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martedì 9 febbraio 2016

TORINO / Da stasera al Regio la nuova "Tosca" di Palumbo e Abbado in prima europea

Daniele Abbado
TORINO - Stasera martedì 9 febbraio, alle ore 20, il Regio di Torino mette in scena Tosca di Giacomo Puccini, il primo capolavoro del Novecento musicale italiano, in un nuovo allestimento in prima europea.

Renato Palumbo dirige l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio, la regia è di Daniele Abbado. Il melodramma di ambientazione storica, dalle forti tinte drammatiche, vanta un cast di solisti di fama internazionale: María José Siri, Roberto Aronica e Carlos Álvarez. Questa produzione è realizzata con il contributo della Società Reale Mutua di Assicurazioni.

La Prima dell’opera è trasmessa in diretta da Rai-Radio3 alle 20, trasmissione inserita anche all’interno del circuito Euroradio. Come di consueto si potrà seguire il backstage, nonché scoprire divertenti curiosità sugli interpreti e sull’allestimento, guardando le Pillole di Passione di Paola Giunti, visibili sul sito del Regio www.teatroregio.torino.it e sul canale YouTube.com/TeatroRegioTorino.



Biglietti in vendita presso la Biglietteria del Teatro Regio, piazza Castello 215
Tel. 011.8815.241/242
presso Infopiemonte-Torinocultura
alla Biglietteria del Teatro Stabile
on line su www.teatroregio.torino.it e telefonicamente con carta di credito al n. 011.8815.270.

Info: tel. 011.8815.557.


Teatro Regio, martedì 9 febbraio 2016, ore 20

lunedì 8 febbraio 2016

MILANO / La Scala ricorda Gavazzeni dedicandogli La Fanciulla del West

MILANO - Gianandrea Gavazzeni si spegneva a Bergamo vent’anni fa, il 5 febbraio 1996. Il Teatro alla Scala e il Direttore Principale Riccardo Chailly lo ricordano dedicandogli la prima rappresentazione della nuova produzione de La fanciulla del West che andrà in scena il prossimo 3 maggio con la regia di Robert Carsen.
“La figura di Gianandrea Gavazzeni - ha spiegato il Direttore Principale Riccardo Chailly - svolge un ruolo nella storia della Scala: fu continuatore di una tradizione che affonda le radici nel rapporto diretto con Toscanini e i grandi del primo Novecento, e difensore curioso e colto del repertorio italiano. Voglio menzionare in particolare l’impegno convinto a favore delle opere di Puccini. Se il suo ultimo titolo pucciniano fu La bohème, occorre ricordare almeno il Trittico e la sua interpretazione de La fanciulla del West nel 1964 con Gigliola Frazzoni, Franco Corelli e Giangiacomo Guelfi. Insieme all’Orchestra, al Coro e a tutto il Teatro abbiamo deciso di dedicargli la prima della nuova produzione di Fanciulla il prossimo 3 maggio; io, personalmente, aggiungo il mio affetto, la stima e la simpatia umana per uno straordinario musicista e uomo di cultura che ho avuto modo di conoscere e frequentare”.
Nato a Bergamo nel 1909, Gavazzeni studia all’Accademia di Santa Cecilia a Roma e al Conservatorio di Milano, frequentando le classi di composizione di Ildebrando Pizzetti. Decisivo è l’incontro con Arturo Toscanini: il rapporto col Maestro proseguirà fino alla morte di questi.
Nel 1935 scrive per il Donizetti l’opera “Paolo e Virginia”, ma nel 1949 decide di abbandonare la composizione per dedicarsi alla direzione d’orchestra; già nel 1933 debutta con l’orchestra dell’EIAR di Torino; alla Scala debutta nel 1943 con un concerto e l’anno seguente con Il campiello di Wolf Ferrari: da allora il legame con il Teatro milanese rimane strettissimo e costante fino alle recite di Stiffelio di Verdi nel 1995, culminando negli anni di direzione artistica dal 1966 al 1968. Gavazzeni dirige oltre 100 spettacoli (incluse le riprese) coprendo un repertorio vastissimo, specchio di un’immensa cultura musicale riversata anche nell’attività di critico e saggista: si va da Mavra di Stravinskij al celebre Turco in Italia con la Callas e Zeffirelli e al Giulio Cesare di Händel, da La Fiera di Sorocinskij di Musorgskij a Norma di Bellini o Anacréon di Cherubini. In una vita così ricca di musica si distinguono almeno quattro direttrici che hanno segnato la cultura musicale italiana. La prima è l’amore viscerale per Verdi, tutto Verdi: accanto ai grandi titoli ricorrenti, soprattutto Un ballo in maschera, Il trovatore e Aida, Gavazzeni è tra i primi a intuire il valore delle opere fino ad allora considerate minori: nel 1966 dirige Simon Boccanegra con Leyla Gencer e Giangiacomo Guelfi, allora una rarità, cui seguiranno Luisa Miller nel 1976 con Pavarotti e Caballé e ancora nel 1987 I lombardi alla prima Crociata, I due Foscari nel 1988 e Stiffelio nel 1995.
La seconda è l’impegno alla scoperta del concittadino Donizetti: ricordiamo almeno Anna Bolena con Callas e Simionato nel 1957, La favorita con Fiorenza Cossotto e ancora la Simionato nel 1962, Linda di Chamounix con Margherita Rinaldi nel 1972.
La terza è la fedeltà alle sue origini musicali che accanto a Pizzetti, le cui opere Gavazzeni dirige con assiduità, includono un rapporto di intima familiarità con il repertorio in senso lato verista: La fiamma di Respighi con Inge Borkh nel 1955, Fedora con la Callas e Corelli nel 1956 e poi con Freni e Domingo in alternanza con Carreras nel 1993, Iris di Mascagni nel 1957, Adriana Lecouvreur con Magda Olivero nel 1958 e poi in innumerevoli varianti e riprese fino al 1991, Andrea Chénier con Del Monaco in alternanza con Corelli nel 1960, L’amico Fritz con Freni e Raimondi nel 1963, Madame Sans-Gêne nel 1967, Loreley nel 1968.
Infine va ricordata la militanza pucciniana di Gavazzeni anche in anni in cui il compositore di Lucca godeva di poca considerazione presso parte della critica e del mondo musicale più legato alle avanguardie. Gavazzeni dirige la sua prima Tosca alla Scala nel 1948 (ne seguiranno numerose altre, nel 1958 e 59 con la Tebaldi), Manon nel 1957 con Di Stefano e Petrella, Butterfly nel 1958 con la Frazzoni in alternanza alla Jurinac e nel 1963 con la Scotto, e nel 1959 un Trittico dal cast leggendario in cui campeggiano Bastianini e la Petrella, la Jurinac, Gobbi, Raimondi e la Scotto; non saranno da meno quelli del 1962 e del 1983. I ricordi pucciniani degli ultimi anni di Gavazzeni sono legati alla riscoperta de La rondine e a un’indimenticabile serie di recite de La bohème nel 1994 con Mirella Freni e Roberto Alagna.




Fonte: comunicato stampa 

domenica 2 agosto 2015

MILANO / Agosto alla Scala con la mitica Bohème di Zeffirelli. Interpreti Grigolo e Agresta, sul podio Dudamel

@ Marco Brescia & Rudy Amisano
MILANO - Torna in scena dal 19 agosto al 2 settembre alla Scala "La Bohème" di Giacomo Puccini nella consolidata versione, datata 1963, di Franco Zeffirelli: uno degli allestimenti più amati dal pubblico e più longevi della Scala del Dopoguerra. Dirigeva allora Karajan, cantavano Mirella Freni e Gianni Raimondi. Poi Pavarotti, poi sul podio Kleiber. Con in aggiunta queste recite estive, si porterà vicino alle 240 rappresentazioni, in sede e in tournée. La Bohème più vista nel mondo si affaccia alla vetrina di Expo tingendosi di Sudamerica, diretta da Gustavo Dudamel a capo dell’Orchestra sinfonica e Coro Nacional Juvenil Simón Bolívar. Voci di prim’ordine, tra cui Maria Agresta e Vittorio Grigolo, poi Ailyn Perez e Ramón Vargas, per commuovere ancora una volta, con la povertà e la miseria in tutto, tranne che nei sentimenti.

Stagione d’opera e balletto 2014~2015



19, 22, 25, 26, 28, 29, 31 agosto ~ 2 settembre 2015


LA BOHÈME


Opera in quattro quadri

Musica di GIACOMO PUCCINI

Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica

(Nuova edizione riveduta sulle fonti originali a cura di Francesco Degrada;
Edizioni Universal Music Publishing Ricordi srl Milano)


Prima rappresentazione: Teatro Regio di Torino, 1 febbraio 1896
Prima rappresentazione al Teatro alla Scala: 15 marzo 1897


Allestimento del Teatro alla Scala (1963)




Direttore GUSTAVO DUDAMEL

Regia e scene FRANCO ZEFFIRELLI


Regia ripresa da MARCO GANDINI

Costumi PIERO TOSI

Ripresi da ALBERTO SPIAZZI




ORQUESTA SINFÓNICA E CORO NACIONAL JUVENIL SIMÓN BOLIVAR


Maestro del Coro LOURDES SÁNCHEZ

COMUNICATO STAMPA




Personaggi e interpreti principali

Rodolfo Vittorio Grigolo (19, 22, 25, 28, 31 agosto)
Ramón Vargas (26, 29 agosto; 2 sett.)
Mimì Maria Agresta (19, 22, 25, 28, 31 agosto)
Ailyn Pérez (26, 29 agosto; 2 sett.)
Musetta Angel Blue
Marcello Massimo Cavalletti (19, 22, 25, 28, 31 agosto; 2 sett.)
Gabriele Viviani (26, 29 agosto)
Colline Carlo Colombara
Schaunard Mattia Olivieri
Benoît Davide Pelissero
Alcindoro Matteo Peirone

Date:


Mercoledì 19 agosto 2015 ore 20 ~ prima rappresentazione
Sabato 22 agosto 2015 ore 20 ~ fuori abbonamento
Martedì 25 agosto 2015 ore 20 ~ ScalAperta
Mercoledì 26 agosto 2015 ore 20 ~ fuori abbonamento
Venerdì 28 agosto 2015 ore 20 ~ fuori abbonamento
Sabato 29 agosto 2015 ore 20 ~ fuori abbonamento
Lunedì 31 agosto 2015 ore 20 ~ ScalAperta
Mercoledì 2 settembre 2015 ore 20 ~ fuori abbonamento



Prezzi: da 230 a 14 euro

Prezzi ScalAperta: da 115 a 7 euro

Per informazioni: tel. 02 72 00 37 44

martedì 28 luglio 2015

TORRE DEL LAGO / Trionfo per la Tosca della Dessì, gelo per Paladino

Al via il 61° Festival Puccini di Torre del Lago tra polemiche e defezioni.
Il pubblico applaude gli interpreti, gelo sulla regia e sulla scenografia di Paladino

In scena la Tosca, per la Dessì è trionfo

di Elena Percivaldi

TORRE DEL LAGO - Le carte per il successo c'erano tutte. Uno dei titoli più popolari di Puccini apriva il Festival di Torre del Lago con due superstar della lirica come Daniela Dessì e Fabio Armiliato nei ruoli dei protagonisti e le scenografie di un artista notissimo e apprezzato come Mimmo Paladino a far da padrone sul palco. Ma ci si sono messe le polemiche. Dapprima hanno accompagnato la nomina a presidente del Festival Pucciniano, il primo luglio, di Alberto Veronesi con conseguente revoca dell'incarico al vecchio presidente Adalgisa Mazza e azzeramento dei Cda e Cdi. Poi sono esplose virulente a seguito della richiesta agli artisti, da parte della nuova presidenza, di ridursi il cachet già stabilito anche del 50 per cento. E poi nei caldissimi giorni precedenti l'avvio (giovedì 22) è arrivato il cambio della regista Vivien Hewitt dopo ben dodici giorni di prove, sostituita non si è ben capito perché da Giorgio Ferrara, con relativo codazzo giudiziario e accordo in extremis su nuove produzioni da realizzare. Infine, la sorpresa (per molti giunta addirittura a rappresentazione iniziata: il nome non era nemmeno sul cartellone!) del forfait di Armiliato, sostituito al volo, il giorno stesso, da Aquiles Machado che i retroscena dicono esser giunto di corsa da Tel Aviv e buttato in scena senza nemmeno aver avuto il tempo di provare.
Insomma, più accidentata di così, la “Tosca” che apriva la 61ma edizione del Festival non poteva essere. E se pure c'è stato un gran successo di pubblico (anche se non si è registrato il tutto esaurito), lo spettacolo che è andato in scena tra alti e bassi, nel complesso non ha del tutto convinto se non addirittura ha deluso.

Cominciamo dalla parte musicale. Valerio Galli, viareggino, si sente che Puccini ce l'ha nel sangue. La sua bacchetta è fluida e corretta, altrove ha regalato interpretazioni egregie ma in questa occasione l'aria – vuoi per le polemiche, vuoi per le oggettive difficoltà con Machado con cui non ha provato - era strana e anche lui ne ha un po' risentito. Il primo atto ha registrato qua e là tempi un pochetto mosci e colori troppo uniformi. I finali invece sono stati, tutti e tre, veramente incisivi. Ma sicuramente nelle prossime recite darà di più.
Daniela Dessì ha condotto come al solito in maniera eccezionale, da veterana del ruolo del titolo, lo spettacolo confermandosi ancora una volta una gran gioia per gli occhi e per le orecchie. La presenza scenica è sempre superba, di Tosca dimostra di possedere ogni piccola sfumatura che rende recitando ma anche con grande generosità di voce sempre piena, rotonda, sicura. Il pubblico, che l'ha accolta con un'ovazione ha poi applaudito a lungo il suo sentitissimo e commovente “Vissi d'arte”, chiedendo a gran voce il bis subito concesso. Una performance di classe adamantina per una gran signora della lirica, e il trionfo è assolutamente meritato.
Non altrettanto si può dire di Aquiles Machado, cui però occorre riconoscere tutte le attenuanti dell'arrivo in corsa da lontano e della quasi assenza di prove. La voce è parsa poco squillante e giù di tono, probabilmente per la stanchezza e lo stress accumulato. Buona nei centri, è sempre stata invece in notevole difficoltà sugli acuti e nel primo atto ha denunciato qualche problema di controllo. Ha comunque carburato col tempo e da un inizio decisamente in sordina (“Recondita armonia” stiracchiata e flebile) ha preso via via coraggio fino al finale in crescendo, risultando comunque nel complesso un Mario Cavaradossi poco più che sufficiente. Da riascoltare.
Alberto Mastromarino ha tratteggiato uno Scarpia cattivo ma non troppo, con un timbro però forse un po' appannato rispetto al solito e il volume un po' meno corposo. Non lo ha aiutato la regia del secondo atto, decisamente statica e deprimente con lui che avrà mosso si e no dieci passi restando per il resto inchiodato dietro alla scrivania.
Sufficienti il Sacrestano di Angelo Nardinocchi, lo Sciarrone di Velthur Tognoni, buoni lo Spoletta di Ugo Tarquini e il Carceriere di Pedro Carillobuono, così così l'Angelotti di Luigi Roni, interessante il Pastorello di Marco Rimicci che cammina tra il pubblico. Menzione anche per il coro e le voci bianche. Alla fine applausi per tutti gli interpreti, con ovazioni per la Dessì e Galli.

Gelo iniziale e poi qualche fischio e buu, invece, per la parte di scenografia e regia che, in effetti, ha lasciato molto perplessi. Per la regia si registra qualche incongruenza (il ventaglio della Attavanti menzionato da Scarpia ma che compare in ritardo), ma soprattutto tanta (troppa!) staticità (il già menzionato Scarpia inchiodato alla scrivania per tutto il secondo atto, il coro che si muove al rallentatore e poi se ne sta fisso con effetto surreale, ecc.). Per la scenografia, invece... Mimmo Paladino, artista che peraltro di solito appreziamo, ha voluto raccontare l'opera (lo ha spiegato in un'intervista) «visivamente attraverso oggetti simbolo». Quindi, via la chiesa di Sant’Andrea della Valle, sostituita da un portale al centro della scena fatto di marmo e cemento, simil chiesa anni Settanta tanto orribile, come i modelli che richiama, da invocare la ruspa. Via l’altare della Madonna, al suo posto una semplice forma geometrica e un quadro vuoto («perché lo spirituale – dice - non può avere forma figurativa, non si può catturare in un’immagine e non lo si può rappresentare»: e tutta l'arte sacra occidentale dove la mettiamo, Maestro?). Via il barocco Palazzo Farnese, sorge invece una questura post-contemporanea fatta di muri a striature bianche e rosse, alle pareti le foto segnaletiche delle vittime di Scarpia, manco fossimo a Guantanamo. Via la statua di San Michele Arcangelo, al suo posto un meteorite che cadendo ha trascinato con sé le stelle evocate dal Cavaradossi, che si illuminano sinistramente effetto albero di Natale mentre il tenore le canta. Finale col suddetto meteorite che si spalanca e Tosca che si lancia da lì nel vuoto (?). Via tutto. Ok. Ma perché? E per dire che cosa? Sinceramente non si è capito. Per noi una scenografia fredda come il ghiaccio (e meno male che è Tosca, sinonimo di passione), paurosamente inutile, ma soprattutto (stiamo parlando di Puccini, e siamo in Italia, che diamine!) esteticamente brutta. In un'occasione così, davvero un peccato. 


(Tratto da Classicaonline) 

venerdì 12 giugno 2015

TORRE DEL LAGO (LU) - Ecco il programma del Puccini Festival. Al via con la "Tosca" secondo Mimmo Paladino


LIRICA: MIMMO PALADINO “SCOLPISCE” LA NUOVA TOSCA CON DANIELA DESSÌ E FABIO ARMILIATO,
16 APPUNTAMENTI NEL TEMPIO DI GIACOMO PUCCINI
In cartellone la Turandot con Giovanna Casolla, la Madama Butterfly con Svetla Vassileva e il Trittico







TORRE DEL LAGO (LU) - La nuova Tosca con le scene di Mimmo Paladino apre la 61 esima edizione del Festival Pucciniano di Torre del Lago (Lu). In cartellone, oltre al nuovo allestimento del melodramma in tre atti di Giacomo Puccini con Daniela Dessì e Fabio Armiliato, la Turandot con Giovanna Casolla che festeggia in scena i 20 anni del ruolo della Principessa di Ghiaccio, la Madama Butterfly con Svetla Vassileva ed il giovane tenore Sergio Escobar. Chiude la programmazione il Trittico con i tre atti unici Il Tabarro, Suon Angelica e Gianni Schicchi. 16 saranno complessivamente gli appuntamenti con la lirica pucciniana eseguita dall’Orchestra e dal Coro del Festival. Direzione Artistica a cura di Daniele de Plano.

Sono notti di grandi lirica quelle sulle rive del Lago di Massaciuccoli, in Toscana, dove dal 24 luglio al 30 agosto torna puntale la programmazione del Gran Teatro all’aperto intitolato al grande compositore promossa dalla Fondazione Festival Pucciniano con il contributo del Comune di Viareggio, Provincia di Lucca e Regione Toscana. Una stagione caratterizzata dal nuovo ed attesissimo allestimento della Tosca (24, 31 luglio, 15, 21 e 30 agosto) realizzato dall’artista e scultore Mimmo Paladino con Daniela Dessì e Fabio Armiliato nel ruolo di Mario Cavaradossi, Giovanni Meoni (Barone Scarpia), Paolo Battaglia e  Elia Todisco (Cesare Angelotti) per la regia di Vivien Hewitt e la direzione di Valerio Galli. Vedremo, in altrettante serate, i quattro finali della Turandot, quello di Berio, i due di Alfano e quello che si conclude nel punto in cui Puccini aveva lasciato il lavoro (25 luglio, 7, 16, 23 agosto) ma anche la produzione colossal cinese eseguita dalla Compagnia ospite del China National Opera House di Pechino per la regia di Wang Huquan e la direzione di Yu  Feng (28 agosto).

Non solo opera. Anche musica e danza con il live dei mitici Spandau Ballet (9 agosto) e le eroine pucciniane del coreografo e ballerino francese Julien Lestel (18 agosto) sul palcoscenico del Gran Teatro all’aperto del Festival Pucciniano di Torre del Lago (Lu). In programma, nell’ambito del Festival, anche mostre di arte contemporanea e ed eventi collaterali.

I biglietti possono essere acquistati online al sito www.puccinifestival.it, presso la biglietteria del Gran Teatro Giacomo Puccini (Via delle Torbiere. Info 0584.359322), presso il punto vendita TuttoEventi a Viareggio (Viale Margherita, 1) e sui circuito ticketone, boxoffice, vivaticket o scrivendo a ticketoffice@puccinifestival.it.

Per consultare il programma completo www.puccinifestival.it.

lunedì 2 febbraio 2015

NOVARA / La Dessì nel nuovo allestimento di Turandot prodotto dalla Fondazione Teatro Coccia

Novara, 27 gennaio 2015. Torna l’opera lirica al Teatro Coccia di Novara, dopo La Traviata e Les Contes d’Hoffmann, venerdì 6 febbraio alle 20.30 e domenica 8 febbraio alle 16 va in scena Turandot di Giacomo Puccini in un nuovo allestimento prodotto dalla Fondazione Teatro Coccia.
Daniela Dessì
Protagonista dell’opera pucciniana, nei panni della principessa Turandot, Daniela Dessì, oggi considerata uno dei soprani più importanti al mondo, interprete di riferimento per il repertorio verdiano, pucciniano e verista. La sua bellissima voce, la tecnica impeccabile e uno straordinario istinto drammatico le hanno permesso di spaziare da Monteverdi a Prokof’ev e di affrontare più di settanta titoli operistici, come testimonia la motivazione di “soprano assoluto” con cui le è stato conferito il Premio Belcanto “Celletti” nel 2011. Richiesta nei teatri e nei festival più importanti del mondo, ha collaborato con i più autorevoli direttori d’orchestra e con i più importanti registi. Tra i suoi maggiori recenti successi vanno menzionati Tosca a Firenze, dove ha eseguito il bis di “Vissi d’arte”, a 52 anni di distanza dall’ultimo bis di un’aria concesso da Renata Tebaldi, Madama Butterfly a Roma e a Palermo, Adriana Lecouvreur a Barcellona, Tosca ad Atene e a Berlino, i concerti a San Paolo in Brasile in duo con Fabio Armiliato, il recital Novecento Italiano Rarities al Festival dei Due Mondi di Spoleto e all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, La forza del destino a Liegi, Aida all’Arena di Verona e La bohème con la regia di Ettore Scola al Festival Puccini di Torre del Lago.
La regia dell’opera è di Mercedes Martini. Diplomata alla scuola del Piccolo Teatro di Milano diretta da Giorgio Strehler, recita in “I giganti della montagna”, “La grande magia”, “Arlecchino servitore di due padroni”. Ha continuato la sua formazione frequentando seminari con Bruce Myers, Carolyn Carlson, Carlos Alsìna e Tatiana Olear del Teatro d’Arte di Mosca. Ha collaborato con molti registi, fra cui Elio De Capitani, Ferdinando Bruni, Francesco Saponaro, Pierpaolo Sepe, Gigi dall’Aglio, Armando Pugliese.
Mercedes Martini
Sul podio, a dirigere l’Orchestra Filarmonica Pucciniana, il Maestro Matteo Beltrami, che nei suoi diciassette anni di carriera ha debuttato in oltre trenta titoli operistici spaziando dal barocco a prime assolute di opere contemporanee dirigendo nella maggior parte dei teatri italiani: San Carlo di Napoli, Massimo di Palermo, Bellini di Catania, Carlo Felice di Genova, Filarmonico di Verona, La Fenice di Venezia, Verdi di Trieste, Coccia di Novara, Verdi di Pisa, Giglio di Lucca, Goldoni di Livorno, Festival Verdi di Parma, Politeama Greco di Lecce, Della Fortuna di Fano, Pergolesi di Jesi, De Carolis di Sassari, Dal Verme di Milano, Festival Puccini di Torre del Lago, tra gli altri.
Nel ruolo di Calaf, il tenore Walter Fraccaro, Liù, la giovane schiava, il soprano Francesca Sassu, Ping, gran cancelliere, il baritono Bruno Praticò, Pong, gran cuciniere, il tenore Matteo Falcier, Pang, gran provveditore, il tenore Saverio Pugliese, Altoum, Imperatore padre di Turandot, il tenore Nicola Pisaniello, Timur, Re tartaro spodestato, è il basso Elia Todisco, il Mandarino è il baritono Daniele Cusari e il Principe di Persia il tenoreVladimir Reutov.
Scene e luci sono di Angelo Linzalata, i costumi di Elena Bianchini.
Il costo dei biglietti per lo spettacolo varia dai 30,00 ai 60,00 euro, a seconda del settore del teatro prescelto. E’ possibile acquistare i biglietti presso la biglietteria del teatro (Via Rosselli, 47 a Novara – telefono 0321233201) aperta da martedì a sabato dalle 10.30 alle 18.30, oppure online sul sito www.fondazioneteatrococcia.it.

Fonte. Comunicato stampa

venerdì 9 gennaio 2015

TORINO / Al Regio l'inedito dittico Puccini & Granados: due atti unici del Novecento riuniti per la prima volta in una nuova produzione


Giovedì 15 gennaio il Teatro Regio presenta un inedito dittico formato dalle opere Goyescas, di Enrique Granados, e Suor Angelica, di Giacomo Puccini. Entrambi i titoli sono presentati in un nuovo allestimento, coprodotto con il Maggio Musicale Fiorentino e il Teatro San Carlo di Napoli, con la regia e le scene di Andrea De Rosa e la direzione di Donato Renzetti. Goyescas e Suor Angelica saranno in scena il 15, 20 e 23 gennaio alle ore 20 e il 18 e 25 gennaio alle 15.
In Goyescas: Giuseppina Piunti sarà Rosario, Andeka Gorrotxategui interpreterà Fernando, Fabián Veloz sarà Paquiro.
In Suor Angelica, protagonista sarà il soprano Amarilli Nizza, Anna Maria Chiuri sarà zia Principessa, Valeria Tornatore sarà la suora infermiera, Silvia Beltrami la suora zelatrice, Damiana Mizzi Suor Genovieffa e Claudia Marchila maestra delle novizie.
L’Orchestra del Teatro Regio sarà diretta da Donato Renzetti. Regia e scene del nuovo allestimento sono di Andrea De Rosa e i costumi di Alessandro Ciammarughi; Michela Lucenti firma le coreografie di Goyescas e i movimenti scenici di Suor Angelica; le luci sono di Pasquale Mari. Il Coro del Teatro Regio e il Coro di voci bianche del Regio e del Conservatorio “G. Verdi”, quest’ultimo presente in Suor Angelica, sono istruiti da Claudio Fenoglio. Entrambe le opere vedranno la presenza della compagnia Balletto Civile, impegnata nelle coreografie e nei movimenti scenici.
Goyescas e Suor Angelica verranno trasmesse in diretta su Rai-Radio3 il 15 gennaio alle ore 20, serata inserita anche all’interno del circuito Euroradio.
Al Piccolo Regio Puccini, per gli Incontri con l’Opera, il dittico sarà presentato al pubblico dalla giornalista Susanna Franchi, mercoledì 14 gennaio alle ore 17.30; ingresso libero. Per i melomani o i curiosi che amano scoprire le regole della messa in scena, sabato 10 gennaio alle ore 15 appuntamento con Sabato all’Opera, in cui verranno presentate le opere; si potrà, inoltrre, assistere a parte di una prova e visitare il teatro. Prenotazioni all’Ufficio Attività Scuola - Tel. 011.8815.209.
Dopo la copertura del Teatro Regio Torino Rossini Tour, Paola Giunti tornerà nel backstage del teatro per scoprire divertenti curiosità sugli interpreti e sul nuovo allestimento con le Pillole di Passione, visibili sul sito del Regiowww.teatroregio.torino.it e sul nostro canale YouTube.com/TeatroRegioTorino.
Biglietti in vendita presso la Biglietteria del Teatro Regio, piazza Castello 215 - Tel. 011.8815.241/242, presso Infopiemonte-Torinocultura, alla Biglietteria del Teatro Stabile, on line su www.vivaticket.it e telefonicamente con carta di credito al n. 011.8815.270. Info: tel. 011.8815.557.
Grazie agli Amici del Regio, per gli under 30 e gli over 65 i biglietti costano solo 18 euro. L’offerta è valida per tutte le recite e fino a esaurimento dei posti disponibili. Biglietti in vendita esclusivamente alla Biglietteria delTeatro Regio e telefonicamente al n. 011.8815.270.

giovedì 9 ottobre 2014

La stagione lirica di Bologna? Con Mariotti sarà all'insegna del nuovo

Gli ingredienti per una stagione di successo ci sono tutti. C'è la stra-conferma di Michele Mariotti, neo-nominato direttore musicale e ormai, a soli trentacinque anni, uno delle bacchette più apprezzate, e non solo in Italia. E poi ben 16 titoli in cartellone, di cui 8 nuove produzioni o co-produzioni e ben 2 prime assolute tutte contemporanee, “Il suono giallo” del milanese Alessandro Solbiati (autore anche del libretto tratto da un testo di Kandinsky), e le “Conversazioni con Chomsky 2.0” di Emanuele Casale dedicato al grande linguista, filosofo e teorico della comunicazione statunitense nel quale i video-protagonisti sono figure reali della storia e delle cronache del nostro tempo.
 Il Teatro Comunale di Bologna annuncia dunque una partenza col botto l'11 gennaio 2015 con “Un ballo in maschera” di Verdi, sul podio Mariotti, nuova produzione con l'attesissima regia di Damiano Michieletto: sul capolavoro verdiano, alla Scala di recente ha proposto una particolare lettura “politica” inserendo in scena un party elettorale all'americana. Risultato: osanna alternati a contestazioni fortissime, perché quando c'è lui è sempre così, o lo si ama o lo si detesta, tertium non datur. Il cast vedrà l'ottimo Gregory Kunde, Luca Salsi, Tamar Iveri e Anita Rachvelishvili.
Seguono, a febbraio la “Butterfly” di Puccini diretta da Hirofumi Yoshida e il “Don Pasquale” donizettiano con la direzione di Giuseppe La Malfa e gli interpreti della Scuola dell’Opera Italiana. 
Ad aprile, ecco altre due nuove produzioni della stagione: “Jenufa” di Leóš Janáček, regia e scene di Alvis Hermanis in coproduzione con il Teatro de La Monnaie di Bruxelles e il Bolshoi di Mosca, e “Il Flauto Magico” di Mozart, con la direzione di Mariotti, in un interessante allestimento multimediale condiviso con Fanny & Alexander, gruppo leader della nuova scena teatrale contemporanea, con cui collaborano i video autori di Zapruderfilmmakersgroup. A giugno sarà la volta del citato “Il suono giallo” di Solbiati, con la regia di Franco Ripa di Meana e le scene di Gianni Dessì. Poi, dopo la pausa estiva, torna il visionario e già celebrato “Macbeth” di Verdi con la regia di Robert Wilson e la direzione di Roberto Abbado; arriva in prima assoluta per l'Italia l'”Elektra” di Richard Strauss del Teatro del La Monnaie e del Liceu di Barcellona per la regia di Guy Joosten (sul podio Lothar Zagrosek). Infine, si chiude con il già visto “Elisir d'Amore” di Donizetti con la regia di Rosetta Cucchi (sul podio si alternano Stefano Ranzani e Roberto Polastri).
Da segnalare ancora la tournée in Oman nel mese di marzo, i progetti speciali (tra cui uno dedicato a Luigi Nono), le iniziative legate all’ambito della formazione per i giovani e i giovanissimi, gli impegni estivi dei complessi artistici del Teatro tra cui spicca il Rossini Opera Festival a Pesaro, nonché le manifestazioni realizzate in collaborazione con la Cineteca di Bologna nell'ambito della Rassegna “Il Cinema Ritrovato” e le manifestazioni in collaborazione con altre istituzioni nel quadro dell'estate bolognese.
Spazio anche alla danza, con l'avvio di una nuova collaborazione con ERT - Arena del Sole per quattro spettacoli, e una nuova produzione de “La Sagra della Primavera” di Stravinsky, affidata a Virgilio Sieni, uno dei più importanti coreografi contemporanei. Si rivedrà poi il classico “Romeo e Giulietta” di Prokofev con la celebratissima Compagnia Djagilev di Perm', e arriverà il musical “Evita” di Tim Rice e Andrew Lloyd Webber messo in scena in collaborazione con la Bernstein School of Musical Theater di Bologna. Un programma che mantiene, nelle intenzioni, il solco tracciato dal triennio appena chiuso per quanto riguarda l'internazionalizzazione della linea artistica, la valorizzazione del contemporaneo, la formazione e la divulgazione musicale e la sinergia con le istituzioni cittadine.


Info e programma completo: www.comunalebologna.it

(elena percivaldi)