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mercoledì 22 novembre 2017

+++ FLASH / Morto il baritono Dmitri Hvorostovsky +++

Il grande baritono  Dmitri Hvorostovsky  è deceduto oggi, 22 novembre 2017, nella sua casa di Londra. A darne il triste annuncio i famigliari sul suo profilo facebook. Aveva 55 anni ed era malato di tumore al cervello. 



Per approfondimenti: http://www.classicfm.com/artists/dmitri-hvorostovsky/dmitri-hvorostovsky-dies/



mercoledì 4 gennaio 2017

FLASH / E' morto Georges Pretre, il celebre direttore d'orchestra aveva 92 anni

E' morto nella sua casa del sud della Francia Georges Pretre. Aveva 92 anni, 70 dei quali nella carriera musicale e ben 50 di sodalizio con i Wiener Symphoniker.  I familiari che erano con lui riportano che il Maestro è mancato con un grande sorriso: chi ha lavorato con lui ricorda in quel sorriso l’entusiasmo e l’energia che trasformavano le orchestre con cui lavorava

Nato il 14 agosto 1924 a Waiziers nel nord della Francia, il direttore d'orchestra ha continuato a dirigere quasi fino all'ultimo: sarebbe dovuto tornare sul podio per la Stagione Sinfonica del Teatro alla Scala il 13, 15 e 17 marzo 2017. L'ultimo, trionfale concerto ha avuto luogo il 22 febbraio 2016. Ed è stata proprio l'istituzione milanese a dare notizia della sua scomparsa. 
“Non solo la Scala perde oggi uno dei Maestri che ne hanno fatto la storia – ha commentato Alexander Pereira – ma io ho perso un amico carissimo con cui ho condiviso 35 anni di vita artistica, da quando era Direttore dei Wiener Symphoniker. La sua ineguagliata musicalità, la sua magia accendeva di entusiasmo le orchestre con cui lavorava: ogni musicista desiderava superarsi per lui. Al termine del concerto del febbraio scorso i musicisti scaligeri hanno commentato che era più giovane di loro”.

Georges Prêtre, uno dei massimi direttori del nostro tempo, è stato legato alla Scala, ai suoi musicisti e al suo pubblico da un rapporto strettissimo cresciuto in 50 anni di attività. Prêtre debuttò infatti nel 1966 dirigendo un leggendaria produzione del Faust di Gounod con Mirella Freni, Nicolai Gedda e Nicolai Ghiaurov e la regia di Jean-Louis Barrault (ripreso nel 1977). Due anni più tardi diresse Turandot con la regia di Margherita Wallmann e, a pochi giorni di distanza, Die Walküre con Régine Crespin e James King. Nel 1969 fu la volta di  Roméo et Juliette di Berlioz con Liliana Cosi nella coreografia di George Skibine, nel 1970 Sanson et Dalila di Saint-Saëns con Shirley Verrett e Pier Miranda Ferraro, nel 1972 Carmen con Fiorenza Cossotto, nel 1973 e 1977 Pelléas et Mélisande di Debussy con la regia di Gian Carlo Menotti, nel 1975 La bohème di Puccini nella regia di Franco Zeffirelli con Luciano Pavarotti e Ileana Cotrubas (ripresa nel 1976 e 77), nel 1976 Werther di Massenet con Alfredo Kraus e Elena Obraztsova, nel 1978 Madama Butterfly e subito dopo Manon Lescaut di Puccini con Sylvia Sass  e Plácido Domingo in una regia di Piero Faggioni. 
Ancora nel 1978 diresse il dittico raveliano formato da L’enfant et les sortilèges e da L’heure espagnole; torna nel 1981 per Cavalleria rusticana  e Pagliacci, regia di Zeffirelli con Domingo e Obraztsova e nel 1982 per Les Troyens di Berlioz nella regia di Luca Ronconi. Gli ultimi impegni operistici di Prêtre alla Scala sono stati Turandot con la regia di Keita Asari nel 2001 e Pelléas et Melisande con la regia di Pierre Médicin, ma occorre ricordare anche gli innumerevoli concerti con l’orchestra del Teatro e con la Filarmonica, che nel 2005 gli dedica una serata speciale per i suoi “4 volte vent’anni”.  L’ultimo concerto  il 22 febbraio scorso.  

domenica 2 ottobre 2016

Addio a Neville Marriner, il grande direttore d'orchestra si è spento a 92 anni


E' morto a 92 anni sir Neville Marriner, celebre violinista e direttore d'orchestra britannico, fondatore e a lungo guida dell'Academy of St Martin in the Fields Orchestra di Londra, tra i più grandi direttori del mondo. Nato a Lincoln il 15 aprile 1924, Marriner aveva iniziato la sua carriera concertistica come virtuoso del violino, dopo aver studiato al Royal College of Music e al Conservatorio di Parigi. Già componente della London Symphony Orchestra, volle creare alla fine degli anni '50 una nuova orchestra da camera che raccogliesse i migliori giovani talenti della musica classica del regno. L'avventura cominciò con un gruppo di amici e l'ensemble prese il nome dalla storica chiesa londinese in cui fu tenuta la prima esibizione, nel 1959. L'orchestra avrebbe poi avuto fama internazionale. Solo giovedì scorso, 29 settembre, aveva diretto l'Orchestra di Padova e del Veneto al Teatro Verdi di Padova nelle ultime 3 Sinfonie di Wolfgang Amadeus Mozart, in occasione dei 50 anni dell'Orchestra veneta.


Al grande pubblico il Maestro divenne noto per aver interpretato e inciso la colonna sonora del film "Amadeus" di Milos Forman (1984), un disco che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo vincendo Grammy Award al miglior album di musica classica nel 1985. Ma la sua opera immensa, immortalata per diverse etichette discografiche tra le quali Argo, L'Oiseau Lyre, Philips Classics e EMI Classic, spazia dal Barocco al XX secolo della musica britannica, da Bach e Handel a Benjamin Britten.

sabato 20 agosto 2016

FLASH NEWS / Addio al grande soprano Daniela Dessì, aveva 59 anni



+++ NOTIZIE FLASH ++++ E' morta Daniela Dessì, grande soprano genovese. Aveva 59 anni e si è spenta al Poliambulanza di Brescia dopo una breve ma terribile malattia. Una delle più raffinate interpreti pucciniane, ha eccelso in un vasto repertorio comprendente circa 70 titoli da Monteverdi a Prokofiev, passando dal repertorio barocco e mozartiano fino alle interpretazioni delle eroine verdiane.
La conferma è arrivata all'ANSA da parte del tenore Fabio Armiliato, suo compagno di vita dal 2000.
    "Una malattia breve, terribile e incomprensibile me l'ha portata via in questi mesi - ha detto Armiliato - se ne è andata la più grande cantante lirica degli ultimi 20 anni", ha aggiunto commosso. Tante e prestigiose le collaborazioni internazionali dell'artista, nata a Genova ma da tempo residente sul lago di Garda. Innumerevoli le interpretazioni, tra cui quelle delle eroine verdiane e pucciniane, e le collaborazioni con i più grandi teatri, dalla Scala di Milano al Metropolitan di New York, alla Deutsche Oper di Berlino.




sabato 21 febbraio 2015

LUTTI / Addio al grande regista Luca Ronconi

MILANO / Il regista Luca Ronconi è morto questa sera al Policlinico di Milano dove era ricoverato da alcuni giorni. Nato l'8 marzo 1933 avrebbe compiuto fra pochi giorni 82 anni.
Ronconi da tempo aveva problemi di salute e da alcuni giorni era in ospedale per complicazioni probabilmente legate al virus influenzale.

Direttore del Teatro stabile di Torino (1988-93), del Teatro stabile di Roma (1994-98) nonché direttore artistico per oltre un decennio del Piccolo Teatro di Milano, Luca Ronconi ha firmato nella sua lunga carriere regie teatrali e liriche sempre nel segno dell'innovazione. Dopo il diploma nel 1953 all'Accademia d'arte drammatica Silvio D'Amico di Roma, negli anni Cinquanta è stato attore. Ha esordito come regista con La buona moglie di Goldoni (1963), cui seguirono I lunatici di Th. Middleton (1966), Misura per misura e Riccardo III di Shakespeare, Il candelaio di Bruno, Fedra di Seneca, e il fortunato Orlando furioso (1968; ed. telev. 1975), esempio di sintesi fra avanguardia e tradizione. Segno distintivo del suo stile, l'essenzialità della recitazione tesa fra l'astrazione e lo straniamento. Tra i suoi lavori più celebri l'Orestea di Eschilo (1972), Il pappagallo verde di Schnitzler (1978), Ignorabimus di Holz (1986), Mirra di Alfieri (1988), Strano interludio di O'Neill (1989), Gli ultimi giorni dell'umanità di Kraus (1990), Re Lear (1994). Dal 1975 (Valchiria di Wagner) è stato anche regista lirico (Orfeo e Euridice di Gluck, Fetonte di Jommelli, Lo zar Saltan di Rimskij-Korsakov; Viaggio a Reims di Rossini; L'Europa riconosciuta di Salieri; Falstaff di Verdi; Turandot di Puccini).
Nel 1977 ha avviato il Laboratorio sperimentale di Prato. Dopo le esperienze di Torino e di Roma, assunta la direzione artistica del Piccolo Teatro di Milano, ha messo in scena, tra l'altro, La vita è sogno (2000), allestimento del dramma di C. de la Barca, e Peccato che fosse puttana (2003) di J. Ford. In occasione delle Olimpiadi invernali di Torino 2006 ha ideato e diretto, in collab. con W. Le Moli, il Progetto Domani, composto di cinque spettacoli che, attraverso il teatro, hanno esplorato temi universali della storia, della politica e della guerra (Troilo e Cressida; Trilogia della guerra; Lo specchio del diavolo; Il silenzio dei comunisti; Biblioetica). Del 2007 è invece il Progetto 'Odissea doppio ritorno', dittico comprendente Itaca di B. Strauss e L'antro delle ninfe da Omero a Porfirio, mentre negli anni successivi ha firmato le regie di La compagnia degli uomini (2010) di E. Bond, La modestia (2011) di R. Spregelburd, Sei personaggi in cerca d'autore (2012) di L. Pirandello, Pornografia di W. Gombrowicz (2013), Danza macabra di A. Strindberg (2014), queste ultime quattro rappresentate al Festival dei Due Mondi di Spoleto.
Domenica la Scala renderà omaggio al grande regista, che  dal 1974 al 2009 ha realizzato per il Piermarini ben 25 titoli d'opera, con la bendiera a mezz'asta.

Fonte: Ansa

domenica 1 febbraio 2015

PARIGI / Si è spento Ciccolini, il "signore del pianoforte"

PARIGI - Si è spento nella sua casa di Parigi all’età di 89 anni Aldo Ciccolini,  uno dei giganti del pianismo italiano. Tra i monumenti italiani della storia del pianoforte, Ciccolini occupa un posto del tutto particolare: elegante, schivo e relativamente poco noto al grande pubblico, è figura leggendaria per gli appassionati, in particolare in Italia e in Francia, e testimone di una temperie culturale europea tra le cui componenti emergono la scuola napoletana, quella francese e il mondo di Busoni e di Liszt. Ammesso giovanissimo al Conservatorio di San Pietro a Majella, retto allora da Cilea, studiò composizione con Achille Longo e pianoforte con Paolo Denza (allievo di Busoni); si trasferì poi a Parigi in seguito alla vittoria al Grand prix international Long-Thibaud nel 1949. Tra i suoi insegnanti nella capitale francese anche Marguerite Long e Alfred Cortot. Ciccolini si impone tra le maggiori figure del pianismo internazionale; lo dirigono tra gli altri Wilhelm Furtwängler, Ernst Ansermet, Dmitri Mitropoulos, Charles Munch, Pierre Monteux, André Cluytens e Carlo Maria Giulini. Celebre il suo sodalizio artistico con Elisabeth Schwarzkopf. Il suo repertorio comprende i capisaldi della letteratura pianistica ma testimonia anche di una inesauribile curiosità musicale: accanto a Scarlatti, Mozart, Beethoven, Schubert, Chopin - e naturalmente Debussy e Ravel - nei programmi dei suoi concerti figurano Clementi, Castelnuovo-Tedesco, pagine poco frequentate di Liszt, Déodat de Séverac, Satie (di cui ha realizzato la prima integrale discografica), Rossini. Ha realizzato più di 100 registrazioni per EMI.   
Il Maestro Ciccolini avrebbe dovuto tornare a suonare al Teatro alla Scala - dove aveva debuttato nel 1955 con il Concerto n°1 di Čajkovskij diretto da Lorin Maazel e che  lo ha ricordato con un comunicato -   lo scorso 21 gennaio in un concerto straordinario a favore di Fondazione Rava Onlus, che avrebbe segnato i 60 anni dal suo debutto scaligero; glielo ha impedito il progressivo peggioramento delle condizioni di salute.
 

martedì 13 gennaio 2015

LUTTO / Morto il tenore Carlo Scibelli, aveva 50 anni


NEW YORK - Addio al tenore Carlo Scibelli.  Il cantante è deceduto all'età di 50 anni venerdì 9 febbraio in seguito a una crisi respiratoria. Poco tempo fa gli era stata diagnosticata una pancreatite ed era stato sottoposto a intervento chirurgico al St.Luke Hospital di New York dove avea subìto la rimozione di calcoli biliari.
In carriera si è esibito nei teatri di Los Angeles e San Francisco in California, a Londra, alla Deutsche Opera di Berlino e al Teatro Colon di Buenos Aires in Argentina. Tra i suoi ruoli più noti, sicuramente quello di Manrico nel Trovatore verdiano.

BIOGRAFIA: http://www.wolfartists.com/artists/tenori/carloscibelli.aspx






FONTE: SLIPPED DISC
http://slippedisc.com/2015/01/tragic-death-of-international-tenor-aged-50/

lunedì 12 gennaio 2015

Addio a Elena Obraztsova, mezzosoprano russo

La star russa e sovietica della lirica, il mezzosoprano Elena Obraztsova, è morta in Germania a 75 anni. Nella sua lunga carriera ha interpretato molti ruoli sotto la direzione anche di maestri italiani come Claudio Abbado, con cui aprì la 200/a stagione della Scala nel 1977.     Insignita del premio Lenin, si era esibita con Pavarotti e aveva lavorato con Zeffirelli. Lo scorso anno aveva sottoscritto la lettera di sostegno alla politica di Putin in Ucraina, dopo l'annessione alla Crimea.


La cantante è stata ricordata in una nota anche dal Teatro alla Scala, che ha appreso "con commozione" la notizia della scomparsa di "un’artista che ha legato il suo nome a una stagione irripetibile nella storia del melodramma attraverso una serie di memorabili interpretazioni di un repertorio che spaziava da Verdi al Verismo, dall’opera francese a quella russa". La sua attività a Milano è legata soprattutto ad alcune leggendarie produzioni dirette da Claudio Abbado e Georges Prêtre negli anni ’70 e ’80, ma il pubblico scaligero ha avuto modo di abbracciarla ancora in occasione de Il giocatore nel 1995 e della Dama di Picche nel 2005.
Elena Obraztsova giunge alla Scala nel 1964 insieme alla compagnia del Teatro Bol’soj, impegnata in una grande tournée: canta la parte della governante in una Dama di picche di Čajkovskij la cui protagonista è Galina Višnevskaja e in Guerra e pace di Prokof’ev diretta da Rodzestvenskij. Torna nel 1973, sempre con il Bol’soj, per Chovanščina di Mussorgskij e Semjon Kotko di Prokof’ev. La consacrazione avviene nel 1976 come Charlotte in Werther, accanto ad Alfredo Kraus e con Georges Prêtre sul podio: un successo personale che le assicura il ritorno il 7 dicembre 1977 come principessa Eboli nel Don Carlo di Verdi diretto da Claudio Abbado con la regia di Luca Ronconi. In scena con lei Mirella Freni, José Carreras, Nicolai Ghiaurov. Poche settimane dopo è Ulrica nel Ballo in maschera ancora con la direzione di Abbado, in uno spettacolo di Franco Zeffirelli in cui cantano Shirley Verrett e Piero Cappuccilli; il 6 gennaio 1978 canta il Requiem verdiano in San Marco con Abbado, Gandolfi, Freni, Pavarotti e Ghiaurov. Dopo la ripresa di Don Carlo e diversi Requiem Abbado torna a dirigerla nel 1980 in un Oedipus Rex di Stravinskij con regia di De Lullo e scene di Pizzi. L’anno seguente Georges Prêtre la vuole come Santuzza in una Cavalleria rusticana con Plácido Domingo, spettacolo di Zeffirelli. Nel 1982 affronta uno dei suoi rari ruoli belcantistici: Anna Bolena di Donizetti a fianco di Montserrat Caballé nella messa in scena di Luchino Visconti diretta da Giuseppe Patané. Elena Obraztsova torna alla Scala nel 1996 ne Il giocatore di Prokof’ev diretto da Valery Gergiev con la regia di Temur Tchekeidze e, per l’ultima volta, nel 2005 come Contessa nella Dama di Picche diretta da Yuri Temirkanov nello spettacolo di Stephen Medcalf: l’opera in cui aveva debuttato al Piermarini 41 anni prima.  

FONTI: ANSA e TEATRO ALLA SCALA 







sabato 11 ottobre 2014

Addio ad Anita Cerquetti, grande soprano verdiano

Si è spenta stamani, 11 ottobre 2014, alle 9.30 a Perugia la soprano Anita Cerquetti. Aveva 83 anni. Da tempo soffriva di   problemi cardiaci. L'ultima crisi purtroppo le è stata fatale. Nata nel 1931 a Montecosaro (Macerata), dopo il debutto a Spoleto nel '51 ha cantato nei più importanti teatri del mondo prima di ritirarsi dalle scene a  soli 29 anni, per motivi di salute e - come ella stessa confessò più tardi -  dopo la nascita della figlia Daniela.

Grande interprete verdiana - Abigaille nel Nabucco, Leonora nella Forza del Destino, Elena nei Vespri, Aida, Leonora nel Trovatore e Elvira in Ernani - la Cerquetti è stata  anche un'ottima Tosca e Norma e una grandiosa - forse la migliore - Gioconda.
E proprio a Norma è legato l'episodio forse più   noto della sua carriera , che risale al 1958 quando la Cerquetti fu chiamata all'improvviso a sostituire Maria Callas nel ruolo belliniano, all'Opera di Roma. Era il 2 gennaio e in sala era presente l'allora presidente della Repubblica Gronchi insieme a un nutrito parterre di stelle del cinema come Anna Magnani, Gina Lollobrigida e Silvana Pampanini. La Divina, regina incontrastata alla Scala, aveva percepito già all'entrata una certa freddezza dal pubblico romano. Non l'aiutava una lieve tracheite, che la rese nervosa più del solito. Le tensioni esplosero quando, finito di cantare il suo cavallo di battaglia, l'aria "Casta Diva", dal loggione qualcuno  gridò: "Ci costi un milione!". Così alla fine del primo atto, davanti a un allibito Franco Corelli che stava recitando al solito alla grande Pollione, annunciò che non sarebbe tornata in scena. Dopo 40 minuti di inutili tentativi di convincerla a ripensarci, la rappresentazione fu sospesa. Per le altre recite fu chiamata allora la Cerquetti, che interpretò il ruolo con grandissimo successo.

La sua Montecosaro ha dedicato ad Anita un Concorso lirico internazionale destinato alle voci emergenti. Proprio il 2014, ironia della sorte, era stato scelto dallo Sferisterio di Macerata come l'anno per celebrarla, cosa che è stata fatta con una grande serata, il 7 agosto scorso cui la stessa Cerquetti aveva partecipato.
I funerali si svolgeranno lunedì a Fabriano (ore 16.30) nella chiesa di San Nicolò.

(elena percivaldi)