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lunedì 16 novembre 2015

TORRE DEL LAGO / A Jonas Kaufmann il 44° Premio Puccini

TORRE DEL LAGO -  E' il tenore bavarese Jonas Kaufmann ad aggiudicarsi il  Premio Puccini 2015, il riconoscimento che la Fondazione Festival Pucciniano attribuisce ogni anno ad artisti  del mondo del melodramma la cui carriera segna memorabili interpretazioni dei capolavori di Giacomo Puccini.

La consegna del Premio avverrà nel corso di una cerimonia in programma il prossimo 18 dicembre a Torre del Lago Puccini (Auditorium Enrico Caruso,   ore 19.30)   in occasione della quale interagirà  con i giovani artisti del Festival stesso. 

Il Mese Pucciniano prenderà il via il 29 novembre con la commemorazione della scomparsa del Maestro e  vedrà numerosi appuntamenti musicali che si svolgeranno sino al Puccini Day del 22 dicembre.  
Info: www.puccinifestival.it

martedì 28 luglio 2015

TORRE DEL LAGO / Trionfo per la Tosca della Dessì, gelo per Paladino

Al via il 61° Festival Puccini di Torre del Lago tra polemiche e defezioni.
Il pubblico applaude gli interpreti, gelo sulla regia e sulla scenografia di Paladino

In scena la Tosca, per la Dessì è trionfo

di Elena Percivaldi

TORRE DEL LAGO - Le carte per il successo c'erano tutte. Uno dei titoli più popolari di Puccini apriva il Festival di Torre del Lago con due superstar della lirica come Daniela Dessì e Fabio Armiliato nei ruoli dei protagonisti e le scenografie di un artista notissimo e apprezzato come Mimmo Paladino a far da padrone sul palco. Ma ci si sono messe le polemiche. Dapprima hanno accompagnato la nomina a presidente del Festival Pucciniano, il primo luglio, di Alberto Veronesi con conseguente revoca dell'incarico al vecchio presidente Adalgisa Mazza e azzeramento dei Cda e Cdi. Poi sono esplose virulente a seguito della richiesta agli artisti, da parte della nuova presidenza, di ridursi il cachet già stabilito anche del 50 per cento. E poi nei caldissimi giorni precedenti l'avvio (giovedì 22) è arrivato il cambio della regista Vivien Hewitt dopo ben dodici giorni di prove, sostituita non si è ben capito perché da Giorgio Ferrara, con relativo codazzo giudiziario e accordo in extremis su nuove produzioni da realizzare. Infine, la sorpresa (per molti giunta addirittura a rappresentazione iniziata: il nome non era nemmeno sul cartellone!) del forfait di Armiliato, sostituito al volo, il giorno stesso, da Aquiles Machado che i retroscena dicono esser giunto di corsa da Tel Aviv e buttato in scena senza nemmeno aver avuto il tempo di provare.
Insomma, più accidentata di così, la “Tosca” che apriva la 61ma edizione del Festival non poteva essere. E se pure c'è stato un gran successo di pubblico (anche se non si è registrato il tutto esaurito), lo spettacolo che è andato in scena tra alti e bassi, nel complesso non ha del tutto convinto se non addirittura ha deluso.

Cominciamo dalla parte musicale. Valerio Galli, viareggino, si sente che Puccini ce l'ha nel sangue. La sua bacchetta è fluida e corretta, altrove ha regalato interpretazioni egregie ma in questa occasione l'aria – vuoi per le polemiche, vuoi per le oggettive difficoltà con Machado con cui non ha provato - era strana e anche lui ne ha un po' risentito. Il primo atto ha registrato qua e là tempi un pochetto mosci e colori troppo uniformi. I finali invece sono stati, tutti e tre, veramente incisivi. Ma sicuramente nelle prossime recite darà di più.
Daniela Dessì ha condotto come al solito in maniera eccezionale, da veterana del ruolo del titolo, lo spettacolo confermandosi ancora una volta una gran gioia per gli occhi e per le orecchie. La presenza scenica è sempre superba, di Tosca dimostra di possedere ogni piccola sfumatura che rende recitando ma anche con grande generosità di voce sempre piena, rotonda, sicura. Il pubblico, che l'ha accolta con un'ovazione ha poi applaudito a lungo il suo sentitissimo e commovente “Vissi d'arte”, chiedendo a gran voce il bis subito concesso. Una performance di classe adamantina per una gran signora della lirica, e il trionfo è assolutamente meritato.
Non altrettanto si può dire di Aquiles Machado, cui però occorre riconoscere tutte le attenuanti dell'arrivo in corsa da lontano e della quasi assenza di prove. La voce è parsa poco squillante e giù di tono, probabilmente per la stanchezza e lo stress accumulato. Buona nei centri, è sempre stata invece in notevole difficoltà sugli acuti e nel primo atto ha denunciato qualche problema di controllo. Ha comunque carburato col tempo e da un inizio decisamente in sordina (“Recondita armonia” stiracchiata e flebile) ha preso via via coraggio fino al finale in crescendo, risultando comunque nel complesso un Mario Cavaradossi poco più che sufficiente. Da riascoltare.
Alberto Mastromarino ha tratteggiato uno Scarpia cattivo ma non troppo, con un timbro però forse un po' appannato rispetto al solito e il volume un po' meno corposo. Non lo ha aiutato la regia del secondo atto, decisamente statica e deprimente con lui che avrà mosso si e no dieci passi restando per il resto inchiodato dietro alla scrivania.
Sufficienti il Sacrestano di Angelo Nardinocchi, lo Sciarrone di Velthur Tognoni, buoni lo Spoletta di Ugo Tarquini e il Carceriere di Pedro Carillobuono, così così l'Angelotti di Luigi Roni, interessante il Pastorello di Marco Rimicci che cammina tra il pubblico. Menzione anche per il coro e le voci bianche. Alla fine applausi per tutti gli interpreti, con ovazioni per la Dessì e Galli.

Gelo iniziale e poi qualche fischio e buu, invece, per la parte di scenografia e regia che, in effetti, ha lasciato molto perplessi. Per la regia si registra qualche incongruenza (il ventaglio della Attavanti menzionato da Scarpia ma che compare in ritardo), ma soprattutto tanta (troppa!) staticità (il già menzionato Scarpia inchiodato alla scrivania per tutto il secondo atto, il coro che si muove al rallentatore e poi se ne sta fisso con effetto surreale, ecc.). Per la scenografia, invece... Mimmo Paladino, artista che peraltro di solito appreziamo, ha voluto raccontare l'opera (lo ha spiegato in un'intervista) «visivamente attraverso oggetti simbolo». Quindi, via la chiesa di Sant’Andrea della Valle, sostituita da un portale al centro della scena fatto di marmo e cemento, simil chiesa anni Settanta tanto orribile, come i modelli che richiama, da invocare la ruspa. Via l’altare della Madonna, al suo posto una semplice forma geometrica e un quadro vuoto («perché lo spirituale – dice - non può avere forma figurativa, non si può catturare in un’immagine e non lo si può rappresentare»: e tutta l'arte sacra occidentale dove la mettiamo, Maestro?). Via il barocco Palazzo Farnese, sorge invece una questura post-contemporanea fatta di muri a striature bianche e rosse, alle pareti le foto segnaletiche delle vittime di Scarpia, manco fossimo a Guantanamo. Via la statua di San Michele Arcangelo, al suo posto un meteorite che cadendo ha trascinato con sé le stelle evocate dal Cavaradossi, che si illuminano sinistramente effetto albero di Natale mentre il tenore le canta. Finale col suddetto meteorite che si spalanca e Tosca che si lancia da lì nel vuoto (?). Via tutto. Ok. Ma perché? E per dire che cosa? Sinceramente non si è capito. Per noi una scenografia fredda come il ghiaccio (e meno male che è Tosca, sinonimo di passione), paurosamente inutile, ma soprattutto (stiamo parlando di Puccini, e siamo in Italia, che diamine!) esteticamente brutta. In un'occasione così, davvero un peccato. 


(Tratto da Classicaonline) 

venerdì 12 giugno 2015

TORRE DEL LAGO (LU) - Ecco il programma del Puccini Festival. Al via con la "Tosca" secondo Mimmo Paladino


LIRICA: MIMMO PALADINO “SCOLPISCE” LA NUOVA TOSCA CON DANIELA DESSÌ E FABIO ARMILIATO,
16 APPUNTAMENTI NEL TEMPIO DI GIACOMO PUCCINI
In cartellone la Turandot con Giovanna Casolla, la Madama Butterfly con Svetla Vassileva e il Trittico







TORRE DEL LAGO (LU) - La nuova Tosca con le scene di Mimmo Paladino apre la 61 esima edizione del Festival Pucciniano di Torre del Lago (Lu). In cartellone, oltre al nuovo allestimento del melodramma in tre atti di Giacomo Puccini con Daniela Dessì e Fabio Armiliato, la Turandot con Giovanna Casolla che festeggia in scena i 20 anni del ruolo della Principessa di Ghiaccio, la Madama Butterfly con Svetla Vassileva ed il giovane tenore Sergio Escobar. Chiude la programmazione il Trittico con i tre atti unici Il Tabarro, Suon Angelica e Gianni Schicchi. 16 saranno complessivamente gli appuntamenti con la lirica pucciniana eseguita dall’Orchestra e dal Coro del Festival. Direzione Artistica a cura di Daniele de Plano.

Sono notti di grandi lirica quelle sulle rive del Lago di Massaciuccoli, in Toscana, dove dal 24 luglio al 30 agosto torna puntale la programmazione del Gran Teatro all’aperto intitolato al grande compositore promossa dalla Fondazione Festival Pucciniano con il contributo del Comune di Viareggio, Provincia di Lucca e Regione Toscana. Una stagione caratterizzata dal nuovo ed attesissimo allestimento della Tosca (24, 31 luglio, 15, 21 e 30 agosto) realizzato dall’artista e scultore Mimmo Paladino con Daniela Dessì e Fabio Armiliato nel ruolo di Mario Cavaradossi, Giovanni Meoni (Barone Scarpia), Paolo Battaglia e  Elia Todisco (Cesare Angelotti) per la regia di Vivien Hewitt e la direzione di Valerio Galli. Vedremo, in altrettante serate, i quattro finali della Turandot, quello di Berio, i due di Alfano e quello che si conclude nel punto in cui Puccini aveva lasciato il lavoro (25 luglio, 7, 16, 23 agosto) ma anche la produzione colossal cinese eseguita dalla Compagnia ospite del China National Opera House di Pechino per la regia di Wang Huquan e la direzione di Yu  Feng (28 agosto).

Non solo opera. Anche musica e danza con il live dei mitici Spandau Ballet (9 agosto) e le eroine pucciniane del coreografo e ballerino francese Julien Lestel (18 agosto) sul palcoscenico del Gran Teatro all’aperto del Festival Pucciniano di Torre del Lago (Lu). In programma, nell’ambito del Festival, anche mostre di arte contemporanea e ed eventi collaterali.

I biglietti possono essere acquistati online al sito www.puccinifestival.it, presso la biglietteria del Gran Teatro Giacomo Puccini (Via delle Torbiere. Info 0584.359322), presso il punto vendita TuttoEventi a Viareggio (Viale Margherita, 1) e sui circuito ticketone, boxoffice, vivaticket o scrivendo a ticketoffice@puccinifestival.it.

Per consultare il programma completo www.puccinifestival.it.

sabato 8 novembre 2014

TORRE DEL LAGO / Omaggio a Magda Oliviero

Magda Oliviero
TORRE DEL LAGO - Domenica 9 novembre (ore 16.00)  per il ciclo “La Domenica a Teatro” si terrà una conferenza/ascolto dedicata ad uno dei più celebri soprani della storia della musica, Magda Oliviero. L'incontro  si terrà a Torre del Lago presso la  Sala Belvedere del Gran Teatro Giacomo Puccini (ingresso libero). 
Maria Maddalena Olivero, in arte  Magda, aveva festeggiato 104 anni qualche mese prima della sua scomparsa avvenuta lo scorso mese di settembre. Donna di grande fascino, artista colta e con serissimi studi al conservatorio anche in composizione, aveva debuttato a soli ventitré anni alla Scala, per poi lanciarsi in  una carriera lunghissima. Della sua carriera e dei suoi trionfi parlerà Lisa Domenici con il supporto degli ascolti delle sue più celebri interpretazioni a cura di Bruno Spoleti.
Una  carriera cominciata  da bambina, a soli sei anni,  con lezioni di pianoforte, ma la  sua voce potente e la grande  facilità nel ricordare a memoria i testi delle romanze spinsero  i  suoi genitori a farle intraprendere la strada del canto. Dopo i primi difficili inizi, la Olivero incontrerà il maestro giusto: Luigi Gerussi. Sotto la sua guida imparerà a gestire la voce, arrivando al debutto, a Torino, nel 1932. Dopo appena un anno, visto il suo talento, salirà sul palco più prestigioso d'Italia, quello della Scala di Milano.Nel 1941 sposerà l'industriale italo-tedesco Aldo Busch, abbandonando per quasi un decennio le scene: riprenderà a cantare solo nel 1951 nell'opera Adriana Lecouvrer di Francesco Cilea, che per tutta la carriera rimarrà il suo cavallo di battaglia. Sarà proprio il maestro Cilea a farla tornare sulle scene. Da quel momento, il successo per lei arriverà a ogni esibizione, e sarà sempre crescente. All’età di 65 anni fu scritturata,  fra molte polemiche,  dal Sovrintendente del Teatro Metropolitan di New York, per  Tosca e fu naturalmente  un  trionfò ,  raccogliendo 20 minuti di applausi e articoli entusiasti della stampa americana. A 85 anni, caso unico nella lirica, ha inciso l'edizione integrale dell' Adriana Lecouvreur. A 89 anni passati ha registrato una selezione della Bohème, rivelando una voce ancora fresca e acuti esemplari. A Torre del Lago Magda Olivero è stata ospite di una Master Class per giovani artisti dell’Accademia di Canto del Festival Puccini .

Informazioni:
www.puccinifestival.it
info@puccinifestival.it