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domenica 19 marzo 2017

Musica, mostre e convegni: Cremona celebra Claudio Monteverdi nel 450° anniversario dalla nascita

CREMONA - Un anno speciale il 2017 per Cremona, perché ricorrono i 450 anni della nascita di Claudio Monteverdi, il compositore cinquecentesco che nella città lombarda ebbe i natali. 
Per festeggiare l’anniversario, Cremona in accordo con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e  la Regione Lombardia, ha organizzato 365 giorni di celebrazioni musicali e artistiche. Un flusso di proposte che vedrà nuove produzioni, concerti unici, mostre e l’ormai consolidata crociera musicale lungo le terre amate da Monteverdi: Cremona, Mantova, Venezia.

Ricchissimo il programma di eventi che abbraccia numerosi filoni, ognuno dei quali ha il proprio punto di riferimento nelle istituzioni che partecipano al Comitato per le Celebrazioni, nato nel 2015 e composto dal Comune di Cremona, dalla Fondazione Amilcare Ponchielli, dalla Fondazione museo del violino, dal Dipartimento di musicologia e beni culturali dell’Università degli Studi di Pavia, dall’Istituto Superiore di Studi Musicali Claudio Monteverdi, dalla Fondazione Stauffer e e dall’Archivio di Stato. Fanno parte del Comitato il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Lombardia, nella persona dell’Assessore alle culture Cristina Cappellini, il Comune di Mantova.



L’intera città di Cremona è coinvolta: musica negli spazi pubblici, nei palazzi storici anche privati, nelle chiese barocche, giardini e cortili “nascosti”, musica per tutti e in ogni luogo.
Un capitolo a parte meritano le mostre, pensate per rendere omaggio a Claudio Monteverdi, ma anche alla cultura musicale e figurativa di quel periodo. Sarà esposto, per esempio, Il suonatore di liuto di Caravaggio. La tela originale arriva dalla Galleria Whitfield di Londra e intorno al prezioso dipinto verrà costruito un percorso di applicazioni multimediali che permetteranno interessanti confronti con le altre versioni del quadro. La mostra dal titolo Monteverdi e Caravaggio, sonar stromenti e figurar la musica sarà ospitata al Museo del Violino di Cremona, dall’8 aprile al 23 luglio 2017 e ricostruirà l’orchestra dell’Orfeo attraverso strumenti originali dell’epoca.
Dal 29 settembre al 6 gennaio invece la Pinacoteca ospiterà una mostra dedicata ad una delle figure di eccellenza del panorama figurativo del barocco nell'Italia settentrionale: Genovesino tra le eleganze del barocco e il naturalismo del Caravaggio, mentre dal 6 ottobre al 31 dicembre ci sarà Cremona nel Seicento: a peste, a bello, a fame, a libera nos Domine, al Palazzo Comunale.

Ma sono le proposte artistico-musicali e gli ospiti a illuminare l’anno delle celebrazioni. Il 2017 vedrà infatti il Festival Monteverdi al suo massimo. Alcuni dei titoli più significativi: inaugurazione il 5 maggio con l’Orfeo dell’Accademia bizantina, il 20 dello stesso mese Jordi Savall si esibirà in un concerto intitolato Istanbul, il 27 uno spettacolo unico nel suo genere, le marionette della Compagnia Carlo Colla accompagnate dalla musica de Il ballo delle ingrate e Il combattimento di Tancredi e Clorinda. John Gardiner, il 24 giugno, dirigerà il Vespro della Beata Vergine nella cornice unica del Duomo di Cremona.

Masterclass, seminari, approfondimenti e confronti saranno l’occasione per fare nuova luce sulla produzione di Claudio Monteverdi e sulla sua personalità. Sarà anche il momento per confrontarsi con un periodo storico-artistico che merita maggiore attenzione. Perché, non solo Monteverdi ha influenzato gli artisti suoi contemporanei e dei secoli successivi, ma anche nomi del nostro presente.

Il programma completo è disponibile sul sito all’indirizzo: www.monteverdi450.it

martedì 9 febbraio 2016

MILANO / Mostra, libro, documentario: così la Scala celebra Luca Ronconi

MILANO -  Luca Ronconi si spegneva a Milano il 21 febbraio 2015. A un anno dalla scomparsa il Teatro alla Scala ricorda il grande regista con “Luca Ronconi, il laboratorio delle idee”, una mostra curata da Margherita Palli con Valentina Dellavia che, nelle sue due sedi al Museo Teatrale e presso i laboratori Ansaldo, si propone di indagare lo stretto rapporto tra Ronconi e la macchina teatrale scaligera, il lavoro da cui nacquero i suoi 24 spettacoli al Piermarini. Ripensare oggi la ricerca di Luca Ronconi non è soltanto un omaggio a un maestro che con il suo lavoro ha contribuito a disegnare l’identità stessa della Scala, ma un necessario esercizio di riflessione sulle prospettive della regia d’opera fra tradizione e futuro.

IL VOLUME E IL DOCUMENTARIO -  La mostra, inserita nel palinsesto “Ritorni al futuro” del Comune di Milano, sarà accompagnata dall’uscita del volume “Ronconi – Gli anni della Scala” curato da Vittoria Crespi Morbio per gli Amici della Scala e del documentario “Ronconi all’Opera” prodotto da Rai Cultura per la regia di Felice Cappa, che andrà in onda su Rai5 il 21 febbraio alle 21.15, ed è stata realizzata con la collaborazione del Piccolo Teatro di Milano, del Centro Teatrale Santa Cristina, di docenti e studenti di NABA Nuova Accademia di Belle Arti Milano e il contributo di JTI (Japan Tobacco International), Partner Istituzionale del Museo Teatrale alla Scala.


L'EREDITA' ARTISTA E INTELLETTUALE -  “Luca Ronconi ha lasciato a Milano una grande eredità artistica e intellettuale - ha detto l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno -, e perché la nostra Città riesca a ricevere il testimone della sua straordinaria esperienza, rilanciando nel futuro i semi di una nuova capacità creativa, è necessario ricordare la sua figura centrale e il suo lavoro attento, quasi maniacale, sulle parole e sulle immagini. È solo mettendo al centro della riflessione pubblica l’idea di futuro, infatti, che riusciremo a trasformare i talenti creativi che abitano questa città in nuovi protagonisti delle prossime stagioni della nostra storia”.
“Con questa mostra – commenta il Sovrintendente Alexander Pereira – il Teatro alla Scala rende omaggio a un artista che, attraverso 24 spettacoli in collaborazione con direttori come Abbado, Muti e Chailly e scenografi e costumisti di immenso valore, ha segnato profondamente per quattro decenni l’evoluzione della regia d’opera come il teatro di prosa e la cultura non solo italiana. Con Margherita Palli abbiamo voluto utilizzare anche gli spazi dell’Ansaldo per testimoniare il legame speciale che legava Ronconi ai lavoratori scaligeri e ribadire ancora una volta il ruolo di questi laboratori nel definire l’unicità del nostro Teatro”.
Spiega Margherita Palli: “Ho pensato ad una mostra proprio dentro i laboratori dell’Ansaldo per ricordare le 24 regie di Luca Ronconi attraverso il suo rapporto con i cantanti, con le maestranze, con il palcoscenico e i laboratori; cercando di far rivivere l’atmosfera di lavoro nascosto, i mesi di progetto, di costruzione, di prove in sala e in palcoscenico, curiosando dietro le quinte per arrivare alla sera della prima. Una mostra al Museo ricordando i collaboratori, gli scenografi e i costumisti. Due mostre che ho articolato pensando ai giovani che faranno il teatro del futuro, un tentativo di raccontare il lavoro totalizzante sullo spazio e il costume del regista che ha rinnovato il linguaggio della contemporaneità nel teatro”.

LA MOSTRA - “Luca Ronconi – Il laboratorio delle idee” sarà aperta al pubblico dal 24 febbraio al 24 maggio e proporrà un percorso in due tappe. L’itinerario inizia ai Laboratori Scala Ansaldo di via Bergognone 34 con “Luca Ronconi dietro le quinte”, uno spettacolare allestimento su una passerella sospesa che ripercorre uno per uno i 24 allestimenti scaligeri di Ronconi con altrettanti tavoli di lavoro su cui intorno alle maquettes si riuniscono disegni, fotografie, documenti e oggetti di scena. Al termine del percorso uno spazio è dedicato a Infinities, lo spettacolo che Ronconi realizzò con il Piccolo Teatro negli spazi della Bovisa, sede storica dei laboratori scaligeri.
La mostra è un’ulteriore occasione per visitare i laboratori dell’Ansaldo, la grande officina su cui si fonda l’unicità produttiva del Teatro alla Scala, oggi uno dei pochissimi in grado di creare tutte le parti di uno spettacolo. Presso l’Ansaldo sarà costruito anche uno spazio per conferenze per ospitare la presentazione del volume degli Amici della Scala e un ciclo di incontri.
Il percorso prosegue al Museo Teatrale alla Scala in largo Ghiringhelli 1 con “Luca Ronconi in scena”, un approfondimento sulle collaborazioni di Ronconi con scenografi come Luciano Damiani, Ezio Frigerio, Gae Aulenti, Margherita Palli e costumisti come Vera Marzot, Karl Lagerfeld e la stessa Palli. In esposizione abiti, bozzetti, figurini e oggetti di scena, mentre sugli schermi scorrerà il documentario realizzato da Rai Cultura.

Informazioni: www.teatroallascala.org


Luca Ronconi, il laboratorio delle idee: dal 24 febbraio al 24 maggio 2016

Luca Ronconi dietro le quinte

Laboratori Scala Ansaldo

Via Bergognone, 34

Visite guidate su prenotazione: Civita Cultura

servizi@civita.it tel. 02 43353542

Luca Ronconi in scena

Museo Teatrale alla Scala

Largo Ghiringhelli, 1

Tutti i giorni 9 - 12 e 13.30 - 17

venerdì 15 gennaio 2016

EVENTI / Da Cremona agli States: Stradivari & Co. in mostra a Phoenix, Arizona


CREMONA - Raccontare Antonio Stradivari e le origini e l’affermazione della liuteria cremonese nel mondo: questo l’obiettivo della mostra "Stradivarius: origins and legacy of the greatest violin maker", in programma da sabato 16 gennaio a domenica 5 giugno 2016 al MIM, Musical Instrument Museum di Phoenix (Arizona).

La rassegna, realizzata in collaborazione con il Museo del Violino di Cremona e il network internazionale friends of Stradivari, illustra quanto e come i liutai cremonesi siano stati determinanti per l'evoluzione della cultura musicale occidentale dal XVI secolo in poi, attraverso l’esposizione di preziosi strumenti, pezzi unici della bottega del Maestro e ricostruzioni storiche.

Sarà dunque possibile ammirare e ascoltare capolavori senza tempo, in buona parte provenienti proprio dal Museo cremonese o prestati nell'ambito del progetto friends of Stradivari, network internazionale promosso dal Museo del Violino tra quanti suonano, amano, studiano o custodiscono i capolavori dei grandi liutai cremonesi.

Lo strumento più antico è un Andrea Amati, del 1566 circa; realizzato per Carlo IX re di Francia, è uno dei primi violini mai realizzati. Tra Sei e Settecento lavorano a Cremona i Maestri più celebrati: Giuseppe Guarneri, genio ribelle, ed il liutaio per antonomasia, Antonio Stradivari. In mostra si possono osservare rispettivamente i loro violini "Principe Doria" 1734 e "Artôt-Alard" 1728. La loro lezione ispira gli artigiani del XVIII e XIX secolo - in mostra un violino piccolo di Giovanni Battista Ceruti e uno intarsiato di Simone Fernando Sacconi - e si rinnova quotidianamente nelle botteghe dei costruttori di oggi, rappresentati da tre vincitori del concorso Triennale: Primo Pistoni, Jan Baptista Špidlen e Ulrike Dederer.

Grazie a una serie di contributi multimediali, registrati in Italia, i visitatori saranno portati prima in Val di Fiemme, dove crescono gli “abeti di risonanza” (il cui legno pregiato è la materia prima dei violini) e quindi nelle botteghe liutarie cremonesi, dove il legno diventa strumento musicale. Il viaggio non dimentica un passaggio alla corte di Caterina de' Medici e nei laboratori scientifici dove i ricercatori cercano di comprendere  le caratteristiche materiali e immateriali del suono del violino.

La destinazione finale è invece la sala da concerto del MIM: il calendario dell'esposizione è infatti scandito, oltre che da una serie di incontri e proiezioni, da un interessante programma di concerti, con il violino declinato nelle  sue diverse identità musicali. Domenica 17 gennaio la rassegna sarà inaugurata dal recital di Rachel Barton Pine che porrà a confronto, in un inconsueto duello, uno Stradivari ed un Guarneri. Giovedì 25 febbraio lo swing di Regina Carter proporrà inedite commistioni fra tradizione classica, rhythm & blues e jazz, mentre giovedì 24 marzo i riflettori si accenderanno su Midori Gotō e sul suo virtuosismo baluginante. Gli ultimi due appuntamenti della rassegna saranno rigorosamente a stelle e strisce, con il folk di Mark O’Connor, venerdì 8 aprile, e i migliori allievi dell' ASU Herberger Institute School of Music, domenica 1 maggio.


Il Musical Instrument Museum di Phoenix ospita una collezione di oltre 10.000 strumenti provenienti da tutto il mondo; organizzato per aree geografiche di competenza, offre ai 250.000 visitatori che in media accoglie ogni anno un panorama unico di strumenti, contributi musicali e video, oltre all’Experience Gallery, uno spazio dedicato nel quale è possibile toccare e suonare strumenti di ogni tipo. 

Informazioni: www.mim.org

mercoledì 8 luglio 2015

ANNIVERSARI / Treviso celebra Mario Del Monaco con una mostra

TREVISO - Sono trascorsi cento anni dalla nascita del celebre tenore Mario Del Monaco. In occasione dell'anniversario,  Treviso lo celebra con una mostra fotografica che ripercorre le principali tappe della sua carriera e alcuni ritratti inediti della sua vita privata.
La giornata di celebrazioni, prevista per sabato 11 luglio, inizierà  alle 16.30 a Palazzo dei Trecento con una conferenza illustrativa tenuta da tre presenze eccezionali che, dopo aver già reso onore a Mario Del Monaco al Teatro alla Scala a giugno, verranno a Treviso per rinnovare il ricordo nella sua terra nativa: il critico e musicologo Giancarlo Landini, il direttore della rivista L'Opera Sabino Lenoci e la biografa ufficiale del tenore Elisabetta Romagnolo. Durante la conferenza saranno proiettati filmati esclusivi sulla sua vita. Alle ore 18.00 a Ca’ Sugana è prevista l'inaugurazione della mostra fotografica nell'atrio del municipio con foto dell’archivio del figlio Giancarlo Del Monaco.



Informazioni: http://www.donelladelmonaco.com/

giovedì 29 gennaio 2015

ROMA / Alla ricerca dei suoni perduti. Strumenti musicali a Palazzo Venezia

Coll. Giulini- Spinetta Bertoni, Bologna, 1707
ROMA - Si è inaugurata il 27 gennario e resterà aperta fino al primo marzo al Museo del Palazzo di Venezia di Roma, diretto da Andreina Draghi, la mostra "Alla ricerca dei suoni perduti. Mostra di strumenti musicali a Palazzo Venezia della collezione Giulini" dedicata ad una preziosissima raccolta di strumenti musicali di raro valore storico. Gli strumenti presentati sono clavicembali, spinette, fortepiani, arpe, salteri, mandolini e chitarre, fra di essi il clavicembalo dipinto da Luca Giordano nella seconda metà del secolo XVII.
Il visitatore potrà ascoltare il suono registrato degli strumenti, mentre su un alcuni monitor verranno proiettate immagini relative ai filmati dei manufatti esposti. L'accostamento all'audio, farà sì che il visitatore possa usufruire di esperienza completa, al fine di una maggiore consapevolezza della musica e degli antichi strumenti partecipando alla passione di una collezionista privata, Fernanda Giulini, che da decenni si dedica alla cura di questa inestimabile collezione.
In occasione della mostra, il clavicembalo “Ottoboni” torna a pochi metri dalla sua prima residenza presunta, mentre il fortepiano di Nannette e Matthäus Stein ci restituisce il mondo sonoro di Mozart, che del loro padre, costruttore anch’egli, era un grande estimatore.

INFORMAZIONI:
Orari
Martedì/domenica - 8.30 – 19.30
Chiuso Lunedì
La biglietteria chiude alle 18.30
tel. +39 06 6780131

Costo del biglietto
Intero € 5,00 – Ridotto € 2,50
Il biglietto comprende l’ingresso al Museo e la visita alla mostra

FONTE: Comunicato stampa

lunedì 20 ottobre 2014

GUBBIO (PG) / Una mostra... alla ricerca del suono perduto

La "Madonna del Belvedere" di Ottaviano Nelli
Sono gli strumenti musicali d’epoca medioevale e rinascimentale i protagonisti della mostra “Theatrum Instrumentorum – la ricerca del suono perduto” che inauguererà giovedì 30 ottobre alle ore 17.30 presso la Chiesa di Santa Maria Nuova di Gubbio (Pg). La mostra, organizzata dall’Associazione D’UmbriAnticaMusica con la curatela del Presidente Francesco Cardoini in collaborazione con il Polo Museale Diocesano di Gubbio, espone copie di strumenti propri di un’epoca compresa fra l’XI e il XVI Secolo, filologicamente ricostruiti dalla mano di valenti liutai, nostrani ed italiani in genere.
A fare da cornice non certo casuale è la Madonna del Belvedere, affresco di Ottaviano Nelli (pittore e miniatore nativo di Gubbio)  che vede rappresentati nella scena alcuni strumenti musicali d’epoca.
La mostra si configura inoltre come incontro didattico-culturale per le scuole, che previa prenotazione potranno portare classi di ragazzi a visitare l’esposizione con una particolare visita guidata curata DRAMSAM, Centro Giuliano di Musica Antica. Oltre al Polo Museale Diocesano hanno collaborato per questa iniziativa la Gubbio Cultura e Multiservizi, oltre alla Scuola di Liuteria di Gubbio e della Scuola Comunale di Musica. La mostra sarà aperta al pubblico fino al 9 novembre.

Informazioni: tel 075 9220904
info@museogubbio.it 
www.museogubbio.it

venerdì 17 ottobre 2014

PARMA / “Verdi in palcoscenico” in mostra alla Casa della Musica

PARMA - S’intitola “Verdi in palcoscenico. Opere verdiane al Regio di Parma 1985-1997 in mostra nelle immagini dell’Archivio della Casa della Musica”, e si svolgerà negli spazi della Casa della Musica e Casa del Suono.  Si apre il prossimo sabato 18 ottobre alle ore 11, e tutti gli appassionati sono invitati alla sua inaugurazione,  che sarà a ingresso gratuito. È un progetto, sicuramente tra i più importanti tra quelli che compongono l’ampio programma di “Verdi alla Casa della Musica” presentato nei giorni scorsi, col quale la Casa della Musica di Parma invita il pubblico a riscoprire - attraverso un percorso fatto di immagini, suoni, costumi, ritagli stampa, manifesti, bozzetti, figurini - un periodo particolarmente significativo nella storia del Teatro Regio di Parma - dalla metà degli anni Ottanta fino alla fine degli anni Novanta del secolo scorso - nel corso del quale esso divenne punto di convergenza di rimarchevoli eventi artistici. Punto focale di questo percorso, curato da Eleonora Benassi e Francesca Montresor, saranno le quasi cento fotografie di scena scelte tra quelle che Alberto Dallatomasina ha scattato in quegli anni, ma oltre a queste fotografie i visitatori potranno ammirare anche venti costumi di Un ballo in maschera disegnati da Pierluigi Samaritani e messi a disposizione dal Teatro Regio di Parma, che si ringrazia per la collaborazione, insieme al CIRPeM, oltre che un prezioso materiale documentario che ne arricchisce la lettura di molti interessanti spunti. Sette le opere verdiane qui ritratte, Jérusalem, Falstaff, Rigoletto, Un ballo in maschera, Il trovatore-Le trouvère e La traviata, in produzioni che vanno dal 1985 al 1997, sicuramente tra le più rappresentative di quel particolare e multiforme fervore creativo che ha contraddistinto l'attività del Regio di Parma in questo periodo.
A parlare della vita del Teatro Regio di Parma sono infatti ricordi di un trascorso ancora ben presente nella memoria collettiva: che non è più “oggi” ma neppure ancora “storia”, e che di certo saprà risvegliare molte emozioni.
Cosa potrà vedere il visitatore? Fotografie, nelle quali il colore ha già da tempo rubato la scena al bianco e nero e in cui gli artisti sono catturati non solo in costume durante le recite ma anche durante le prove, in camicia e blue-jeans. E poi articoli di giornale e manifesti non ancora ingialliti dalla patina dei secoli, e poi bozzetti, figurini e disegni preparatori che, in un’epoca dove arte e tecnologia iniziano timidamente a convivere sul palcoscenico, qui testimoniano ancora un profondo legame con carta, tempera e pastelli.
Questo percorso offre inoltre l’opportunità di avvicinarsi a una realtà pressoché unica quale è il patrimonio
archivistico e documentario della Casa della Musica di Parma, di cui l’Archivio Storico del Teatro Regio fa parte e che la Casa della Musica preserva, tramanda e valorizza.
“Verdi in palcoscenico” sarà aperto con ingresso gratuito dal 18 ottobre 2014 al 27 gennaio 2015, e come tutte le iniziative di “Verdi alla Casa della Musica” è realizzato con il sostegno di Banca Monte Parma.
A coloro che interverranno all'inaugurazione saranno inoltre distribuiti gratuitamente il prezioso portfolio di immagini storiche che ha accompagnato la mostra “Verdi in prima pagina” realizzata dalla Casa della Musica e dal CIRPeM, e la riproduzione del ritratto di Verdi edita nel 1894 dalla rivista parigina Le monde illustré.

Informazioni:  www.lacasadellamusica.it