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giovedì 29 gennaio 2015

ROMA / Alla ricerca dei suoni perduti. Strumenti musicali a Palazzo Venezia

Coll. Giulini- Spinetta Bertoni, Bologna, 1707
ROMA - Si è inaugurata il 27 gennario e resterà aperta fino al primo marzo al Museo del Palazzo di Venezia di Roma, diretto da Andreina Draghi, la mostra "Alla ricerca dei suoni perduti. Mostra di strumenti musicali a Palazzo Venezia della collezione Giulini" dedicata ad una preziosissima raccolta di strumenti musicali di raro valore storico. Gli strumenti presentati sono clavicembali, spinette, fortepiani, arpe, salteri, mandolini e chitarre, fra di essi il clavicembalo dipinto da Luca Giordano nella seconda metà del secolo XVII.
Il visitatore potrà ascoltare il suono registrato degli strumenti, mentre su un alcuni monitor verranno proiettate immagini relative ai filmati dei manufatti esposti. L'accostamento all'audio, farà sì che il visitatore possa usufruire di esperienza completa, al fine di una maggiore consapevolezza della musica e degli antichi strumenti partecipando alla passione di una collezionista privata, Fernanda Giulini, che da decenni si dedica alla cura di questa inestimabile collezione.
In occasione della mostra, il clavicembalo “Ottoboni” torna a pochi metri dalla sua prima residenza presunta, mentre il fortepiano di Nannette e Matthäus Stein ci restituisce il mondo sonoro di Mozart, che del loro padre, costruttore anch’egli, era un grande estimatore.

INFORMAZIONI:
Orari
Martedì/domenica - 8.30 – 19.30
Chiuso Lunedì
La biglietteria chiude alle 18.30
tel. +39 06 6780131

Costo del biglietto
Intero € 5,00 – Ridotto € 2,50
Il biglietto comprende l’ingresso al Museo e la visita alla mostra

FONTE: Comunicato stampa

lunedì 15 dicembre 2014

ROMA / Torna la rara "Giuditta" di Scarlatti


La Giuditta (1697) oratorio capolavoro di Alessandro Scarlatti,
in una rara esecuzione giovedì 18 dicembre al Teatro Olimpico
per la stagione della Filarmonica Romana.
Alessandro Quarta dirige il Concerto Romano, ensemble specializzato nel repertorio antico,
con le voci soliste di Francesca Aspromonte, Hilary Summers e Luca Cervoni.
Il concerto verrà registrato da Rai Radio3 per successive trasmissioni
radio3


Roma, 15 dicembre 2014 – Vicende di guerra e di violenza, di passioni e di esaltazione mistica si intrecciano nella Giuditta di Alessandro Scarlatti, libretto di Antonio Ottoboni, capolavoro che rappresenta la punta di diamante del ricco corpus di composizioni che il musicista ha dedicato al genere dell’oratorio e che l’Accademia Filarmonica Romana ospita come ultimo concerto del 2014 giovedì 18 dicembre al Teatro Olimpico (ore 21). L’esecuzione – registrata da Rai Radio3 per successive trasmissioni – sarà affidata a Concerto Romano, ensemble italiano specializzato nel repertorio antico, con una particolare attenzione a quello romano del Seicento, dal 2009 presente e applaudito in molte stagioni concertistiche in Italia, Germania ed Austria. Fondato e diretto da Alessandro Quarta, Concerto Romano è affiancato per quest’occasione da tre voci di prestigio internazionale, particolarmente apprezzate nell’interpretazione della musica dei Seicento: sono il soprano Francesca Aspromonte (Giuditta), il contralto Hilary Summers (Nutrice) e il tenore Luca Cervoni (Oloferne).

Di Giuditta si conoscono due versioni, la prima del 1693 e il lavoro che si ascolterà in questo concerto, la Giuditta detta “di Cambridge”, del 1697 il cui manoscritto è conservato presso la Rowe Music Library del King’s College di Cambridge. Quest’ultima, a confronto con la precedente, testimonia come nell’arco di pochi anni il gusto e le forme utilizzate da Scarlatti si sviluppino e stabiliscano lo standard formale della musica drammatica settecentesca, abbandonando quasi completamente gli stilemi e le forme del ‘600. Dal convenzionale numero di cinque personaggi della precedente versione, si passa ad un numero di tre: Giuditta, la Nutrice e Oloferne, e dal punto di vista drammaturgico questa soluzione minimalista risulta essere uno dei punti di eccezionale forza di questo oratorio, ove l’azione – Giuditta, ricca e bella vedova ebrea che per salvare la città di Betulia e il suo popolo affronta il terribile Oloferne, uccidendolo nel sonno dopo aver banchettato con lui – è condotta sempre in primo piano sui protagonisti, che hanno modo e luogo di esprimere ogni sfumatura del loro carattere: orgoglio, determinazione, fede, paura, seduzione in Giuditta, saggezza, mestiere, fedeltà nella Nutrice, vanagloria e svenevolezza in Oloferne.
“La sinergia fra il libretto di Antonio Ottoboni (veneziano, padre del più famoso Pietro cardinale e mecenate musicale fondamentale della Roma di quegli anni) e il genio di Alessandro Scarlatti, qui oramai maturo, dà luogo ad un vero capolavoro”, così ci introduce alla partitura Alessandro Quarta, che prosegue: “tale e tanta è la coscienza teatrale e l’esperienza ‘narrativa’ scarlattiana, che mai, in nessun punto, l’ascoltatore sente la mancanza della scena, come nell’intensissima aria senza basso continuo di Giuditta ‘Chi m’addita dove sta’, espressione sospesa ed intima di timorosa riflessione di fronte all’azzardo dell’impresa”.

Info: tel. 06-3201752, email promozione@filarmonicaromana.org
Biglietti: 30, 25, 20 euro. Riduzioni per studenti (con la Log-In Music card), scuole e associazioni.
Ufficio stampa: Sara Ciccarelli, cell. 339 7097061, email: uff.stampa@filarmonicaromana.org

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TEATRO OLIMPICO

GIOVEDì 18 DICEMBRE 2014 ore 21



LA GIUDITTA



La Giuditta
oratorio in due parti (Roma 1697)

libretto di Antonio Ottoboni
musica di Alessandro Scarlatti

Giuditta
Francesca Aspromonte soprano

Nutrice
Hilary Summers contralto

Oloferne
Luca Cervoni tenore

Concerto Romano
Paolo Perrone*, Gabriele Politi, Laura Corolla,
Boris Begelmann, Mauro Massa, Lathika Vithanage, Antonio De Sarlo violini
Pietro Meldolesi, Teresa Ceccato viole
Marco Ceccato violoncello
Matteo Coticoni contrabbasso
Francesco Tomasi arciliuto e chitarra
Giovanni Battista Graziadio fagotto
Stefano Demicheli cembalo
Andrea Buccarella organo

Alessandro Quarta direzione e concertazione
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INFO:www.filarmonicaromana.org/

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Il CONCERTO ROMANO, creato e diretto da Alessandro Quarta, nasce con lo scopo di dare vita ad un progetto legato al compositore romano Francesco Foggia (1604-1688). La riesumazione della vasta opera di questo compositore ha incontrato un grande favore da parte del pubblico e degli addetti ai lavori. Questo primo passo ha segnato quella che sarebbe stata la linea del gruppo: occuparsi della musica della sua città. Di fatto, a Roma, non esisteva una realtà musicale specifica che si occupasse sistematicamente di quel meraviglioso mondo musicale che è il ‘600 romano. Lo stupore visivo degli affreschi, dei quadri, delle architetture barocche dell’Urbe, possedeva una altrettanto stupefacente controparte sonora, che la storia della musica, dalla decadenza del potere della Chiesa, aveva ricoperto di polvere ed oblio, eccezion fatta per alcuni grandi nomi, come ad esempio Giacomo Carissimi, o Luigi Rossi. Eppure le biblioteche romane traboccano di meraviglie e gemme musicali la cui riscoperta fornirebbe un non piccolo servizio alla storia della musica italiana, e, nello specifico, alla cultura di una città fin troppo nota per gli occhi del mondo, e troppo poco per le orecchie…
L’ensemble è formato da un organico variabile di esecutori, cantanti e strumentisti, specializzati nel repertorio antico. Dopo il grande successo ottenuto nel 2009 nella rassegna Tage Alter Musik Herne in Germania, il gruppo è stato presente in molte stagioni concertistiche in Italia, Germania ed Austria, ottenendo sempre un grandissimo favore di pubblico e critica (fra gli altri: Rheingau Musikfestival, Niedersaechsische Musiktage, Haendel-Festspiele Halle, Haendel-Festspiele Karlsruhe, WDR3 Funkhauskonzerte, Bach-Biennale Weimar in Germania, e Originalklang e Resonanzen della Konzerthaus di Vienna, dove, in gennaio 2015 è in programma la prima in tempi moderni della Serenata a 5 di Alessandro Scarlatti, nella Grosser-Saal).

Alessandro Quarta, direttore e compositore, svolge attività concertistica con particolare attenzione al repertorio vocale Rinascimentale e Barocco. È fondatore e direttore dell’ensemble vocale e strumentale Concerto Romano con il quale si dedica principalmente alla riscoperta del repertorio romano (e più in generale italiano) dei secc. XVI e XVII. L’attività concertistica con questo ensemble ha riscosso ampio favore nel pubblico italiano ed europeo (Fondazione Palestrina, Oratorio del Gonfalone, Tage Alter Musik-Herne, Rheingau Musikfestival, Niedersachsische Musiktage, Handels-Festspiele di Karlsruhe, WDR Funhaus-Konzerte Koeln, Wiener Konzerthaus, ed altri), ottenendo significative recensioni della stampa. Con il Concerto Romano ha inciso due CD per l’etichetta Christophorus, l’ultimo dei quali, Sacred music for the Poor è stato nominato fra i progetti discografici più interessanti del 2014 dalla giuria del Preis der Deutschen Schallplattenkritik.
Nel 2004 è stato direttore ospite del festival operistico Musica nel Chiostro di Grosseto, dove ha diretto la prima italiana dell’Opera seria di L. Gassmann. Dal 2007 al 2012 ha ricoperto la carica di maestro di cappella della Insigne Cappella Musicale del Pantheon, ed è attualmente maestro nella Chiesa di S. Lucia al Gonfalone a Roma.
Dal 2007 è docente di canto madrigalistico presso i corsi internazionali di musica antica della FIMA (Fondazione Italiana per la Musica Antica – Urbino), ove ha inoltre, nel 2013 tenuto una masterclass sull’oratorio romano del ‘600. Sempre nell’ambito didattico ha tenuto, nel 2013, un master di canto d’insieme presso il Conservatorio Licinio Refice di Frosinone. Nel 2014 è direttore ospite del gruppo vocale Ars Nova di Salamanca, e della Hochschule für Musik und Tanz di Colonia, per la quale ha effettuato una masterclass con tre concerti sulla musica sacra romana del secolo XVII, in collaborazione con l’Istituto di Cultura Italiano di Colonia.
Insegna canto scenico presso la Scuola “Fondamenta” di Roma. Svolge attività di ricerca musicologica, incentrando l’attenzione sul repertorio inedito della Scuola Romana dei secoli XVI e XVII. Ha curato un’edizione moderna dell’Oratorio Mestissime Jesu di M. Marazzoli per Analecta Musicologica (DHI, Roma), ed è collaboratore dell’IBIMUS (Istituto Bibliografico Musicale italiano), per il quale ha in preparazione un volume antologico di musiche oratoriane romane. Per il 2015 sarà ospite alla Wiener Konzerthaus (Grosser-Saal) con una serenata inedita di Alessandro Scarlatti.
Ha pubblicato due CD per la casa discografica tedesca Christophorus Records, che hanno ottenuto eccellente riscontro della critica. L’ultimo CD, Sacred Music for the Poor è stato nominato fra i progetti discografici più interessanti del 2014 dalla giuria del Preis der Deutschen Schallplattenkritik.

Francesca Aspromonte nata a Cosenza nel 1991, dopo il pianoforte e il clavicembalo, intraprende lo studio del canto a diciassette anni con il soprano Maria Pia Piscitelli, diplomandosi nel 2014 con il massimo dei voti presso il Mozarteum di Salisburgo, sotto la guida del baritono Boris Bakow. Dal 2012 è allieva dell’Opera Studio di Renata Scotto, Anna Vandi e Cesare Scarton presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
La sua carriera solistica la porta a esibirsi nei più importanti palcoscenici internazionali come Opéra Royal de Versailles, Parco della Musica di Roma, Bozar di Bruxelles, Opéra National de Montpellier, Opéra de Vichy, Opéra de Reims, WDR Funkhaus Großer Saal di Colonia, etc. Si è esibita nell’ambito di prestigiosi festival tra cui Festival d’Ambronay, Festival di Aix-en-Provence, Musikfest Bremen, Festival Monteverdi-Vivaldi, Spirito della Musica di Venezia, con dirette del Circuito Euroradio per Rai Radio 3, Radio Vaticana, ORF Ö1, WDR Radio. Ha cantato sotto la direzione di Sir John Eliot Gardiner, Leonardo García Alarcón, Stefano Montanari, Alessandro Quarta e collabora stabilmente con ensemble specializzati nel repertorio barocco quali, fra gli altri, Concerto Romano, Cappella Mediterranea, Gambe di Legno Consort.
Tra i suoi impegni futuri L’Orfeo (La Musica) e il Vespro della Beata Vergine con il Monteverdi Choir diretto da John Eliot Gardiner in tournée negli Stati Uniti e poi a Londra (BBC Proms) e Versailles; Dido and Aeneas (Belinda) all’Opera di Firenze per il Maggio Musicale Fiorentino con la direzione di Stefano Montanari; una nuova produzione de L’Orfeo(Euridice) di Luigi Rossi con Raphaël Pichon all’Opéra National de Lorraine a Nancy, poi in tournée in Francia.


Hilary Summers è nata nel sud del Galles e ha studiato musica alla Reading University, proseguendo poi presso la Royal Academy of Music e il National Opera Studio di Londra. Specializzata nel repertorio barocco, lavora regolarmente con molti ensemble europei che suonano su strumenti antichi, come l’Academy of Ancient Music e Christopher Hogwood, Les Arts Florissants e William Christie, The King’s Consort e Robert King, The English Concert e Andrew Manze. Profonda conoscitrice e amante appassionata della musica contemporanea, si esibisce in occasioni prestigiose come Le marteau sans maître di Boulez, eseguito in tutta Europa con la direzione del compositore e l’Ensemble Intercontemporain, la cui registrazione ha riscosso il plauso incondizionato della critica. È stata la prima interprete del ruolo di Stella in What Next? di Elliott Carter alla Berlin Staatsoper, diretta da Daniel Barenboim, e del ruolo di Irma in Le Balcon di Peter Eötvös al Festival di Aix-en-Provence nel 2002. Ha registrato numerose colonne sonore per il cinema con musiche di Nyman, oltre a interpretare il ruolo principale nella sua opera Facing Goya, scritto appositamente per lei.
I suoi progetti futuri prevedono esibizioni nel ruolo di Juno nel Semele di Händel per la Canadian Opera Company alla Brooklyn Academy a New York e Mrs. Darling/Tiger Lily nella nuova produzione di Peter Pan di Richard Ayres alla Welsh National Opera.

Luca Cervoni. Nato a Tivoli (Roma), ha studiato canto al Conservatorio Santa Cecilia di Roma. Si è perfezionato in canto madrigalistico con Alessandro Quarta e sulle composizioni solistiche di Monteverdi con Rinaldo Alessandrini ai corsi internazionali di musica antica di Urbino. È stato fra i vincitori del concorso per i 400 anni dell’Orfeo di Monteverdi, andato in scena a Mantova e a Praga e diretto da Roberto Gini. Ha approfondito lo studio del repertorio classico e preromantico con Anna Maria Ferrante. Svolge attività concertistica collaborando con alcuni fra i più apprezzati gruppi di musica antica europei: Academia Montis Regalis diretta da Alessandro De Marchi, Concerto Romano diretto da Alessandro Quarta, Collegium Vocale Gent diretto da Philippe Herreweghe, La Capella Real de Catalunya diretta da Jordi Savall, Mare Nostrum diretta da Andrea De Carlo, Concerto Italiano diretto da Rinaldo Alessandrini. Fra gli ultimi impegni figurano la Messa in si minore di Bach, eseguita a parti reali con Sigiswald Kuijken per l’Accademia di Ambronay, L’Orfeo di Monteverdi con La Venexiana diretta da Claudio Cavina, vari oratori di Giacomo Carissimi, Bernardo Pasquini e Alessandro Scarlatti con Concerto Romano, Il ritorno d’Ulisse in Patria (ruolo di Anfinomo) al Teatro Regio di Torino diretto da Rinaldo Alessandrini e la versione italiana del Flauto magico (ruolo di Monostato) al Teatro dell’Opera di Roma. Fra i prossimi impegni si segnala il ruolo di Inverno per la prima in tempi moderni della Gloria di Primavera di A. Scarlatti per il festival Resonanzen alla Wiener Konzerthaus con Concerto Romano, diretto da Alessandro Quarta. Ha inciso per Christophorus Records e Sony Harmonia Mundi.

venerdì 17 ottobre 2014

ROMA / "La scena si svolge a Roma": continuano gli incontri (semiseri) sugli spettacoli del passato

ROMA - Quattro “conversazioni” semiserie sulla vita quotidiana vista dal palcoscenico e dalle quinte di spettacoli ambientati a Roma in epoche diverse.
Usi, costumi, aneddoti e curiosità in forma di racconto e dialogo col pubblico mostrano la storia da un’angolazione laterale, vista con gli occhi attenti di immaginari  artigiani di palcoscenico.
Le conversazioni sono ideate e condotte da Patrizia La Fonte con la partecipazione di Caty Barone  (la sarta di scena) e  Matteo Cirillo  (l’attrezzista) e ospiti diversi, quasi personaggi fuggiti dal copione.

Ogni incontro si articola in tre momenti: il “fondale”, cornice storica e digressioni sulla vita quotidiana dell’epoca, con Patrizia La Fonte. Le “scene dietro le quinte”: ragionamenti su costumi e oggetti per allestire uno spettacolo,  con la sarta e l’attrezzista. L’”ospite”, un personaggio quasi fuggito da un copione che si propone direttamente al pubblico, con interpreti diversi ogni volta.

I quattro eventi si svolgono presso la sala della Biblioteca “Umberto Bàrbaro” all’interno della Casa dei Teatri. Ogni incontro, della durata di circa un’ora e mezza, si svolge il sabato alle ore 15 e viene replicato la domenica alle ore 11.
L’iniziativa è promossa dall’Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica - Dipartimento Cultura Servizio Spazi Culturali in collaborazione con l’Associazione MTM mimoteatromovimento e Zètema Progetto Cultura. 
Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili

PROGRAMMA

20 e 21 settembre: il ‘500 - Roma cortigiana
Ospite, l’”apprendista cortigiano” Carlo Bernardini
Brani e contrasti elaborati da “La Cortigiana” di Pietro Aretino e da “Il Cortegiano” di Baldassar Castiglione

18 e 19 ottobre: il ‘600-‘700 - Roma barocca
Ospite, la “cantatrice” Anna Zilli (autrice del libro Cristina di Svezia regina della musica a Roma) accompagnata alla tiorba da Olena Kurkina. Frammenti di musica barocca

22 e 23 novembre: l’800 - Roma giacobina
Ospite: il” carbonaro” Duilio Paciello
Situazioni da “Tosca” (V. Sardou, L, Illica e  G. Giacosa), e “Rugantino” (Garinei e Giovannini)

20 e 21 dicembre: il ‘900 - Roma borghese
Ospite: una “signora di Pirandello”  Angelica Ferraù
Momenti da: “Il fu Mattia Pascal”, “Novelle” e “L’innesto” (Luigi Pirandello)

INFORMAZIONI:
Casa dei Teatri
Largo 3 giugno 1849 Roma
Angolo Via di San Pancrazio
(ingresso Arco dei Quattro Venti)

INFO 060608 – 06.45460693
www.casadeiteatri.culturaroma.it

ROMA / Torna il Festival Internazionale di Musica e Arte Sacra, tra gli ospiti i Wiener Philharmoniker




ROMA - Si terrà dal 22 al 29 ottobre la XIII edizione del Festival Internazionale di Musica e Arte Sacra organizzato dalla Fondazione Pro Musica e Arte Sacra che come tradizione si svolgerà – tutto ad ingresso gratuito – nelle più suggestive basiche papali romane e in alcune chiese della capitale: il grande repertorio sacro e liturgico sarà affidato a orchestre, cori, solisti e direttori di fama internazionale – più di 1.100 artisti provenienti da molte parti del mondo – a partire dai Wiener Philharmoniker, fra le compagini in assoluto più prestigiose, che da oltre dieci anni sono di questo festival ‘anima’ e orchestra in residence. Diretti da Ingo Metzmacher, i Wiener suoneranno giovedì 23 ottobre (ore 21) alla Basilica di San Paolo fuori le Mura, per uno degli appuntamenti musicali più attesi della capitale: con i Wiener Singverein e un cast di voci internazionali saranno protagonisti della rara esecuzione dell’oratorio Lazarus, partitura incompiuta di Franz Schubert fra le più toccanti della sua produzione sacra. 

L’apertura del Festival – quest’anno dedicato alla beatificazione di papa Paolo VI – è fissata per mercoledì 22 ottobre alle ore 20 alla Basilica di Santa Maria sopra Minerva ed è affidata alla musica di un altro oratorio, di altrettanta intensità come quello schubertiano e anch’esso di rara esecuzione in Italia: Saul di Georg Frederich Händel, eseguito dalla Capella Weilburgensis e con le voci della Kantorei Schlosskirche Weilburg entrambi diretti da Doris Hagel. Saul è il quarto oratorio inglese di Händel, composto su libretto di Charles Jennens capace di integrare nel testo il racconto biblico con idee umanistiche quali amicizia, filantropia, integrità morale, magnanimità. La critica ritiene che con la messa in musica del Saul, l’oratorio veterotestamentario abbia raggiunto il suo culmine sia per l’importanza dell’argomento che per la qualità del tessuto drammatico e della musica. Händel mise il testo in musica fra luglio e settembre del 1738, alternando il lavoro con la composizione dell’opera Idomeneo. La prima assoluta  ebbe luogo l’anno successivo, il 16 gennaio 1739. L’autografo, conservato nella British Library, è uno degli spartiti più rielaborati di Händel. «Con il Saul Händel spezza tutte le regole - commenta il direttore Doris Hagel -. Non soltanto per quanto riguarda la strumentazione, ma anche per lunghezza e dispendio, questa composizione superava ogni dramma musicale inglese e ogni opera italiana mai eseguiti prima in Inghilterra. Decisive la qualità musicale dell’opera e l’enorme quantità di sentimenti, ossia la gamma delle emozioni umane, espressi nella musica di Händel. Nel Saul Händel ha trovato una nuova e geniale congiunzione tra opera, oratorio e concerto, giungendo a una nuova forma propria, che troveremo più tardi anche negli oratori Belshazzar e Messiah». Il concerto è registrato da Radio Vaticana per successive trasmissioni.

Giovedì 23 ottobre alle ore 21 alla Basilica di San Paolo fuori le Mura è in programma l’appuntamento più atteso del Festival, quello con i Wiener Philharmoniker: diretti da Ingo Metzmacher, insieme ai Wiener Singverein e un cast di voci di prim’ordine (i soprani Rachel Harnisch, Christiane Libor, Sophie Karthäuser, i due tenori Steve Davislim e Werner Güra e il baritono Daniel Schmutzhard), eseguiranno l’oratorio Lazarus, oder Die Feier der Auferstehung, partitura incompiuta di Franz Schubert, fra le più toccanti della sua produzione sacra alla quale mise mano a partire da febbraio 1820. Originariamente doveva essere in tre atti, ma soltanto il primo venne completo, interrompendosi l’opera alla deposizione di Lazzaro nella tomba, nel mezzo del secondo atto, esattamente dopo 595 battute, ossia al termine dell’aria di Marta
I Wiener Philharmoniker
“Hebt mich der Sterne Flügel empor vom Totenhügel”. L’oratorio venne eseguito per la prima volta nel 1830, due anni dopo la prematura scomparsa di Schubert, dal fratello Ferdinand, come cantata di Pasqua nella Chiesa di Sant’Anna di Vienna. Ferdinand tuttavia non sapeva dell’esistenza del frammento del secondo atto. Questo fu ritrovato solo trent’anni più tardi nel lascito del celebre studioso di Beethoven Alexander Wheelock Thayer e comunque anche in questo caso il ritrovamento non fu completo. Infatti l’ultimo foglio fu scoperto dal direttore dell’Opera di Corte di Vienna Johann Herbeck, che conosciamo come direttore della prima assoluta dell’Incompiuta di Schubert. Nel 1863 eseguì per la prima volta in pubblico il frammento completo del Lazarus e ne scrisse la prima riduzione per pianoforte. Sebbene, in base alle conoscenze odierne, possiamo dire che l’opera non fu mai completata, questo Lazarus è molto più di un frammento d’interesse per gli studiosi: con il suo modo di mettere in musica il testo, Schubert sembra quasi anticipare il grande dramma wagneriano.
Oltre al concerto dei Wiener a San Paolo fuori le Mura, nella giornata di giovedì 23 ottobre la Fondazione pro Musica e Arte Sacra si ritrova alle ore 12 presso la Sala Accademica del Pontificio Istituto di Musica Sacra per l’assegnazione dei suoi prestigiosi Premi, conferiti ad artisti, cultori, sostenitori e benefattori che si siano distinti direttamente o indirettamente nel campo della musica e dell’arte sacra. Quest’anno saranno attribuiti al grande direttore d’orchestra e studioso Nikolaus Harnoncourt, a mons. Pablo Colino, al mecenate Herbert Batliner e al direttore giapponese Tomomi Nishimoto.
Venerdì 24 ottobre alle ore 21 la Basilica di Santa Maria Maggiore ospita il terzo concerto della manifestazione, con altre due imponenti pagine del repertorio sacro come la Messa n. 3 in fa minore e il Te Deum di Anton Bruckner. Ne saranno interpreti tre formazioni tedesche (Palatina Klassik Vocal Ensemble, Philharmonischer Chor an der Saar, Coro e Orchestra del Conservatorio Statale di Kazan) dirette da Leo Krämer e le voci soliste di Susanne Bernhard (soprano), Susanne Schaeffer (contralto), Oscar de la Torre (tenore) e Vinzenz Haab (basso).
Nel pomeriggio della stessa giornata, alle ore 17, nella Basilica di San Pietro in Vaticano la Santa Messa celebrata dal cardinale Angelo Comastri sarà accompagnata dal Coro e Orchestra dell’IlluminArt Philharmonic provenienti dal Giappone (e già ospiti del Festival per l’edizione passata), e il Coro della Cappella Musicale Pontificia “Sistina” diretto da Massimo Palombella.
Frutto di una lunga gestazione, dal 1854 al 1868, Ein deutsches Requiem è una delle pagine sacre più famose di Johannes Brahms, che il Festival accoglie nel suo appuntamento di sabato 25 ottobre alle ore 21 con le voci soliste del soprano Susanne Bernhard e il baritono Vinzenz Haab alla Basilica di San Giovanni in Laterano. È ancora Leo Krämer a dirigere il Palatina Klassik Vocal Ensemble, il Philharmonischer Chor an der Saar e il Coro e Orchestra del Conservatorio Statale di Kazan.
Come ogni anno, sarà dato spazio anche alla musica sacra contemporanea. I lavori scelti per questa edizione del Festival sono la Misa Azteca di Joseph Gonzalez e il Requiem di Mark Hayes. L’appuntamento è per domenica 26 ottobre alle ore 16 alla Basilica di Sant’Ignazio di Loyola in Campo Marzio con The Continuo Arts Festival Chorus, direttori Teresa Russell e Mark Hayes. In particolare la Misa Azteca si avvale di un’orchestra, un coro, solisti e una serie di strumenti a percussione pre-colombiani. È basata sull’ordinario della Messa cattolica integrato da versi tratti dal manoscritto conosciuto come “Cantares Mexicanos”, una collezione di testi poetici aztechi risalenti al periodo della conquista degli spagnoli. La Misa Azteca è cantata in latino, spagnolo e nahuatl, la lingua della popolazione azteca.
Nikolas Harnoncourt
Nella stessa giornata, in collaborazione con la Fondazione Sofia ONLUS, alla Basilica di San Paolo fuori le Mura alle ore 21 la monumentale Messa da Requiem di Verdi sarà affidata all’Orchestra e Coro dell’IlluminArt Philharmonic diretti da Tomomi Nishimoto e le voci soliste di Bunya Sayuri (soprano), Takako Nogami (mezzosoprano), Gianluca Sciarpelletti (tenore) e Tsutomu Tanaka (baritono). Questi complessi, provenienti dal Giappone, tornano così al Festival dopo il successo ottenuto lo scorso anno. Si tratta di una presenza dall’estremo Oriente che nasce dall’idea di fare della musica lo strumento per il dialogo interreligioso e per sostenere rapporti di amicizia tra i popoli. Nata nel 2012, la IlluminArt Philharmonic Orchestra è formata da talentuosi e giovanissimi interpreti vincitori di premi internazionali. Un nuovo tipo di orchestra che non ha confini nazionali ed è sorretta da tre principi, che contraddistinguono tutta la sua attività artistica: creare insieme al pubblico, diffondere programmi educativi, sostenere attività globali. Proprio per la giovane età dei musicisti, e seguendo l’esortazione di papa Francesco, il concerto sarà all’insegna della Solidarietà per i più poveri ed emarginati. Grazie alla collaborazione con la Fondazione Sofia Onlus, verranno raccolti fondi per il progetto “Niños Abandonados nelle baraccopoli di Caracas” per dare strumenti scolastici e assicurare cure mediche ai bambini del barrio di Catia a Caracas (Venezuela), un immenso ammasso di baracche in cui risiedono circa un milione di persone senza servizi di base, e dove si vive un’infanzia all’insegna della povertà, abbandono e violenza.
Martedì 28 ottobre un appuntamento speciale e che la Fondazione Pro Musica e Arte Sacra offre a tutti i suoi benefattori in modo riservato: alle ore 21.00 nella Cappella Corsini della Basilica di San Giovanni in Laterano il Coro della Cappella Musicale Pontificia "Sistina" diretto da Massimo Palombella esegue brani di canto gregoriano e capolavori della polifonia sacra di Palestrina, Ludovico da Vittoria, Orlando di Lasso e Gregorio Allegri.
Polifonia che torna protagonista per la chiusura del Festival mercoledì 29 ottobre alle ore 21, di nuovo alla Basilica di Sant’Ignazio di Loyola, con il coro vincitore del concorso riservato ai cori femminili e della gioventù in Germania: il Mädchenchor am Kölner Dom diretto da Oliver Sperling eseguirà una serie di Mottetti Sacri nello specchio delle culture musicali, opere polifoniche di diversi autori ed epoche.

Per il pubblico tutti i concerti e la Santa Messa sono a ingresso libero e gratuito, fino a esaurimento dei posti disponibili.
Saranno riservati alcuni settori per i sostenitori e gli ospiti della Fondazione Pro Musica e Arte Sacra.

Il pubblico potrà accedere ai concerti fino ad esaurimento dei posti disponibili previa prenotazione online.
Questa è un’importante novità che consentirà al pubblico di munirsi di un coupon cartaceo che riceverà via e-mail e che potrà essere stampato dal computer per essere presentato all’ingresso delle Basiliche o Chiese.
Basta compilare il modulo online scegliendo il concerto al quale si intende partecipare che si trova sul sito
Cliccando PARTECIPA AI CONCERTI si apre una pagina con tutti i concerti e si può scegliere quello a cui partecipare. Automaticamente arriverà all’indirizzo di posta elettronica registrato una mail di conferma al concerto.

Per informazione su come diventare sostenitore, partecipare alle attività istituzionali della Fondazione e per ogni altra informazione si può contattare la Segreteria della Fondazione Pro Musica e Arte Sacra:
Via Paolo VI, 29 (Piazza San Pietro) 00193 Roma
Tel. 0039-066869187 - 0668210449
Fax. 0039-066873300
www.festivalmusicaeartesacra.net


Informazioni e programma: www.festivalmusicaeartesacra.net

venerdì 10 ottobre 2014

ROMA / "Autunno in Musica" nel segno di Rameau e... delle donne

Torna l'Autunno in Musica dell'Accademia di Francia a Roma – Villa Medici. Dal 16 al 30 ottobre 2014 la quarta edizione del festival (nato nel 2011 come gemellaggio tra Italia e Francia in nome della musica) propone un programma originale e sofisticato. Insieme a nomi di grande fama come Claude Debussy, Prix de Rome nel 1884, sono in programma altri compositori vincitori del prestigioso concorso la cui opera è meno conosciuta, quali Théodore Dubois e Gaston Salvayre, senza tralasciare i talenti “esclusi” dal premio, come Benjamin Godard, Ernest Chausson e soprattutto Maurice Ravel, che nel 1905 fu soltanto Second Prix de Rome, fatto che suscitò non poche polemiche. Quest’anno il festival dedica inoltre particolare attenzione all’opera di alcune compositrici, come Nadia Boulanger, Marie Jaëll, Henriette Renié e Céline Chaminade.
Il programma ripercorre attraverso la musica un periodo fondamentale dei rapporti culturali e artistici tra Francia e Italia, in un momento storico drammatico, quello dell’inizio della Grande Guerra, le cui angosce e inquietudini vennero tradotte in composizioni piene di malinconia da alcuni compositori borsisti all’Accademia di Francia a Roma.
E ancora il 2014 vede la celebrazione del 250esimo anniversario della morte di Jean-Philippe Rameau. Tra le tante presenze in programma ci saranno Blandine Rannou, fra le più apprezzate clavicembaliste di oggi, l’ensemble di musica barocca les Folies françoises, ma anche dei giovani artisti coraggiosi come David Bismuth, uno dei più promettenti pianisti europei, Emmanuel Ceysson, giovane arpa solista dell'Opéra di Parigi, il Trio Arcadis che ha vinto il secondo premio al Concorso Internazionale di Musica da Camera di Lione o ancora la mezzo-soprano Isabelle Druet.
 Come le precedenti edizioni, il festival si pone sotto il segno di una collaborazione dinamica con il Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française, all’origine dei quattro programmi dedicati alla musica francese dell’Ottocento, l’Accademia Filarmonica Romana, che ospita il concerto del 30 ottobre, e il Centre de musique baroque de Versailles.

Informazioni: www.villamedici.it

www.filarmonicaromana.org

martedì 7 ottobre 2014

Roma / Viola da gamba protagonista a "L'Orecchio di Giano"

la violista da gamba finlandese Varpu Haavisto
Proseguono gli appuntamenti 2014 de «L’Orecchio di Giano: Dialoghi della Antica & Moderna Musica», il ciclo di concerti nella spettacolare loggia di Villa Lante al Gianicolo di Roma organizzato da Musicaimmagine in collaborazione con l'Institutum Romanum Finlandiae, il sostegno del MiBAC e con il patrocinio dell'Ambasciata di Finlandia : otto concerti con artisti e compositori illustri, ospiti dell’Ensemble Seicentonovecento, fondato e diretto da Flavio Colusso, da sempre impegnato nella rivisitazione del passato e nell’esecuzione di Mercoledì 15 ottobre, alle ore 19:00, la violista da gamba finlandese Varpu Haavisto esegue musica antica per viola da gamba e composizioni contemporanee di autori finlandesi per lo stesso raffinato strumento: l’alternanza di queste opere testimonia le passioni e gli interessi di questa gambista, violoncellista e compositrice il cui repertorio muove i passi dal primo 400 fino ai giorni nostri; se l’”antico” proviene da attente ricerche filologiche - è docente di violoncello, viola da gamba e musica antica presso gli Istituti di musica di Pirkanmaa e di Valkeakoski - il “moderno” è frutto di collaborazioni con diversi artisti e commissioni a compositori contemporanei.
Nel concerto il “passato” si presenta con opere tratte da famose raccolte per viola da gamba scritte dallo spagnolo Diego Ortiz e dall ́inglese Christopher Simpson, cui si affiancano alcuni brani dai Musical Humors (1605) di Tobias Hume, musicista, compositore e avventuriero.
Di Monsieur de Sainte-Colombe - insegnante della maggior parte dei suonatori dell’epoca d ́oro della viola da gamba in Francia - verranno eseguiti alcuni brani provenienti da un manoscritto ritrovato nel 1992 nella piccola città di Tournus.
Di Monsieur de Sainte-Colombe “le fils”, figura totalmente sconosciuta alle fonti storiche finora note, verranno presentati alcuni brani tratti da un manoscritto trovato negli anni Cinquanta nella biblioteca della Cattedrale di Durham in Inghilterra.

PRENOTAZIONE tel. +39.328.6294500 info@musicaimmagine.it


PROGRAMMA

I concerti dell’Ensemble Seicentonovecento direttore artistico e musicale Flavio Colusso

L’ORECCHIO DI GIANO®

“Dialoghi della Antica & Moderna Musica”

Villa Lante al Gianicolo – Passeggiata del Gianicolo, 10 - Roma

TREDICESIMA EDIZIONE

www.orecchiodigiano.net

mercoledì 15 ottobre 2014, ore 19:00


VIOLA DA GAMBA

musiche antiche di Monsieur de Sainte Colombe - padre e figlio, Tobias Hume, Diego Ortiz, Christopher Simpson

e nuove composizioni di Varpu Haavisto, Eero Järvilehto (1972), Olli Kortekangas (1955) e Olli Virtaperko (1973)

VARPU HAAVISTO viola da gamba