, il grande direttore d'orchestra si è spento a 92 anni


E' morto a 92 anni sir Neville Marriner, celebre violinista e direttore d'orchestra britannico, fondatore e a lungo guida dell'Academy of St Martin in the Fields Orchestra di Londra, tra i più grandi direttori del mondo. Nato a Lincoln il 15 aprile 1924, Marriner aveva iniziato la sua carriera concertistica come virtuoso del violino, dopo aver studiato al Royal College of Music e al Conservatorio di Parigi. Già componente della London Symphony Orchestra, volle creare alla fine degli anni '50 una nuova orchestra da camera che raccogliesse i migliori giovani talenti della musica classica del regno. L'avventura cominciò con un gruppo di amici e l'ensemble prese il nome dalla storica chiesa londinese in cui fu tenuta la prima esibizione, nel 1959. L'orchestra avrebbe poi avuto fama internazionale. Solo giovedì scorso, 29 settembre, aveva diretto l'Orchestra di Padova e del Veneto al Teatro Verdi di Padova nelle ultime 3 Sinfonie di Wolfgang Amadeus Mozart, in occasione dei 50 anni dell'Orchestra veneta.


Al grande pubblico il Maestro divenne noto per aver interpretato e inciso la colonna sonora del film "Amadeus" di Milos Forman (1984), un disco che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo vincendo Grammy Award al miglior album di musica classica nel 1985. Ma la sua opera immensa, immortalata per diverse etichette discografiche tra le quali Argo, L'Oiseau Lyre, Philips Classics e EMI Classic, spazia dal Barocco al XX secolo della musica britannica, da Bach e Handel a Benjamin Britten.

martedì 6 settembre 2016

ANTICA / Al via sabato 10 settembre a Sermoneta (Lt) l'Early Music Festival

Per il quarto anno consecutivo il Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio “O. Respighi” di Latina organizza l’Early Music Festival/Festival di Musica Antica. Quest’anno la manifestazione ha cambiato formula: da un calendario quotidiano di iniziative si è passati ad un appuntamento a settimana, il sabato, per una kermesse all’insegna del repertorio principalmente incentrato sulla musica barocca. Altra importante novità de festival di quest’anno, sulla scia della proficua collaborazione dello scorso anno, è la sinergia tra Conservatorio, ente promotore e organizzatore dell’iniziativa, e il Comune di Sermoneta, ente ospitante. Non a caso il sottotitolo del festival è Incontri Barocchi a Sermoneta. Infatti tutti gli appuntamenti della manifestazione di quest’anno si svolgeranno nella splendida cornice del Comune di Sermoneta, non a caso città d’arte, e principalmente nella meravigliosa chiesa di San Michele Arcangelo. Come per le precedenti, anche l’edizione 2016 vede la partecipazione di docenti e allievi al fianco di ex allievi e professionisti con esperienze di livello internazionale.

L’inaugurazione del Festival è prevista per sabato 10 settembre 2016 alle ore 21 presso la Chiesa di San Michele Arcangelo con il concerto “Le Stagioni degli Svaghi” Madrigali a cinque voci eseguito dal Gruppo Vocale Arsi e Tèsi. La serata sarà caratterizzata dalle sonorità della polifonia di fine cinquecento inizio Seicento incentrata sulle stagioni atmosferiche. Queste non costituiscono un tema compiuto e ricorrente nel panorama musicale rinascimentale e barocco. Riferimenti ai momenti dell’anno si trovano qui e là, ma piuttosto sono rappresentate come espressione metaforica degli stati d’animo (Petrarca docet): la primavera su tutte, come simbolo dell’amore che rinasce, o quale elemento di contrasto alle sofferenze del poeta.

Si continua sabato 17 settembre, sempre nella Chiesa di san Michele Arcamgelo alle 21, con lo splendido concerto Bach-Weiss, opposti quanto paralleli eseguito dalla liutista di caratura internazionale, Evangelina Mascardi. Il programma sarà incentrato su due giganti del barocco tedesco: Weiss e Bach. Spesso la musica di Sylvius Leopold Weiss (1687-1750), grande virtuoso del liuto e musicista di successo nella prima metà del Settecento, viene oggi paragonata a quella di Johann Sebastian Bach, che non necessita certo di presentazioni. Forse perché i loro dati anagrafici coincidono quasi? Forse perché abbiamo bisogno di riconfermare la maestria di un compositore meno noto con quella di chi viene unanimemente considerato un genio? Non sappiamo. Tuttavia, affrontando i brani di questi colossi del repertorio barocco più che concordanze la Mascardi trova opposti, ed è per questo che vale la pena di ascoltarli insieme.

Sabato 24 settembre si esibirà Paolo Pollastri con l’Ensemble del Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio che presenteranno L’Oboe Barocco, sempre nello splendido scenario della Chiesa di San Michele Arcangelo alle 21. Il programma è dedicato, come di consueto all’interno del festival, ad uno strumento dell’epoca barocca. Quest’anno tocca all’oboe barocco progenitore del moderno oboe classico. A suonarlo sarà uno dei massimi esperti italiani, primo oboe dell’orchestra dell’Accademia di S. Cecilia di Roma, Paolo Pollastri accompagnato dall’ensemble del conservatorio che vede protagonisti docenti e allievi del conservatorio stesso.

Sabato 1 ottobre avremo un doppio appuntamento: il seminario sul Clavicordo a cura di Michele Chiaramida e a seguire il concerto dal titolo Mentre Clori la bella – viaggio musicale nel Barocco Italiano eseguito dall’Ensemble del Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio. Per questa importante giornata ci trasferiremo nella Chiesa di S. Giuseppe, sempre a Sermoneta, alle ore 18 per il seminario e alle ore 21 per il concerto. Saranno esposti dei clavicordi, lo strumento prediletto da J.S. Bach e ascolteremo i migliori allievi ed ex allievi del conservatorio che si esibiranno in un repertorio del barocco italiano.

Gran finale sabato 8 ottobre con il Consortium Hamilton. Il gruppo, di Napoli, eseguirà il meraviglioso Miserere di Francesco Durante, uno dei massimi esponenti del barocco napoletano fondatore della mitica scuola partenopea che ha dato i natali a tanti compositori italiani che hanno portato la nostra opera lirica nel mondo.

Tutti concerti sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.
Info: http://www.conslatina.it/

lunedì 18 luglio 2016

PRIME / Vivaldi, a Villa Manin prima assoluta (ed edizione critica) della serenata "La Gloria e Imeneo"

UDINE - Nell’ambito di “Villa Manin estate 2016” un appuntamento di musica classica (il cui programma ha come direttore artistico Claudio Orazi)  che è una gemma preziosa: la prima rappresentazione in epoca moderna, in concomitanza con la prima pubblicazione della partitura, della serenata vivaldiana La Gloria e Imeneo, RV 687. Commissionata a Vivaldi dall’ambasciatore francese a Venezia, Jacques-Vincent Languet comte de Gergy, in occasione delle nozze di Luigi XV con la principessa polacca Maria Leszczynska, venne eseguita durante una festa organizzata nel giardino dell’ambasciata di Venezia,  la sera del 12 settembre 1725.

Eseguita dall’Orchestra La Fenice di Venezia diretta da Francesco Fanna, con la regia di Elisabetta Brusa, l’opera – un “concerto di arie” -  non potrebbe ora  avere teatro più appropriato di Villa Manin a Codroipo  (Udine): residenza dell’ultimo doge di Venezia (Ludovico Manin) dai molteplici echi francesi,  a partire dagli affreschi del francese Louis Dorigny - in una delle sale di rappresentanza della grande villa veneta - che raffigurano le medesime allegorie  richiamate dalla composizione di Antonio Vivaldi. La rappresentazione si terrà venerdì 22 luglio alle ore 21.15.

L’intento della rappresentazione dunque – come dell’intero programma elaborato da Orazi - è restituire un clima di festa e splendore analogo a quello vissuto da Villa Manin, il cui parco ispirato alla reggia di Versailles – 18 ettari impreziositi da statue, colline artificiali, specchi d’acqua – fu esso stesso cornice nel Settecento di una suntuosa cerimonia di nozze, tra la figlia del Re di Sassonia e il re di Napoli.

Un gioco di affinità e atmosfere rievocate  di grande raffinatezza – complice la regia di Elisabetta Brusa,  che centrando tutta l’attenzione  sull’architettura della Villa farà intravedere e percepire i festeggiamenti in corso all’interno - per un evento musicale di assoluto rilievo.

L'evento si inserisce nel cartellone di Villa Manin di Passariano a Codroipo (Udine), promosso dalla Regione Friuli-Venezia Giulia - Ente Regionale Patrimonio Culturale, con il sostegno della Fondazione CRUP e la collaborazione di tante, prestigiose istituzioni culturali. Dalla musica classica e contemporanea, con protagonisti famosi e star internazionali, alle grandi mostre di fotografia;
dal teatro, con nuove e originali produzioni, ai percorsi animati per i più piccoli: un connubio tra le arti, in un dialogo suggestivo con le architetture, i volumi e lo scenografico parco della residenza dell’ultimo Doge di Venezia, Ludovico Manin. 


Perché il filo rosso, che unisce le diverse proposte della stagione e rende unico il programma “Villa Manin estate 2016”, è proprio il fascino della sua ambientazione e il fatto che gli eventi siano stati studiati, allestiti e in molti casi appositamente ideati e prodotti proprio in funzione di questo straordinario sito, che Carlo Goldoni non esitò a definire “soggiorno degno di un re”.

Una conferma si trova nelle proposte elaborate dal Direttore Artistico della sezione musica classica, Claudio Orazi - Sovrintendente del Teatro Lirico di Cagliari e già Commissario Straordinario della Fondazione Teatro Verdi di Trieste, dopo le esperienze pluriennali all’Arena Sferisterio di Macerata e all’Arena di Verona – che ha voluto valorizzare il connubio gioioso tra Musica e Luogo d’arte, sia nel concerto inaugurale sia nei diversi appuntamenti  di musica classica che si stanno succedendo, tutti a ingresso gratuito.

In  particolare è una nuova produzione di Villa Manin - in collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini di Venezia-Istituto italiano Antonio Vivaldi e Casa Ricordi di Milano - dell’atteso spettacolo del 22 luglio, che riporterà atmosfere e venti di Francia e del XVIII secolo a Villa Manin.

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Edizione critica a cura di Alessandro Borin
Collana «Edizione critica delle Opere di Antonio Vivaldi» a cura dell’Istituto
Italiano Antonio Vivaldi della Fondazione Giorgio Cini di Venezia, Editore Ricordi,
Milano, 2016

Le ‘Serenate francesi’ di Antonio Vivaldi sono un gruppo di opere composte ed eseguite fra la metà degli anni Dieci e Venti del Settecento,  per celebrare alcuni fra gli avvenimenti e le ricorrenze più significative inerenti alla storia della monarchia transalpina e, di riflesso, a quella dei suoi rappresentanti diplomatici residenti in Italia. Il secondo di questi lavori, La Gloria e Imeneo, RV 687, fu commissionato a Vivaldi dall’ambasciatore francese a Venezia, Jacques-Vincent Languet comte de Gergy,  in occasione delle nozze di Luigi XV con la principessa polacca Maria Leszczynska e fu eseguito durante una festa organizzata  nel giardino dell’ambasciata la sera del 12 settembre 1725.

Oltre a La Gloria e Imeneo, per Languet Vivaldi compose anche la serenata a tre voci L’unione della Pace e di Marte, RV 694, il Te Deum, RV 622 (entrambi perduti, ma eseguiti il 19 settembre 1727 per festeggiare la nascita delle due figlie gemelle di Luigi XV e Maria Leszczynska), e – probabilmente – la serenata La Senna festeggiante, RV 693, eseguita verso la fine del 1726 in occasione del genetliaco di Luigi XV o per la cerimonia pubblica dell’entrata dell’ambasciatore in città.

A differenza degli altri brani citati, di cui non è semplice ricostruire la genesi o la destinazione d’uso, possediamo ben due resoconti  sulle circostanze in cui ebbe luogo la prima (e a quanto pare unica) esecuzione de La Gloria e Imeneo. Il primo è un poscritto allegato a una lettera inviata da Languet al cardinale Filippo Antonio Gualterio pochi giorni dopo la festa, il 15 settembre 1725, mentre il secondo è una corrispondenza pubblicata sul Mercure de France nell’ottobre dello stesso anno. Grazie a questi documenti sappiamo che la serenata «si recitò nelle stanze della loggia posta in termine del Giardino»
e fu «recitata da bravissimi Musici, e Cantatrici, quali con soavità della loro voce, quali novelli Orfei trassero [a] sé numero infinito di gondole, quale nascondea il mare istesso agl’occhij de’ riguardanti».

Vivaldi, che aveva da poco oltrepassato i quarantacinque anni di età, si trovava all’apice della propria carriera e poteva contare su una solida reputazione internazionale, tanto da essere definito «le plus habile compositeur qui soit à Venise».

Il testo poetico, di autore ignoto, è piuttosto convenzionale: Imeneo, il dio greco figlio di Apollo, e la personificazione allegorica della Gloria fanno a gara per decantare le virtù della coppia di sposi omaggiati nella serenata, prospettando loro le gioie imminenti delle nozze e quelle di là da venire, prodotte dai frutti della loro unione. La musica di Vivaldi, che comprende alcuni brani tratti dalle sue più recenti produzioni operistiche, è invece un compendio di quanto di meglio il compositore scrisse durante la terza decade del secolo.  Per la brevità dei recitativi, la cui funzione è quasi esclusivamente quella di preparare e collegare i numeri musicali, e per l’assoluta preminenza di questi ultimi, non di rado caratterizzati da una profonda integrazione fra la scrittura vocale e l’accompagnamento orchestrale, questa serenata può essere considerata a tutti gli effetti  un ‘concerto di arie’ (Konzertarien),vale a dire quella forma di spettacolo tanto deprecata dalla storiografia musicale ottocentesca quanto apprezzata dal moderno ascoltatore, nei confronti del quale mantiene inalterato tutto il suo fascino e il suo valore.
La presente edizione critica della serenata La Gloria e Imeneo, RV 687, curata da Alessandro Borin per conto dell’Istituto Italiano Antonio Vivaldi della Fondazione Giorgio Cini di Venezia con l’editore Ricordi di Milano, è la prima pubblicazione in epoca moderna, e si colloca all’interno della collana
di tutte le opere di Antonio Vivaldi, che l’Istituto Vivaldi ha avviato nel lontano 1947 e che si sta in questi anni completando con l’edizione critica delle opere teatrali. 


Antonio Vivaldi
La Gloria e Imeneo, RV 687
Serenata di Antonio Vivaldi per soprano, mezzosoprano ed orchestra.

Venerdì 22 luglio, ore 21.15
Codroipo (UDINE) Villa Manin di Passariano

Direttore Francesco Fanna
Regia Elisabetta Brusa
Orchestra Fondazione Teatro La Fenice di Venezia

lunedì 29 febbraio 2016

NAPOLI / La Cappella della Pietà de' Turchini cambia volto

Antonio Florio
NAPOLI - In origine era la Cappella della Pietà de' Turchini, fondata da Antonio Florio nel 1987 dopo un decennio di studio e sperimentazione, portata a notorietà internazionale con programmi rari, produzioni di opere e oltre 40 incisioni discografiche e divenuta emblema della riscoperta della musica napoletana tra il Quattrocento e l’Ottocento. Oggi – alla soglia dei trent'anni di attività – quel gruppo di “coraggiosi pionieri” assume la denominazione di Cappella Neapolitana Antonio Florio, mantenendo intatto organico e collaboratori storici che da sempre portano avanti questo progetto musicale.

Una esperienza musicale lunga acclamata e prestigiosa che parte dalle prime manifestazioni presso la preziosa Chiesa della Pietà de' Turchini di Napoli (detta “Incoronatella”), per arrivare alle più importanti ribalte internazionali, con l’ambizione di riproporre il repertorio delle fonti napoletane –  riscoperte e studiate sin dall’inizio da Antonio Florio con la collaborazione del musicologo Dinko Fabris – permettendo di recuperare brani di elevatissima qualità compositiva e poetica legati alle figure, non sempre adeguatamente riconosciute dalla storiografia, di autori come Sabino, Salvatore, Netti, Caresana, Veneziano, Leo, Jommelli, Vinci, Latilla, Paisiello, Provenzale. Un percorso culturalmente esaltante e didatticamente di assoluto rilievo che ha contribuito alla riscoperta di importanti tesori musicali, oggi nel repertorio di illustri altri artisti, e alla formazione di un’intera generazione di musicisti non solo napoletani avviati alla “musica antica”. Innumerevoli le collaborazioni artistiche e scientifiche avvicendatesi sin da subito e concretizzate in storiche esecuzioni concertistiche e incisioni discografiche di riferimento per etichette come Symphonia e soprattutto Opus111, con la fortunata collana “Les Trésors de Naples”. Non si contano poi le esibizioni nelle più prestigiose sedi nel mondo, Stati Uniti, Argentina, Colombia, Brasile, Cile, Cina, Giappone e naturalmente in Europa, vantando anche un invito di Claudio Abbado alla Philharmonie di Berlino.

Una parte di questo esaltante percorso artistico era stato compiuto con la creazione a Napoli di un Centro di Musica Antica a partire dal 1997. Dal 2010, a seguito di evidenti divergenze artistiche, gli originari animatori musicali e scientifici, a cominciare da Florio e Fabris, hanno avviato percorsi diversi rispetto alla Fondazione Pietà de' Turchini, difendendo la loro storia e il percorso interpretativo noto in tutto il mondo.


Oggi, forti anche della collaborazione con la raffinatissima etichetta discografia spagnola Glossa, i musicisti che si riconoscono nelle linee programmatiche e poetiche dei Turchini originali – indipendentemente dalla struttura che oggi porta quel nome – si sono ribattezzati Cappella Neapolitana Antonio Florio, proseguendo col rigore e lo slancio di sempre l’attività di ricerca, restauro e interpretazione dei “tesori musicali di Napoli”.

Con questo nuovo nome, la Cappella Neapolitana Antonio Florio continua il suo glorioso impegno nella vita musicale internazionale, che ha come primo frutto tangibile il cd per l'etichetta Glossa Gaetano Veneziano: Passio in distribuzione da aprile, con la partecipazione del Ghislieri Choir e i solisti vocali Raffaele Pe, Luca Cervoni, Marco Bussi. A Gaetano Veneziano, musicista del quale nel 2016 ricorrono i trecento anni dalla morte, e alla sua Passione secondo Giovanni (c. 1685) è dedicato anche il primo appuntamento concertistico della Cappella Neapolitana Antonio Florio, il prossimo 24 marzo a Napoli (Auditorium Castel Sant'Elmo, ore 21), nella Stagione dell'Associazione Alessandro Scarlatti. L'ensemble sarà quindi impegnato a Firenze (14 giugno) e in numerosi festival estivi i cui programmi saranno noti a breve.

Fonte: comunicato stampa

lunedì 5 ottobre 2015

MILANO / Il Festival Liederiadi fa "dieci" e si espande al Barocco con la "prima" dell'Amadigi di Handel

Da destra: Guadagnini, Lazareva e Percivaldi in conferenza stampa
MILANO - Dieci appuntamenti di musica vocale e corale da camera in cui si spazierà dai "classici" di Schubert e Schumann fino ai molto meno noti lieder macedoni e brasiliani. Il Requiem di Bob Chilcott dedicato alle vittime della Grande Guerra come apertura solenne il 18 ottobre e uno sguardo al Barocco con una prima assoluta per Milano, quella  dell'Amadigi di Gaula di G.F. Händel. Tutto questo, e molto di più, sarà offerto dalla X Stagione del Festival Liederìadi, fondato nel 2006 e diretto dal tenore milanese Mirko Guadagnini, presentata lo scorso primo ottobre a Palazzo Marino. Con Guadagnini, a illustrare le peculiarità di un programma che si annuncia davvero di estremo interesse c'erano l'assessore alla Cultura del Comune di Milano Filippo Dal Corno, la regista e cantante Oksana Lazareva e la storica e saggista Elena Percivaldi.
Bob Chilcott
Questi dieci anni - ha spiegato Guardagnini- rappresentano un traguardo significativo per una rassegna musicale che - a Milano come in Italia - si conferma unica  nel suo genere. Il progetto di quest'anno si intitola  “La voce al centro della musica”, e dà il via a un percorso dove «la scelta dei repertori spazia su altre forme di musica vocale includendo, tra le proposte, opere ancora poco eseguite ma che trovano, come accade nel Lied, la perfetta corrispondenza di testo cantato e scrittura musicale».
Il programma del Festival Liederìadi, che si terrà quasi tutto alla Palazzina Liberty di via Marinai d'Italia (tranne l'Amadigi che sarà al Piccolo Teatro Studio), prevede principalmente appuntamenti di liederistica, genere che resta il fiore all’occhiello della proposta artistica su cui il Festival è nato e cresciuto fino a diventare un unicum in Italia. Tra gli altri, sono previsti una monografia schubertiana per 4 voci miste e fortepiano, che porterà alla riscoperta di quartetti, terzetti, duetti e Lieder di rarissimo ascolto e i Myrthen-Lieder di Schumann, interpretati dallo stesso Guadagnini e dal soprano Marcella Orsatti.
Si aggiungono concerti per coro e pianoforte e concerti per coro e piccola orchestra. Il Festival si amplia infatti aprendosi alla musica contemporanea per coro e soli, con la proposta di opere di artisti viventi. A inaugurare questo filone - e l’intera stagione - il Requiem per Soli, Coro e Orchestra del compositore inglese Bob Chilcott che, per l’occasione, sarà presente a Milano il 18 ottobre per dirigere il suo capolavoro.
L’esecuzione del Requiem di Bob Chilcott si inserisce nel progetto “Un Requiem per ogni anno della Grande Guerra” che avrà durata quadriennale (2015-2018) e che prevede, anche per le prossime edizioni del Festival, l’esecuzione di una Messa da Requiem composta da autori italiani ed europei contemporanei che hanno voluto cimentarsi in questa non facile costruzione polifonica.
Il repertorio del canto barocco - del quale Guadagnini è tra i maggiori conoscitori ed esecutori - sarà protagonista della messa in scena di Amadigi di Gaula di G.F. Händel con la regia di Oksana Lazareva e la direzione, per 5 solisti e l’Intende Voci Chorus et Musici, dello stesso Guadagnini. L’opera, in programma il 29 marzo 2016, rappresenta un evento del tutto eccezionale e si terrà al Piccolo Teatro Studio di Milano. «Sono passati esattamente trecento anni dalla prima di “Amadigi”» spiega Oskana Lazareva. «Era il 1715, il teatro era il King’s Theatre di Londra. Sappiamo che dopo qualche spettacolo l’opera fu ingiustamente messa da parte e dimenticata. A mio avviso merita invece un’attenzione particolare. La storia originale di “Amadigi” è caratteristica dell’opera barocca: ambientazione fiabesca, magie e deus ex machina. Essendo però un’opera rara non porta con sé il consueto bagaglio di tradizioni e di prassi esecutive, regalandoci la libertà da qualsiasi schema precostituito. Ed è quello che faremo».
Mirko Guadagnini
Il contesto di questa autentica rarità del teatro barocco è stato illustrato dalla storica Elena Percivaldi, la quale ha ricordato tra le molte cose come «in Italia in teatro l'Amadigi sia stato portato solo due volte (nel 2002 a Napoli e nel 2004 a Roma, entrambe sotto la direzione di Rinaldo Alessandrini) e a tutt'oggi esistano solo due incisioni complete delle quali la più importante è quella diretta da Marc Minkovski per invita i nuovi interpreti a stimolanti e inesplorate letture tutte da vedere e da ascoltare».
Sostenitore importante ed entusiasta della stagione è il Comune di Milano che, attraverso l’assessorato alla Cultura diretto da Filippo Del Corno, offre ancora una volta ospitalità al Festival Liederìadi presso la Palazzina Liberty, grazie a un accordo di collaborazione che ha trovato nuova linfa anche nella condivisione del progetto presso il Piccolo Teatro Studio.
Erato nel 1991.  Un vero peccato perché si tratta di un lavoro spettacolare sia dal punto di vista musicale che scenico. Questa occasione sarà dunque particolarmente importante perché

Per informazioni e programma: www.festival-liederiadi.it

lunedì 24 agosto 2015

NAPOLI / Un viaggio tra Seicento e Settecento tra Barocco colto e "pop"

NAPOLI - Mercoledì 26 agosto alle 20.30 Chiesa dello Jesus, ad Auletta, l‘Ensemble Barocco di Napoli presenta il concerto Barocco colto e popolare musiche di Vincenzo Galilei, Andrea Falconieri, Arcangelo Corelli, Marco Uccellini, Leonardo Leo, Giovanni Battista Sammartini.
Partiture di raro ascolto, delicate e seducenti, per un concerto in cui verranno eseguite musiche dai disegni melodici vividi e coloriti, mirabili nella loro espressività, che utilizzano formule tratte dalla tradizione popolare.Una modalità questa che segnò lo stile musicale di molti autori dal Cinquecento al Settecento.
Un concerto organizzato dalla Fondazione MIdA in collaborazione con Dissonanzen presentato nell’ambito del Progetto “Campania : dal Barocco al Contemporaneo”, Progetto PAC III Promozione e Valorizzazione del patrimonio culturale della Campania.

ENSEMBLE BAROCCO DI NAPOLI
Tommaso Rossi e Raffaele Di Donna, flauti
Ugo Di Giovanni, arciliuto
Patrizia Varone, clavicembalo
Ingresso gratuito

Con il concerto Barocco colto e popolare l’ensemble, per l’occasione formato da Tommaso Rossi e Raffaele Di Donna ai flauti, Patrizia Varone al clavicembalo e Ugo Di Giovanni all’arciliuto, affronta un piccolo viaggio nella sonata da camera italiana tra il Seicento e il Settecento, recuperando alcune composizioni dove l’utilizzo delle forme popolari del basso ostinato è stato lo stimolo per la composizione. Si confrontano quindi lo stile popolare delle composizioni seicentesche di Uccellini, Falconiero che utilizzano i bassi di danza della Follia, della Bergamasca e della Tarantella con quello colto del Contrappunto, della Sonata e del Concerto di Galilei, Corelli, Leo, Sammartini. Protagonista il mondo della natura, ma anche l’intricata geografia interiore dell’animo umano.
L’Ensemble Barocco di Napoli è stato costituito su iniziativa di Tommaso Rossi, Raffaele Di Donna e Marco Vitali e ha esordito il 2 maggio del 2010 in occasione del 350° anniversario della nascita di “A.Scarlatti”. Il gruppo è costituito da musicisti da anni attivi nelle più importanti compagini di musica antica italiane. Nel corso del 2013 il gruppo si è esibito al Festival Cusiano di Musica Antica, nella stagione estiva del teatro dell'Opera Giocosa di Savona e nell'ambito del Festival Leonardo Leo. Con l’etichetta Stradivarius ha pubblicato due cd: uno dedicato alle Cantate e Sonate con flauto di Alessandro Scarlatti con la soprano Valentina Varriale, l’altro dedicato alle sonate per flauto di Leonardo Leo, entrambi recensiti positivamente dalla critica nazionale e internazionale. Nello scorso gennaio l’Ensemble ha suonato nella stagione in abbonamento dell’”Associazione Scarlatti” con la soprano Maria Grazia Schiavo. L’Ensemble ha organizzato nel 2014 a Pertosa il corso di musica antica “Musiche da ricordare” in collaborazione con la Fondazione MIdA.
La Fondazione MIdA (Musei Integrati dell’Ambiente) nasce nel 2004 ed è costituita dalla Regione Campania, dalla Provincia di Salerno e dai comuni di Auletta e Pertosa. Gestisce le Grotte di Pertosa-Auletta, l’unico sito speleologico in Europa dove è possibile navigare un fiume sotterraneo addentrandosi verso il cuore della montagna, e un sistema museale con sezioni geo-speleologica e botanico-paesaggistica, dando vita ad iniziative mirate a promuovere le risorse ambientali e culturali del territorio di riferimento, inserito nelle rete UNESCO dei Geoparchi.

www.grottedipertosa-auletta.it
www.ensemblebaroccodinapoli.it

(fonte: comunicato stampa)

mercoledì 29 luglio 2015

ROMA / Crowdfunding per la musica barocca

VOLENTIERI DIFFONDIAMO QUESTA IMPORTANTE INIZIATIVA PROMOSSA DA IBAROQUE
(Fonte: www.ibaroque.it) 
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Il Canto di Europa

Tre Concerti e una Conversazione in Musica

per ascoltare il suono dell'Europa Barocca

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Presentazione
Sarà anche un linguaggio universale, la musica, ma è innegabile che ogni luogo in cui la si fa finisce per imprimere su di essa il proprio carattere. 
Il-Canto-di-Europa-web
Lo fa a modo suo, a volte con atteggiamenti immediatamente decifrabili, altre volte tramite influenze più indirette: la vena melodica, per la quale gli italiani sono famosi almeno dal XIV secolo, sembra una conseguenza quasi scontata, una sorta di effetto collaterale della solare e mediterranea espansività della nostra gente; meno immediate, almeno ai nostri occhi, possono apparire le ragioni etniche della peculiare dolcezza armonica con la quale la musica inglese ha incantato le orecchie continentali e condizionato la musica al di qua della Manica fin dai tempi dalla Guerra dei Cento Anni. Differenze "regionali" che disegnano una carta geografica dai confini incerti e mobili che solo per comodità e con una certa imprecisione si fanno coincidere con quelli tracciati dalla geopolitica; caratteristiche intorno a cui nei secoli si sono si sono materializzati campanilismi ed esterofilie, spinte emulative e reazioni censorie che hanno contribuito a mescolare le tinte pur senza mai cancellare del tutto il marchio che il luogo di origine imprimeva ad ogni opera musicale. Ed anche oggi, nei giorni del mondo in una mano, dei last minute e dei low cost, così come il vero caffè si gusta solo a Napoli, il vero rock è roba da anglosassoni, e se si è in cerca di reggae o di ruhm è solo verso la Giamaica che occorre puntare il navigatore.
Attraverso un ciclo di tre concerti e una conversazione in musica, il nostro progetto disegna una mappa sonora dell'Europa come la si sarebbe potuta ascoltare negli anni che con qualche approssimazione i manuali di storia della musica etichettano con il termine "Barocco". Un viaggio in quattro tappe, ciascuna dedicata ad una grande nazione eropea e al repertorio musicale che la caratterizzava nei secoli XVII e XVIII: Inghilterra, Italia, Francia, Germania.
Chi Siamo
Il progetto iBaroque nasce dall'incontro di un piccolo gruppo di amici, musicisti, storici dell'arte e musicologi accomunati dalla passione per la musica e l'arte barocca e uniti dalla convinzione che l'arte dei suoni organizzati abbia contenuti più profondi di quelli che solitamente le attribuisce l'estetica della musica come pret-a-porter delle emozioni, oggi tanto di moda anche tra i melomani e gli appassionati.
Noi crediamo che dall'indagine sui legami tra musica, arte, architettura, filosofia ed estetica possa scaturire un'esperienza più ricca ed intensa sia per chi ascolta che per chi esegue, così come siamo consapevoli che per rendere appieno l'attualità del messaggio artistico dei grandi capovalori del passato non è possibile prescindere dai meccanismi di comunicazione tipici della nostra epoca.
Per questo i nostri eventi uniscono le competenze sulla prassi esecutiva d'epoca su strumenti originali alle più aggiornate tecnologie multimediali, competenze unite in un linguaggio nuovo e in un nuova strategia comunicativa, in grado di unire piacevolezza a profondità di contenuti; un inedito modo di tessere il legame con il pubblico che è il nostro marchio di fabbrica e che noi chiamiamo "EntArteinment".
La Struttura del Progetto
Cosa
"Il Canto di Europa" è un ciclo di tre concerti e una conversazione in musica dedicati agli stili musicali dell'Europa barocca. Ognuno dei quattro eventi sarà dedicato alla musica di una diversa nazione, e ne sottolinea le caratteristiche dello stile e del linguaggio. 


Inghilterra - Fair Britain Isle
Musiche di John Dowland, Richard Farrant, Anonimo, John Bennet, William Byrd, Orlando Gibbons, ecc.
Riccardo Pisani, tenore
Valentina Nicolai, Andrea Lattarulo, Silvia de Maria & Diana Fazzini, viole da gamba


Italia - O sia tranquillo il mar
Musiche di Claudio Monteverdi, Michelangelo Rossi, Girolamo Frescobaldi
Ensemble Arte Musica
Andrés Montilla, tenore
Riccardo Pisani, tenore
Francesco Tomasi, tiorba
Silvia de Maria, viola da gamba
Francesco Cera, direttore & clavicembalo


Francia - Une après-midi à Versailles
Musiche di Jean-Marie Leclair, François Couperin 
Manuel Granatiero, flauto traversiere
Silvia de Maria, viola da gamba
Massimiliano Faraci, clavicembalo


Germania - La Musica del Mondo
La vera storia del conte von K. e del musicista che lo aiutò a dormire
Musiche di Johann Sebastian Bach
Giovanni Cappiello, musicologo
Il Bizzarro Consort
Silvia De Maria, Valentina Nicolai & Andrea Lattarulo, viole da gamba
Sara Osenda, clavicembalo


Quando
Il ciclo sarà realizzato nel mese di ottobre 2015 nel corso di due weekend: sabato 3/domenica 4 e sabato 24/domenica 25.
Dove
Gli eventi si terranno presso la stupenda Sala Capitolare del Convento dei Domenicani della Minerva, in piazza della Minerva a Roma.
Chi
I concerti saranno realizzati da alcuni dei più interessanti musicisti della scena romana, italiana ed europea specializzati nel repertorio barocco eseguito su strumenti originali e secondo le prassi esecutive d'epoca.
Obiettivo del Crowdfunding
Grazie alla generosità dei Padri Domenicani della Minerva il progetto "Il Canto di Europa" può contare sulla disponibilità gratuita degli spazi, in questo caso la splendida Sala Capitolare del Convento di Santa Maria sopra Minerva. Il finanziamento ci occorre per quindi per:
- i compensi ai musicisti impegnati (nel complesso sono coinvolti 20 interpreti, per l'impegno di ciascuno abbiamo previsto un gettone di 200 euro) la cifra complessiva è quindi di 4000 €;
- i rimborsi per i musicisti fuori sede. Siamo riusciti a ridurre questa voce ai soli rimborsi di viaggio, stimati a 400 euro per i musicisti fuori sede;
- le spese per il trasporto delle attrezzature e degli strumenti stimate a 200 euro complessivi;
- le spese di organizzazione e promozione, stimate in 400 euro.
Il totale del finanziamento ammonta quindi a 5000 euro.
Un'idea di Giovanni Cappiello
Direzione artistica: Silvia De Maria
Grafica, Web, Reti Social: Lucia Franzina

venerdì 17 ottobre 2014

NAPOLI / Al via l'Autunno della Nuova Orchestra Scarlatti con la musica per le "Dame" di San Gregorio Armeno


La Nuova Orchestra Scarlatti apre il suo Autunno musicale, sabato 18 ottobre, ore 18.30, con un appuntamento di grande suggestione: versioni inedite di grandi pagine sacre e profane del ‘700 napoletano ed europeo risuoneranno dopo quasi tre secoli nel luogo per cui furono concepite, la splendida Chiesa di San Gregorio Armeno, nel cuore della nostra città. Si tratta di trascrizioni, in gran parte autografe,  realizzate per la ricreazione delle cosiddette ‘dame benedettine’, ovvero delle religiose e delle ricche educande dell’aristocrazia napoletana frequentatrici del convento.
Questo concerto straordinario, anteprima dell’Autunno musicale della Nuova Orchestra Scarlatti, è, anche in considerazione del luogo, a ingresso libero fino a esaurimento posti.
Vi partecipano, con l’Ensemble barocco della Nuova Orchestra Scarlatti, due artisti napoletani specialisti di musica barocca: il soprano Cristina Grifone e il flautista Tommaso Rossi (flauto dolce e traversiere). 
Accanto a brani strumentali di Francesco Mancini e Aniello Sant’Angelo, si spazierà dal Pergolesi religioso del Laetatus sum a un’inedita rielaborazione del celeberrimo Che farò senza Euridice di Gluck, da un’aria dell’Artaserse di Leonardo Vinci, piena di tutta l’energia e di tutto il movimento che ispirava questo padre geniale dell’opera partenopea, alla Nitteti di Pasquale Anfossi, compositore foggiano dalla vena di intenso lirismo, acclamato in Europa, ammirato e imitato da Mozart. 
Questo programma è stato eseguito il 30 agosto scorso nell’ambito del Festival delle Nazioni di Città di Castello Omaggio all’Armenia.

L’Autunno musicale della Nuova Scarlatti proseguirà con un fitto calendario di appuntamenti tra novembre e dicembre. Quest’anno, accanto al Museo Diocesano (primo appuntamento: 8 novembre), la rassegna  si svolgerà anche in altre prestigiose sedi cittadine.

PROGRAMMA

Musica per le ‘Dame’ di San Gregorio

sabato 18 ottobre 2014 – ore 18.30
Napoli - Chiesa di San Gregorio Armeno

INGRESSO LIBERO
fino a esaurimento posti

Pagine vocali e strumentali di
G. B. Pergolesi, F. Mancini, Ch. W. Gluck,
P. Anfossi, A. Sant’Angelo, L. Vinci

Ensemble barocco della Nuova Orchestra Scarlatti
violini Raffaele Tiseo, Federico Valerio
viola Gianfranco Borrelli, violoncello Manuela Albano, cembalo Pierfrancesco Borrelli

soprano Cristina Grifone
flauto dolce e traversiere Tommaso Rossi

info@nuovaorchestrascarlatti.it   
www.nuovaorchestrascarlatti.it