Musica

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martedì 21 luglio 2015

PESARO / Inaugura Casa Rossini con un percorso nuovo e multimediale

PESARO - A distanza di due anni da quella dei nuovi Musei Civici di Palazzo Mosca, a Pesaro arriva finalmente anche l'inaugurazione della Casa natale di Gioachino Rossini, completamente rinnovata nel  suo allestimento e nel suo percorso scientifico. La riapertura si terrà lunedì 27 luglio con una lunga serata dalle 18.30 alle 23 (ingresso  libero con card Pesaro Cult) e ad accogliere i visitatori, sulle note del "Barbiere di  Siviglia", torna Figaro, con gli strumenti del mestiere, che sarà a disposizione per barba e capelli in un angolo ad hoc: iniziativa "pop" di sicura presa sul pubblico generalista (un po' meno, forse, sui melomani... ).
L’intervento di riqualificazione di Casa Rossini rappresenta un vero unicum a livello nazionale per tipologia e per modalità di finanziamento, rafforzando l’identità di Pesaro come città della musica e anticipando il triennio 2016-2018 che sarà dedicato proprio al suo più famoso concittadino con eventi e manifestazioni.
Le novità sono diverse. Partendo dal percorso, la Casa amplia i suoi spazi: il secondo piano  ospita documenti di interpreti e di opere rossiniane ma sarà dedicato anche in parte ad ospitare mostre tematiche temporanee.
Il piano terra è stato completamente rivoluzionato, diventa spazio ad ingresso libero dove il visitatore, oltre all’accoglienza e alla biglietteria, può trovare un vero e proprio Store dedicato al Cigno, l’unico presente a Pesaro e potremmo dire al mondo, un riferimento per gli appassionati di Rossini, e non solo, alla ricerca di una vasta gamma di materiale di qualità: CD, DVD, pubblicazioni antiche, testi editi dalla Fondazione Gioachino Rossini, merchandising dedicato, artigianato artistico d’eccellenza.
Naturalmente il percorso museale è stato ridisegnato tenendo conto delle nuove tecnologie multimediali:  oltre alla Sala audio e video, nuovi contenuti e materiale grafico digitalizzato (spartiti autografi di opere e lettere) sono consultabili su touch screen lungo il percorso e apposite postazioni consentono l’ascolto di registrazioni sonore dei documenti/lettere, così da comprendere al meglio le vicende biografiche e artistiche di  Rossini. Né potevano mancare gli occhiali speciali - di Art Glass - che permetteranno di inserirsi nel mondo del compositore accompagnati virtualmente da lui stesso lungo le stanze dove abitò, raccontando la sua vita ricca di aneddoti privati, presentando alcune opere e leggendo alcune sue lettere.
Per i disabili, essendo la Casa monumento nazionale (e quindi non si è potuto intervenire per rendere accessibile il secondo piano abbattendo le barriere architettoniche), sarà possibile comunque fruire interamente dell'esperienza museale grazie agli apparati didascalici e ai nuovi strumenti digitali. Una brochure di presentazione della casa e didascalie delle opere principali sono disponibili con testo in braille, così come tavole a rilievo permettono ai non vedenti di consultare spartiti e lettere autografe di Rossini. Al piano terra (con accesso libero) nella Sala audio e video, è possibile ascoltare opere rossiniane e guardare un video che presenta luoghi e istituzioni legate al compositore presenti nella città di Pesaro. I non vedenti inoltre possono usufruire di audioguide e per i non udenti sono a disposizione video guide in lingua italiana dei segni LIS. Ad arricchimento del percorso di visita si prevede altresì la possibilità di esplorazione tattile di alcune opere esposte, come ad esempio i busti di Rossini.
Durante il Rossini Opera Festival (10-22 agosto) partirà inoltre la nuova raccolta fondi finalizzata al restauro del fortepiano appartenuto al compositore. Importante opera storica da ricollocare nella Casa natale del Cigno, oggi al passo con i tempi e ancora più carica di suggestioni.

Info: +39 0721387541
pesaro@sistemamuseo.it
www.pesaromusei.it 

venerdì 17 luglio 2015

URBINO / Torna il Festival di Musica Antica: un mese di grandi concerti, corsi e mostre

Tra i protagonisti Sara Mingardo, Rinaldo Alessandrini, l’Ensemble Odhecaton, Pino De Vittorio, Alessandro Quarta, Enrico Gatti, Gaetano Nasillo e Rachel Brown. Continua l'impegno verso le nuove generazioni con Urbino Musica Giovani: corsi strumentali per ragazzi dai 6 ai 16 anni

URBINO / Torna l’appuntamento con il Festival di Musica Antica di Urbino, giunto quest’anno alla 47a edizione. Dal 18 luglio al 14 agosto, i grandi interpreti della musica antica si riuniscono nella città di Raffaello per il festival organizzato annualmente dalla FIMA (Fondazione Italiana per la Musica Antica) con un variegato calendario che partendo dalla musica della tradizione popolare con le Tarantelle del Rimorso interpretate da Pino De Vittorio giungerà al repertorio che da anni è di casa al festival e che quest’anno spazierà dal Rinascimento al periodo Classico: passando per capolavori quali la musica vocale di Monteverdi, il repertorio sacro vocale concertato, le Variazioni Goldberg di Bach e le musiche di scena di Purcell per The Fairy Queen. Urbino, città museo dal 1998 patrimonio dell’umanità, sarà di nuovo protagonista della scena musicale internazionale e farà da sfondo ai concerti del festival e alle lezioni dei corsi di perfezionamento rivolti anche ai più piccoli: Urbino Musica Giovani è il corso per i giovani musicisti di ogni livello (di età compresa tra i 6 e i 16 anni) invitati a confrontarsi attraverso lo studio delle più belle pagine del repertorio antico e barocco. Dieci intensi giorni, dal 18 al 28 luglio, durante i quali centinaia di musicisti e appassionati giungeranno a Urbino da ogni parte del mondo per frequentare corsi di canto, musica e danza medievale, rinascimentale e barocca.
Urbino Musica Antica si conferma così come punto di riferimento per l’approfondimento della prassi esecutiva antica anche grazie alla sinergia che si realizza tra gli allievi dei corsi di perfezionamento che di anno in anno si confermano come dei veri e propri laboratori di produzione musicale, in cui l’esperienza  della musica viene vissuta in una cornice fuori dal tempo, assolutamente in accordo il repertorio eseguito.
Il Festival, sotto la direzione artistica di Marcello Gatti, ha il patrocinio della Presidenza della Repubblica. Inoltre, è organizzato con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, del Comune di Urbino, della Comunità Montana dell'alto e medio Metauro, dell'ERSU, della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino, del Centro Provinciale Promozione Beni Culturali, e della Commissione Nazionale Italiana UNESCO e promosso dalla Città di Urbino – Assessorato Rivoluzione, Cultura e Agricoltura, Difesa del paesaggio e del Centro guidato da Vittorio Sgarbi.


IL FESTIVAL
Il Festival si apre sabato 18 luglio (Salone Raffaello ore 21.30) con Pino De Vittorio, una delle voci più note e amate della tradizione meridionale e della musica antica italiana. Con lo spettacolo Le Tarantelle del Rimorso guiderà il pubblico in una dimensione vicina alla musica popolare, (tarantelle, serenate, canti d'amore e di lavoro, nenie e stornelli del Sud), con canti struggenti ed evocativi di un mondo che non c’è più. Alla chitarra battente, Marcello Vitale.

Un’atmosfera del tutto diversa è quella che fa da cornice al concerto di domenica 19 luglio (Salone Raffaello ore 21.30), dove quattro virtuosi internazionali, tra cui la flautista inglese Rachel Brown (una delle più affermate interpreti di questo strumento), il violinista brasiliano Rodolfo Richter, il violista da gamba argentino Juan Manuel Quintana e il clavicembalista greco Panos Illiopoulos impaginano un programma che li vede impegnati nella musica da camera ambientata alla corte francese di Luigi XV: Les goûts-réunis, con musiche di F. Couperin, J. M. Leclair, M.Blavet, G. Ph. Telemann, mettendo in evidenza la fusione degli stili musicali italiano e francese.

Lunedì 20 luglio (Salone Raffaello ore 19), torna un grande classico e uno dei monumenti della letteratura clavicembalistica: le Variazioni Goldberg BWV 988 di J.S. Bach, eseguite dall’affermato tastierista Giovanni Togni. Sempre il 20 luglio al Salone Raffaello ma alle 21.30, un altro eccezionale concerto solistico tenuto dal violoncellista Gaetano Nasillo. Pour le violoncelle seul è il titolo del programma in cui Nasillo, partendo dal repertorio barocco con mirabolanti trascrizioni dal violino di Bach, arriverà al classicismo e culminerà nel virtuosismo preromantico di Paganini .

Martedì 21 luglio il Salone Raffaello (ore 21.30) vedrà due ospiti d’eccezione, il violinista Enrico Gatti, caposcuola del violino barocco in Italia, e il clavicembalista Rinaldo Alessandrini che può a giusto titolo essere considerato uno degli ambasciatori della musica barocca italiana nel mondo. Entrambi impegnati in masterclass tenute presso i corsi, proporranno un affascinante viaggio musicale, dal Rinascimento a Bach, dal titolo “Ragione e stravaganza”, con musiche di D. Ortiz, J. Heinrich Schmelzer, F. Geminiani, J. S. Bach, F. M. Veracini.

Mercoledì 22 luglio (Salone Raffaello ore 19) l’eclettico flautista Michael Form, accompagnato dall’esuberante clavicembalista Stefano Demicheli, si esibirà nel Salone Raffaello in un originale recital intitolato Il postiglione che oltre a musiche di classici del barocco strumentale quali Loeillet, Veracini ed Händel si avventurerà nell’ardita ricostruzione di sonate di J.S. Bach per flauto dolce e clavicembalo.
Sempre mercoledì 22 luglio - per la prima volta nella storia del Festival - il concerto si terrà a Pesaro (Chiesa della Santissima Annunziata ore 21.30). Il mezzosoprano di fama mondiale Sara Mingardo terrà un concerto in cui si alterneranno brani solistici a brani di insieme, da Monteverdi a Strozzi e altri artisti del ‘600 italiano, in cui saranno protagonisti anche gli allievi impegnati nella sua masterclass. Al clavicembalo, Giorgio Dal Monte. Il concerto di Pesaro segna l’inizio di un’interessante collaborazione tra Urbino e Pesaro con lo scopo di promuovere e sviluppare una serie di avvenimenti culturali proposti da entrambe le città.

Giovedì 23 luglio al Salone Raffaello (ore 21.30) il quartetto Alea (composto da Fiorenza De Donatis, Andrea Rognoni, Stefano Marcocchi, Marco Frezzato) propone un interessante concerto dedicato a L’invenzione del Quartetto, con musiche di Haydn e Boccherini. I membri del quartetto Alea, che si esibiscono su strumenti originali del periodo Classico, oltre ad essere impegnati come prime parti di celebri ensemble di musica antica, sono annoverati tra i migliori interpreti della nuova generazione.


Venerdì 24 luglio (Palazzo Ducale ore 21.30) è la volta dell’Ensemble Ab Chordis, un complesso italiano che si è formato in seno alle masterclass di Urbino, è costituito interamente da giovani ed entusiasti musicisti particolarmente carichi di nuove energie e con personalità di grande carisma. Il gruppo si sta rapidamente affermando, anche all’estero. Unitate Melos: I Virtuosi Maestri Accademici Filarmonici di Bologna è il titolo del programma della serata, un percorso di musica sacra che ruota intorno ai maestri della prestigiosa accademia bolognese: Colonna, Perti, Torelli, ma che ha come centro l’eccezionale figura di Padre Martini, compositore, didatta e collezionista che con la sua biblioteca ci ha lasciato uno dei maggiori patrimoni musicali del mondo.
Odhecaton

Sabato 25 luglio, il Salone Raffaello (ore 21.30) ospiterà il concerto dell’affermato e apprezzato a livello internazionale Ensemble vocale Odhecaton, che eseguirà il programma che forse più di ogni altro si fonde con l’atmosfera storica e artistica di Urbino rinascimentale: FLOS FLORUM - Simbologia del numero e devozione mariana nella polifonia franco-fiamminga (musiche di G. Dufay, J. Ockeghem, J. Desprez , A. Brumel, J. Obrecht).

Domenica 26 luglio alle 21.30 si torna nel meraviglioso Cortile d’Onore di Palazzo Ducale ospiterà l’Orchestra barocca del Festival UMA, che quest’anno sarà guidata da Alfredo Bernardini: come è ormai consuetudine l’orchestra è formata dai migliori allievi realizza un programma preparato durante i dieci giorni dei corsi. Il programma di quest’anno è dedicato a Henry Purcell e alle musiche di danza di J. F. Rebel, che verranno effettivamente danzate dai docenti di danze storiche Gloria Giordano e Lieven Baert. Di Purcell verranno eseguiti alcuni estratti da The Fairy Queen, Terza delle semi-operas composte per la United Company del Theatre Royal e condannata da alcuni critici come dissacrazione del Sogno di una notte di mezza estate shakespeariano. The Fairy Queen è forse il lavoro teatrale più raffinato e accurato di Purcell, che revisionò la partitura nel 1693, ampliandola. Non sono musicati i versi di Shakespeare: gli inserti musicali consistono in masques aggiunti al dramma.

Lunedì 27 luglio (Salone Raffaello ore 19) sarà l’occasione per ascoltare un inconsueto concerto per clarinetto classico e quartetto d’archi dal titolo “Il clarinetto d’amore e la teatralità nella musica strumentale: un viaggio nell’opera senza cantanti” con un pezzo forte della letteratura per fiati, il Quintetto in la maggiore K 581 di Mozart. Protagonisti saranno Lorenzo Coppola, un virtuoso ma anche uno dei maggiori studiosi del clarinetto, e il suo ensemble spagnolo El teatre instrumental (Timoti Fregni, violino; Irantzu Zuasti, violino; Nùria Pujolras, viola; Dimitri Kynisis, violoncello). Il concerto sarà presentato dallo stesso Coppola che illustrerà la storia dello strumento e della sua musica. Coppola e il suo Ensemble El Teatre Instrumental si ispirano alla tradizione classica con l’intento di coniugare una ricerca storica rigorosa ad una comunicazione col pubblico diretta e spontanea. Ciò avviene grazie alla scoperta e alla divulgazione delle connessioni espressive esistenti tra musica strumentale e opera.

Martedì 28 luglio (Salone Raffaello ore 21.30) l’Ensemble vocale e strumentale della FIMA, formato in massima parte da studenti del corso e da giovani professionisti, guidati da Alessandro Quarta, eseguirà il programma Händel a Roma: salmi concertati e mottetti di Händel, Scarlatti, Bencini e altri splendidi inediti che costituirà un grandioso epilogo della programmazione di luglio.

Un’altra novità di questa edizione è il concerto finale del 14 agosto che crea per la prima volta un collegamento con la Festa del Duca che si tiene a Urbino proprio dal 14 al 16 agosto. Durante i tre giorni di agosto il centro storico della città torna al tempo del Rinascimento e si anima con mercati storici, danze e spettacoli per far conoscere il glorioso passato del Ducato urbinate. Sarà l’Ensemble Bella Gerit (Palazzo Ducale ore 21.30) il protagonista dell’ultimo concerto e presenterà un programma di musiche ambientate alla corte di Urbino nel Rinascimento: brani scritti da musicisti attivi nel XVI secolo a Urbino, quali il fiammingo Leonard Meldert, conservati in preziosi manoscritti come il ‘Medici Codex 1518’ e dedicati ai potenti mecenati locali: il Duca Guidubaldo II della Rovere, suo fratello il Cardinale Giulio Feltrio della Rovere e Lorenzino de’ Medici.

I CORSI DI SPECIALIZZAZIONE
Torna il consueto appuntamento con i Corsi di Musica Antica di Urbino che si svolgeranno dal 18 al 28 luglio sempre nella città marchigiana. Nell’ambito dei corsi, le classi di musica da camera daranno vita alle  «Armonie al crepuscolo», concerti nei luoghi storici della città e in programmazione in diversi momenti della giornata, e nella formazione dell'orchestra barocca alla quale sarà affidato il concerto di chiusura del festival. Di particolare interesse, oltre al già citato Urbino Musica Giovani, saranno novità quali la masterclass di canto affidata a Sara Mingardo, il corso di Canto madrigalistico tenuto da Alessandro Quarta, il corso di clavicembalo tenuto da Rinaldo Alessandrini, quello di Ornamentazione tenuto da Enrico Gatti oltre ai corsi di flauto dolce, trombone, violino barocco, liuto, oboe, etc. I corsi sono aperti ad allievi professionisti e ad appassionati dilettanti, un aspetto questo che li rende unici nel loro genere e che contribuisce a creare un’atmosfera quanto mai composita e favorevole alla socializzazione.
Tutte le informazioni necessarie su programmi dettagliati, regolamento dei corsi, quote di iscrizione e prenotazione alloggi ad Urbino si trovano sul sito FIMA: www.fima-online.org

LA MOSTRA DEGLI STRUMENTI ANTICHI
Consueta appendice ai Corsi è la ventesima edizione dell’esposizione di strumenti antichi, Strumenti della musica antica, che si terrà il 25 e il 26 luglio presso il foyer del Teatro Sanzio. La mostra accoglierà per un week end liutai italiani e stranieri per offrire ai musicisti riuniti a Urbino un appuntamento con l’eccellenza della liuteria per gli strumenti medievali e barocchi. La manifestazione è aperta anche a case discografiche e a editori musicali e rappresenta un’occasione di incontro e confronto per un settore di alto artigianato apprezzato in tutto il mondo.
Il prezzo dei biglietti dei concerti varia da €8 a €15;
Abbonamento €50 studenti €70 intero

Info: www.fima-online.org Tel. 063210806
Prevendita: MARCHIONNIVIAGGI - Tel. 0722/328877 - Fax 0722/4153

mercoledì 15 luglio 2015

MILANO / Dowland e Monteverdi riletti da Guadagnini: grande musica a San Sebastiano

Mirko Guadagnini
MILANO - Doppio impegno in San Sebastiano giovedì 16 luglio per il tenore Mirko Guadagnini. Nella prima parte della serata, accompagnato dal liuto di Ugo Nastrucci, affronta pagine di Dowland (“Time stands still“; “Flow not so fast ye fountains“; “All ye, whom Love and Fortune“; “Lachrimae“; “In darkness“; “Go crystal tears“; “The frog gallard“; “Lady if you so spite me“). 
Nella seconda l’artista milanese sale sul podio dell’Intende Voci instrumentalist per “Il combattimento di Tancredi e Clorinda“ di Monteverdi (nel quale interpreta anche il testo). I protagonisti sono Giorgio Tiboni (Tancredi) e Beatrice Binda (Clorinda).
Introduce Elena Percivaldi, critico musicale, medievista e saggista

SAN SEBASTIANO
Via Torino 28, Milano
Giovedì 16/07/2015 dalle 20:45 alle 23:00





Per gentile concessione dell'Autrice, pubblichiamo l'introduzione al "Combattimento di Tancredi e Clorinda" di Monteverdi presentata durante il concerto.


                                              Il Combattimento di Tancredi e Clorinda di Claudio Monteverdi

(c) di Elena Percivaldi


Nel 1624 Claudio Monteverdi riceve da parte di Girolamo Mocenigo, membro di un'importante famiglia veneziana, la commissione di un lavoro da mettere in scena in occasione del Carnevale di quell'anno. Nasce così il “Combattimento di Tancredi e Clorinda”, un madrigale rappresentativo per voci (un soprano e due tenori) e strumenti che sarà pubblicato nel 1638 come parte dell'“Ottavo libro di madrigali guerrieri et amorosi”: raccolta che comprende, tra gli altri, il balletto “Tirsi e Clori” risalente ai tempi della sua collaborazione con la corte di Mantova. Il lavoro va in scena con enorme successo e rappresenta una pietra miliare della storia della musica per la sua forte spinta innovatrice, contribuendo a consolidare la fama  già acquisita da Monteverdi con la nomina a Maestro di Musica nella Cappella di San Marco.

Il testo su cui Monteverdi lavora è quello, celeberrimo, del canto XII della “Gerusalemme liberata” di Torquato Tasso, poeta molto apprezzato dal compositore che ne aveva già musicato alcuni madrigali.

Claudio Monteverdi
La storia è nota: siamo ai tempi della prima Crociata, indetta per liberare Gerusalemme caduta in mano agli infedeli. Appena prima dell'assedio – che storicamente avvenne nel 1099 - Tancredi, uno dei più nobili cavalieri cristiani, intercetta la guerriera saracena Clorinda, di cui è innamorato, mentre lei cerca di varcare le mura dopo aver incendiato le torri costruite dai crociati per dare l'assalto. Clorinda è coperta da elmo e armatura. Tancredi non la riconosce. I due si affrontano. La battaglia, concitata, dura tutta la notte finché, all'alba, lui la ferisce a morte. La donna, esalando l'ultimo respiro, perdona il nemico e chiede di essere battezzata perché possa spirare in pace. Tancredi si precipita a un ruscello che scorre poco lontano, riempie il suo elmo d'acqua e torna da Clorinda morente impartendole il battesimo. Per farlo, le scosta l'elmo e la riconosce restando impietrito. L'episodio si chiude con Clorinda che, sorridendo, rende l'anima a Dio: «e in atto di morir lieta e vivace / dir parea: "S'apre il ciel: io vado in pace"».
I personaggi in scena sono tre: un soprano, Clorinda, e due tenori, Tancredi e la voce narrante del poeta (Testo). I tre dialogano, cantano e recitano sorretti da pochi strumenti - due violini, una viola da braccio e basso continuo (viola da gamba e clavicembalo) – che intervengono a commentare l'azione. Che è concepita come un unicum compatto in cui le parti vocali, però, non si intrecciano ma si dispongono in ordinata successione.

A occuparsi della resa teatrale è il compositore stesso, che nella Prefazione indica chiaramente come i personaggi debbano accompagnare il canto con la mimica e gli strumenti, a loro volta, debbano «essere tocchi ad immitatione delle passioni dell’oratione», ossia suonati imitando gli affetti interpretati dai protagonisti. Il loro canto, chiaro e limpido, «porterà le pronuntie at similitudine delle passioni dell’oratione».
Questa meticolosità si era già manifestata ai tempi di Mantova, siamo nel 1615, nel già citato balletto “Tirsi e Clori”, in cui Monteverdi aveva previsto che i due cantanti reggessero strumenti sulla scena (rispettivamente un chitarrone e l'arpa, per rischiarare il basso continuo), a dimostrazione di quanto considerasse essenziale l'unicum scenico tra strumentazione e cantanti o esecutori sul palco. In ciò Monteverdi si segnala come uno dei primi, se non l'unico ai suoi tempi, ad essere prescrittivo non solo per quanto concerne ovviamente la musica, ma anche circa i dettagli dell'esecuzione e della messa in scena.

Elena Percivaldi
Tornando al Combattimento, Monteverdi trasforma il testo del Tasso, che non è drammatico ma epico, secondo la sua personale poetica degli affetti. Ad andare in scena non è solo il combattimento tra due “nemici” che peraltro non si riconoscono a vicenda, ma la lotta tra emozioni e diversi sentimenti che sono propri dell'animo umano: ira-sdegno, umiltà-rassegnazione.
Per rendere questo incontro/scontro dal ritmo ora serrato e violento ora pacato e meditabondo, Monteverdi – fedele alla “seconda pratica” che vuole il canto imitare la lingua, il testo poetico suscitare gli affetti e la musica tradurre in suono gli affetti medesimi - inventa e sperimenta soluzioni musicali nuove. L'orchestra, dunque, imita gli effetti sonori descritti nel testo, come il galoppo di un cavallo o il clangore delle armature e delle spade durante lo scontro. Tecnicamente, questi effetti sono resi tramite la continua alternanza tra stile “temperato” (melodie ampie e cantabili, ritmi lenti) e stile “concitato” (ritmi rapidi, note ribattute); e in quest'ultimo l'utilizzo di due innovazioni come il tremolo (una veloce ripetizione dello stesso suono) e il pizzicato (durante lo scontro vero e proprio).

Mettendo in scena il Combattimento, dunque, Monteverdi non si accontenta della mera resa di un testo poetico, per quanto grande, sublime e complesso. Al compositore non interessano i conflitti religiosi tra pagani (saraceni) e cristiani che pure avevano ispirato il Tasso ad affrontarli nella temperie culturale a lui contemporanea (siamo nel 1575, in piena Controriforma: i pagani ora sono i riformati), né il tema epico-cavalleresco. Ciò che gli interessa è la dinamica degli affetti: e infatti dipinge, con una vivacissima tavolozza di colori musicali, le sfumature diverse dell'animo umano.
Non si taccia inoltre che la lotta tra di Tancredi e Clorinda, un uomo e una donna toccati dall'eros, ha anche un'evidente e metaforica connotazione sensuale: l'alternanza, già citata, tra ritmi serrati e pause riposanti sembra proprio mimare anche le varie fasi dell'atto sessuale, che infatti si compie durante tutta la notte e si conclude con la presenza, sulla scena, del sangue, allusione alla verginità di Clorinda evidentemente perduta alla fine della lunga amorosa tenzone.
Eloquentissima, a tal proposito, è questa ottava:

Tre volte il cavalier la donna stringe
con le robuste braccia, e altrettante
poi da quei nodi tenaci ella si scinge,
nodi di fier nemico e non d'amante.
Tornano al ferro, e l'un e l'altro il tinge
di molto sangue: e stanco e anelante
e questi e quegli al fin pur si ritira,
e dopo lungo faticar respira.

Il combattimento tra Tancredi e Clorinda che si risolve nel finale, tragico ma al tempo rassicurante grazie al battesimo che porta l'“infedele”alla salvezza eterna, rappresenta dunque non solo il contrasto, metaforico, tra opposti affetti e sentimenti dell'animo umano, ma anche il conflitto tra sensualità e tensione religiosa, tra corpo e anima, tra carne e spirito. Sono temi prediletti da Tasso, certamente, ma anche da Monteverdi, che li indagherà più e più volte nel corso della sua lunga e intensa carriera. Creando un vero e proprio topos del Barocco, Tancredi e Clorinda incarnano infine nel Combattimento l'eterna, e imperitura, lotta tra Amore e Morte.

(c) di Elena Percivaldi, Tutti i diritti riservati


LA GALLERY DEL CONCERTO
(c) MG








 
 

mercoledì 8 luglio 2015

ANNIVERSARI / Treviso celebra Mario Del Monaco con una mostra

TREVISO - Sono trascorsi cento anni dalla nascita del celebre tenore Mario Del Monaco. In occasione dell'anniversario,  Treviso lo celebra con una mostra fotografica che ripercorre le principali tappe della sua carriera e alcuni ritratti inediti della sua vita privata.
La giornata di celebrazioni, prevista per sabato 11 luglio, inizierà  alle 16.30 a Palazzo dei Trecento con una conferenza illustrativa tenuta da tre presenze eccezionali che, dopo aver già reso onore a Mario Del Monaco al Teatro alla Scala a giugno, verranno a Treviso per rinnovare il ricordo nella sua terra nativa: il critico e musicologo Giancarlo Landini, il direttore della rivista L'Opera Sabino Lenoci e la biografa ufficiale del tenore Elisabetta Romagnolo. Durante la conferenza saranno proiettati filmati esclusivi sulla sua vita. Alle ore 18.00 a Ca’ Sugana è prevista l'inaugurazione della mostra fotografica nell'atrio del municipio con foto dell’archivio del figlio Giancarlo Del Monaco.



Informazioni: http://www.donelladelmonaco.com/

venerdì 12 giugno 2015

TORRE DEL LAGO (LU) - Ecco il programma del Puccini Festival. Al via con la "Tosca" secondo Mimmo Paladino


LIRICA: MIMMO PALADINO “SCOLPISCE” LA NUOVA TOSCA CON DANIELA DESSÌ E FABIO ARMILIATO,
16 APPUNTAMENTI NEL TEMPIO DI GIACOMO PUCCINI
In cartellone la Turandot con Giovanna Casolla, la Madama Butterfly con Svetla Vassileva e il Trittico







TORRE DEL LAGO (LU) - La nuova Tosca con le scene di Mimmo Paladino apre la 61 esima edizione del Festival Pucciniano di Torre del Lago (Lu). In cartellone, oltre al nuovo allestimento del melodramma in tre atti di Giacomo Puccini con Daniela Dessì e Fabio Armiliato, la Turandot con Giovanna Casolla che festeggia in scena i 20 anni del ruolo della Principessa di Ghiaccio, la Madama Butterfly con Svetla Vassileva ed il giovane tenore Sergio Escobar. Chiude la programmazione il Trittico con i tre atti unici Il Tabarro, Suon Angelica e Gianni Schicchi. 16 saranno complessivamente gli appuntamenti con la lirica pucciniana eseguita dall’Orchestra e dal Coro del Festival. Direzione Artistica a cura di Daniele de Plano.

Sono notti di grandi lirica quelle sulle rive del Lago di Massaciuccoli, in Toscana, dove dal 24 luglio al 30 agosto torna puntale la programmazione del Gran Teatro all’aperto intitolato al grande compositore promossa dalla Fondazione Festival Pucciniano con il contributo del Comune di Viareggio, Provincia di Lucca e Regione Toscana. Una stagione caratterizzata dal nuovo ed attesissimo allestimento della Tosca (24, 31 luglio, 15, 21 e 30 agosto) realizzato dall’artista e scultore Mimmo Paladino con Daniela Dessì e Fabio Armiliato nel ruolo di Mario Cavaradossi, Giovanni Meoni (Barone Scarpia), Paolo Battaglia e  Elia Todisco (Cesare Angelotti) per la regia di Vivien Hewitt e la direzione di Valerio Galli. Vedremo, in altrettante serate, i quattro finali della Turandot, quello di Berio, i due di Alfano e quello che si conclude nel punto in cui Puccini aveva lasciato il lavoro (25 luglio, 7, 16, 23 agosto) ma anche la produzione colossal cinese eseguita dalla Compagnia ospite del China National Opera House di Pechino per la regia di Wang Huquan e la direzione di Yu  Feng (28 agosto).

Non solo opera. Anche musica e danza con il live dei mitici Spandau Ballet (9 agosto) e le eroine pucciniane del coreografo e ballerino francese Julien Lestel (18 agosto) sul palcoscenico del Gran Teatro all’aperto del Festival Pucciniano di Torre del Lago (Lu). In programma, nell’ambito del Festival, anche mostre di arte contemporanea e ed eventi collaterali.

I biglietti possono essere acquistati online al sito www.puccinifestival.it, presso la biglietteria del Gran Teatro Giacomo Puccini (Via delle Torbiere. Info 0584.359322), presso il punto vendita TuttoEventi a Viareggio (Viale Margherita, 1) e sui circuito ticketone, boxoffice, vivaticket o scrivendo a ticketoffice@puccinifestival.it.

Per consultare il programma completo www.puccinifestival.it.

MILANO / La Scala omaggia Mario Del Monaco a cent'anni dalla nascita

MILANO / In occasione del 100° della nascita, il Teatro alla Scala di Milano celebra il grande tenore Mario Del Monaco con un incontro, per il ciclo "Grandi voci alla Scala".

La serata (inizio alle ore 17)  è a cura di Sabino Lenoci e Giancarlo Landini in collaborazione con la rivista l’Opera . In programma ascolti e video nel Foyer "Arturo Toscanini".

L'accesso al Foyer "Toscanini" non richiede biglietto: basta presentarsi all'ingresso principale del Teatro con un certo anticipo. L'accesso è regolato dalle maschere e si ferma al raggiungimento della capienza consentita dalle norme di sicurezza per il Ridotto (150 posti a sedere).

Ingresso libero fino a esaurimento posti.


Ulteriori informazioni

mercoledì 20 maggio 2015

LA SPEZIA / Al via il Wagner La Spezia Festival

LA SPEZIA - Parte l'edizione 2015 del WAGNER LA SPEZIA FESTIVAL. La rassegna musicale annuale è strutturata su due date fisse, più un terzo evento  riservato all'arte dei ragazzi del Conservatorio 'G. Puccini' della Spezia. La prima data già fissata è quella del 22 maggio, la seconda il 5 settembre. 
"Il Festival - spiega Mirco Manuguerra, promotore dell'evento con Lunigiana Dantesca - ha trovato un valentissimo Direttore Artistico nel M° Federico Rovini, nuovo direttore del Conservatorio 'G. Puccini'.Testimonial d'eccezione sono il prof. Quirino Principe, filosofo della musica di fama internazionale, e il M° Paolo Restani, massimo pianista della storia musicale spezzina di ogni tempo".
Nell'occasione del 22 maggio di quest'anno, 202° anniversario della nascita di Wagner, ospite del Festival sarà il M° Pier Paolo Vincenzi, fiorentino, autore di una edizione completa delle opere di Wagner per pianoforte solo.