Musica

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martedì 28 giugno 2016

Ritrovati in Belgio quattro autografi di Spontini: sono partiture finora ritenute scomparse

Eccezionale ritrovamento nella Biblioteca del Castello d’Ursel in Hingene (Belgio) di quattro manoscritti autografi di Gaspare Spontini, relativi a partiture ritenute scomparse. Si tratta di tre opere e una cantata, il melodramma buffo Il quadro parlante del 1800, il dramma giocoso Il Geloso e l'audace del 1801 (Palermo), la farsa giocosa Le metamorfosi di Pasquale Ossia Farsa del 1802 (Roma) e la cantata L'Eccelsa gara del 1806 (Parigi).
L’eccezionale ritrovamento è stato presentato il 27 giugno alla stampa, nel Castello d’Ursel, dalla Contessa Ursula d'Ursel, dai ricercatori della biblioteca del Conservatorio Reale di Anversa e dal deputato federale Luk Lemmens. Le quattro partiture erano considerate perdute, ed il loro ritrovamento – è stato detto -  “potrebbe colmare una lacuna nella biografia e nella produzione artistica di Spontini”, soprattutto perché si tratta di opere di un “meno documentato, ma cruciale periodo della vita del compositore”. Si pensa che i manoscritti nella biblioteca ducale del Castello d'Ursel siano giunti attraverso gli eredi di Celeste Erard, moglie di Gaspare Spontini. Sabine Franquet de Franqueville, moglie del duca Roberto d'Ursel (1873-1955), discendente sul lato della madre dalla dinastia Erard, potrebbe essere entrata in possesso delle partiture.

I ricercatori del Conservatorio Reale di Anversa stanno studiano le partiture in vista di esecuzioni e registrazioni ed hanno contattato nelle scorse settimane l’amministratore delegato della Fondazione Pergolesi Spontini, William Graziosi, chiedendo la collaborazione dell’azienda culturale di Jesi dopo aver visto il dvd de “La fuga in maschera” di Spontini allestita al Teatro Pergolesi nel 2012. Il 5 luglio prossimo  i rappresentati del  Conservatorio Reale di Anversa incontreranno i vertici della La Fondazione Pergolesi Spontini , a Roma presso la Sala Cinema dell’AGIS nazionale in occasione della presentazione della prossima edizione del Festival Pergolesi Spontini.
La Fondazione Pergolesi Spontini si conferma dunque punto di riferimento della musicologia internazionale grazie ad una intensa attività volta a valorizzare l’opera di Gaspare Spontini e di Giovanni Battista Pergolesi, attarverso la ricerca (grazie ai Comitati di Studi intitolati ai due autori), la realizzazione di edizioni critiche delle partiture, la messa in scena delle opere (nel Festival Pergolesi Spontini, in Italia e all’estero), e la registrazione di dvd per prestigiose etichette discografiche.
“La Fondazione Pergolesi Spontini – spiega l’AD William Graziosi - gioisce dell'eccezionale ritrovamento delle partiture spontiniane, che colmano una lacuna tra la fine del periodo italiano e gli esordi parigini del compositore, a cavallo tra Settecento e Ottocento: sono già stati avviati i primi contatti con la Biblioteca del Conservatorio Reale di Anversa per lo studio delle partiture, con l'obiettivo di vederle sulla scena, come è avvenuto con La fuga in maschera nel 2012, anch’essa ritenuta scomparsa e acquistata sul mercato antiquario dal Comune di Maiolati Spontini”.


martedì 7 giugno 2016

ANCONA / Amore, gelosia, tradimento, follia: ritratti di donna per Opera Ancona Jesi

Dal 23 settembre al 17 dicembre un’unica STAGIONE LIRICA 2016 del Teatro delle Muse “Franco Corelli” di Ancona e del Teatro di Tradizione “G.B. Pergolesi” di Jesi. Sei spettacoli d’opera e due concerti, tra grande repertorio e rarità musicali con Lucia di Lammermoor di Donizetti, Tosca di Puccini, La Traviata di Verdi, Adelson e Salvini di Bellini, il dittico Cavalleria rusticana di Mascagni e Pagliacci di Leoncavallo, La scuola de’ Gelosi di Salieri, l’oratorio Ester, liberatrice del popolo Ebreo di Stradella ed il concerto “Per la ritrovata salute di Ofelia. Mozart vs Salieri”.





Un’unica, grande, STAGIONE LIRICA 2016 dal 23 settembre al 17 dicembre è la proposta di “OPERA ANCONA JESI”promossa ed organizzata dalla Fondazione Teatro delle Muse e dalla Fondazione Pergolesi Spontini con la direzione artistica di Vincenzo De Vivo. Il programma che unisce gli appuntamenti della Stagione Lirica 2016 delTeatro delle Muse di Ancona e della 49ª Stagione Lirica di Tradizione del Teatro G.B. Pergolesi di Jesi, propone titoli del grande repertorio e preziose rarità musicali, sotto il comune tema “Amore, gelosia, tradimento, follia: ritratti di donna”.
Sui due palcoscenici, la stagione si dipana creando richiami tra un’opera e l’altra: sei spettacoli d’opera e due concerti segnano il percorso nel passato - con un’arcata lunga più di tre secoli - dalla Roma seicentesca di Stradella alla Roma di Tosca, alle soglie del Novecento, passando dalla Vienna di Salieri e Mozart, sostando a Milano, Napoli, Venezia, le capitali italiane del melodramma romantico. Nella musica di epoche e luoghi lontani, si delineano i ritratti di donne protagoniste e oggetto di vicende che mutano profondamente la loro interiorità, segnandone il destino. Autorevoli presenze direttoriali e registi di fama internazionale assicurano un alto livello delle produzioni, di cui cinque nuove.
Numerosi gli eventi intorno alle opere liriche che animeranno Ancona e Jesi per tutto l’autunno, nell’ambito di un cartellone integrato caratterizzato da una immagine unica, agevolazioni di biglietteria, attività di promozione coordinate, strategie condivise e momenti di incontro per un pubblico di appassionati e per cittadini curiosi.

La Stagione Lirica 2016 “Opera Ancona Jesi” è stata presentata oggi, martedì 7 giugno 2016, nel corso di una conferenza stampa presso la Regione Marche, alla presenza degli assessori alla Cultura Paolo Marasca (Ancona) eLuca Butini (Jesi), di Velia Papa direttore delle Fondazione Teatro delle Muse, di William Graziosi amministratore delegato della Fondazione Pergolesi Spontini, di Vincenzo De Vivo direttore artistico della Fondazione Teatro delle Muse e della Fondazione Pergolesi Spontini.

ll cartellone di “Opera Ancona Jesi” si apre al Teatro delle Muse “Franco Corelli” di Ancona con due titoli d’opera tra i più amati dal pubblico, Lucia di Lammermoor e Tosca, in due nuovi allestimenti curati dalla Fondazione Teatro delle Muse.
Venerdì 23 settembre alle ore 20,30 e domenica 25 settembre alle ore 16, va in scena Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti. Dirige l’opera Giuseppe Grazioli, mentre Federico Bertolani firma la regia del nuovo allestimento con le scene ed i costumi di Lucio Diana; nella compagnia di canto, protagonisti sono Zsusana Markova (Lucia), Francesco Demuro (Sir Edgardo di Ravenswood), Giorgio Caoduro (Lord Enrico Ashton), Ugo Guagliardo (Raimondo Bidebent), Sehoon Moon (Lord Arturo Bucklaw).
Venerdì 14 ottobre alle ore 20,30 e domenica 16 ottobre alle ore 16 appuntamento con Tosca di Giacomo Puccini, un nuovo allestimento della Fondazione Teatro delle Muse con la direzione di Guillaume Tournaire, la regia di Pete Brooks, le scene ed i costumi di Laura Hopkins, video di Simon Wainwright e luci di Andrew Croft. Nella compagnia di canto, il soprano rumeno Cellia Costea è Floria Tosca, Antonello Palombi è Mario Cavaradossi, Alberto Gazale è il Barone Scarpia, Alessandro Spina interpreta Cesare Angelotti, Davide Bartolucci è il Sagrestano.
Per entrambe le produzioni sono impegnati l’Orchestra Sinfonica “G. Rossini” e il Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini”.

Segue, al Teatro G.B. Pergolesi di Jesi, La traviata di Giuseppe Verdi, venerdì 21 ottobre alle ore 20,30 con replicadomenica 23 ottobre alle ore 16 ed un’anteprima giovani mercoledì 19 ottobre alle ore 16 riservata ai partecipanti del progetto “Ragazzi… all’opera”. L’opera è diretta da Pietro Rizzo, nell’allestimento della Fondazione Pergolesi Spontini, con la regia Henning Brockhaus, la ricostruzione scenografica da un’idea di Josef Svoboda a cura di Benito Leonori e i costumi di Giancarlo Colis. Nella compagnia di canto, Violetta Valery è Cristina Pasaroiu, Alfredo Germont è interpretato da Vincenzo Costanzo, Giorgio Germont è Roberto De Candia.
Il cartellone lirico di Jesi prosegue venerdì 11 novembre alle ore 20,30 e domenica 13 novembre alle ore 16(anteprima giovani mercoledì 9 novembre ore 16) con la prima opera di Vincenzo Bellini, il dramma per musica in tre atti Adelson e Salvini, in un nuovo allestimento della Fondazione Pergolesi Spontini in coproduzione con Teatro Massimo “V. Bellini” di Catania. Direttore è lo spagnolo José Miguel Perez Sierra, la regia è di Roberto Recchia, le scene di Benito Leonori, i costumi di Patricia Toffolutti. Protagonista nel ruolo dell’orfana Nelly è Cecilia Molinari, Mert Sungu canta Salvini, Rodion Pogossov è Lord Adelson, Baurzhan Anderzhanov è Struley.  L’opera è offerta nella versione originale, scritta dal giovanissimo compositore al termine dei suoi studi di conservatorio, con i dialoghi parlati ed il ruolo del basso buffo cantato in napoletano.
Venerdì 2 dicembre alle ore 20,30 e domenica 4 dicembre alle ore 16 con anteprima giovani mercoledì 30 novembre alle ore 16, va in scena il dittico Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, in una nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini in coproduzione con Opéra-Théâtre de Metz Métropole e Opéra de Toulon. Daniel Gil de Tejada fa il suo debutto direttorale in Italia; la regia è di Paul-Émile Fourny, le scene sono curate da Benito Leonori e i costumi da Giovanna Fiorentini. Nella compagnia di canto di “Cavalleria rusticana” Santuzza è Norma Fantini, Turiddu è Alin Stoica, Alfio è interpretato da Fabian Veloz, e Lucia da Giovanna Lanza. Per “Pagliacci”, Nedda è Maria Teresa Leva, Canio è Ilia Govzich, Tonio è Fabian Veloz, Silvio è Dionisios Sourbis.
Le tre produzioni si avvalgono dell’Orchestra Sinfonica “G. Rossini” e del Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini”
Quarto titolo d’opera a Jesi è il dramma giocoso in due atti La scuola de’ gelosi di Antonio Salieri, dramma giocoso in due atti su libretto di Caterino Mazzolà, nella versione viennese rimaneggiata da Lorenzo Da Ponte, in programma venerdì 16 dicembre alle ore 20,30 con replica domenica 18 dicembre alle ore 16 e anteprima giovanimercoledì 14 dicembre alle ore 16. L’opera, con la direzione di Giovanni Battista Rigon sul podio de I Virtuosi Italiani, la regia di Italo Nunziata, le scene e costumi di Andrea Belli e Valeria Donata Bettella, vede in scena un cast di giovani interpreti con i Solisti dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino. Si tratta di un nuovo allestimento della Fondazione Pergolesi Spontini in coproduzione con Teatro Marrucino di Chieti, Accademia del Maggio Musicale Fiorentino, e in collaborazione con Teatro Salieri di Legnago, Teatro Comunale di Vicenza, Teatro Ristori di Verona.
Chiudono la Stagione Lirica ”Opera Ancona Jesi” due preziosi concerti.
Sabato 19 novembre alle ore 21 al Teatro Pergolesi di Jesi l’appuntamento è con Ester, liberatrice del popolo Ebreo, oratorio in due parti a cinque voci, su testo di Lelio Orsini e musiche di Alessandro Stradella. Andrea De Carlo dirige l’Ensemble del Conservatorio “A. Casella” de L’Aquila, nell’ambito del progetto “Stradella’s Project” nato dalla collaborazione tra Conservatorio “A. Casella” de L’Aquila, Fondazione Pergolesi Spontini, Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini, Associazione Musicale Estense, Festival Alessandro Stradella, Accademia di Belle Arti di Roma, Accademia d’Arte Lirica di Osimo, Oratorio del Gonfalone di Roma.
Sabato 17 dicembre alle ore 21, al Teatro Moriconi di Jesi, I Virtuosi Italiani diretti da Alberto Martini, ed il soprano Valeria Esposito sono i protagonisti del concerto “Per la recuperata salute di Ofelia. Mozart vs Salieri”. In programma, le pagine della cantata Per la recuperata salute di Ofelia riscoperte qualche mese fa nella Biblioteca di Praga, con musiche di Wolfgang Amadeus Mozart e Antonio Salieri scritte per una grande interprete mozartiana, Nancy Storace, incluse in una nuova composizione del compositore aquilano Marco Taralli, in prima esecuzione assoluta, che intona il testo di Lorenzo Da Ponte. Il concerto è dedicato alla memoria del giornalista Alberto Pierucci, spettatore appassionato ed amico del Teatro.

Da mercoledì 15 giugno (rinnovo abbonamenti) e da giovedì 21 luglio (nuovi abbonamenti) sarà possibile acquistare gli abbonamenti della Stagione Lirica “Opera Ancona Jesi” 2016 presso le Biglietterie del Teatro delle Muse e del Teatro Pergolesi.
Oltre ai consueti abbonamenti alla stagione lirica di Ancona (2 titoli d’opera da euro 26 a euro 115) e di Jesi (4 titoli d’opera da euro 80 a euro 208), il pubblico potrà acquistare un abbonamento unico e integrato “Opera Ancona Jesi” (6 titoli d’opera da euro 130 a euro 311).
Ogni abbonato riceverà, inoltre, come lo scorso anno, l’OPERA CARD per poter usufruire di agevolazioni sui singoli spettacoli.
Dal 12 settembre, con l’avvio della vendita dei singoli biglietti, sarà disponibile anche il carnet a posto libero che comprende 3 opere e 1 concerto (pacchetti da euro 81 a euro 194).
Presso le due biglietterie, inoltre, sarà possibile prenotare un servizio di trasporto organizzato da teatro a teatro (servizio a pagamento con costo variabile in base al numero dei partecipanti).


La Stagione Lirica della Fondazione Teatro delle Muse di Ancona è sostenuta dai Soci Fondatori Comune di Ancona, Fondazione Cariverona / Con il contributo di Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Marche Camera di Commercio / Con il contributo speciale di Cariverona / Con il sostegno di Associazione Palchettisti del Teatro delle Muse / in collaborazione con Marche Teatro / Main partner UBI Banca Popolare di Ancona, Angelini, Prometeo Estra / Partner tecnico Bruno e Mauda Galdenzi Hairstylist, Profumerie Galeazzi / Media partner Radio Arancia.

La 49ª Stagione Lirica di Tradizione del Teatro G.B. Pergolesi di Jesi, è organizzata dalla Fondazione Pergolesi Spontini con il sostegno di Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo, e della Regione Marche / Soci Fondatori Comune di Jesi, Comune di Maiolati Spontini / Partecipanti Aderenti Comune di Monsano, Comune di Montecarotto, Comune di San Marcello / Partecipante Sostenitore Camera di Commercio di Ancona / Fondatori Sostenitori Art Venture: Gruppo Pieralisi, Leo Burnett, Moncaro, New Holland-Gruppo Fiat, Starcom Italia / Sponsor tecnico Santarelli & Partners / Sponsor principale Banca Marche





INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

Biglietteria Teatro delle Muse
Via della Loggia – 60121 Ancona
tel. 071 52525 
biglietteria@teatrodellemuse.org

Biglietteria Teatro G.B. Pergolesi
Piazza della Repubblica, 9 – 60035 Jesi (AN)
tel. 0731 206888 – fax 0731 224105


giovedì 14 aprile 2016

BOLOGNA / Mariotti e Alaimo raccontano Mahler

Nicola Alaimo

BOLOGNA - “I due occhi azzurri del mio tesoro, sono loro che mi hanno reso viandante per il mondo. Ecco, devo salutare i luoghi più cari! O occhi azzurri, perché mi avete guardato? Ora avrò pena e dolore in eterno”. Sono le parole dell’ultimo dei quattro Lieder eines fahrenden Gesellen (Canti di un viandante), unico tra i grandi cicli di Lieder sinfonici di cui Gustav Mahler scrisse anche i testi. Furono composti fra il 1884 e il 1885, in un periodo di grandi angosce sentimentali causate dall’amore giovanile e sfortunato del musicista austriaco per il soprano Johanna Richter. Il Teatro Comunale di Bologna li propone nella sua Stagione concertistica domenica 17 aprile alle 20.30 al Teatro Manzoni. 
Protagonista dei Lieder il baritono palermitano Nicola Alaimo, noto interprete del repertorio belcantistico e ospite regolare dei teatri più prestigiosi, dalla Royal Opera House Covent Garden di Londra all'Opéra de Paris. Sul podio dell'Orchestra del Comunale il Direttore Musicale del teatro felsineo Michele Mariotti, reduce da un personale successo ne I due Foscari al Teatro alla Scala di Milano, che con questo concerto prosegue il ciclo Beethoven-Mahler presentato nella Stagione del Comunale di quest'anno.
Michele Mariotti
Accanto a Mahler, due pagine di Ludwig van Beethoven: in apertura l'Ouverture n. 2 Op. 72a "Leonore", sintesi sinfonica del dramma di Goethe, e in chiusura la Sinfonia n.2 Op. 36 in Re maggiore, eseguita per la prima volta il 5 aprile 1803 a Vienna con la direzione del compositore.
I biglietti del concerto (da 30 a 15 euro) sono in vendita presso la biglietteria del Teatro Comunale di Bologna. Informazioni su www.tcbo.it

(fonte: comunicato stampa)

venerdì 11 marzo 2016

MILANO / Due Foscari, il Leone ruggisce ancora

Trionfo per Plácido Domingo, un Francesco Foscari monumentale nella sua fragilità umana. Ottimo anche lo Jacopo di Meli, sul podio un Mariotti in grande forma
DUE FOSCARI, IL LEONE RUGGISCE ANCORA 
di ELENA PERCIVALDI      

La ripresa dei Due Foscari di Giuseppe Verdi alla Scala è stata annunciata con grande enfasi anche per la presenza eccezionale di Plácido Domingo. Ma nonostante l'affollatissima conferenza stampa di lancio e il sold out, le recensioni della “prima” sono state a dir poco discordi, con lo stesso pubblico che ha fischiato alcuni interpreti alternando al dissenso imbarazzanti silenzi. Non eravamo presenti alla prima rappresentazione ma abbiamo assistito alla recita del 9 marzo, suggellata invece da applausi scroscianti. E non possiamo che essere d'accordo con questi ultimi.
D'accordo: Plácido Domingo non è un baritono e non lo sarà mai. Ma il suo accostarsi in età avanzata a complessi ruoli verdiani di tessitura baritonale (Conte di Luna, Simon Boccanegra, Rigoletto, ora dopo Londra di nuovo Francesco Foscari) è senza dubbio coraggioso e si giustifica di per sé vista l'enorme passione musicale che ha questo artista immenso, longevo come pochi e dotato di una sensibilità sopraffina. In alcuni casi (Trovatore) il risultato è stato dubbio. Ma qui come Francesco il grande madrileno, a 75 anni suonati, dimostra di avere ancora molto da dire e da regalare al pubblico. Il volume vocale è ancora ragguardevole, ma è la sua presenza scenica imponente a fare la differenza insieme alla capacità di immedesimarsi completamente nel dramma umano di un uomo conteso tra affetto paterno e ruolo politico. Il suo Francesco trema, piange, soffre e resta grande e monumentale nella sua fragilità umana, senza mai perdere neppure per un istante la dignità. Prestazione maiuscola e applausi scroscianti per il Leone che ruggisce ancora. 
Splendida anche la prova di Francesco Meli, che dopo qualche incertezza iniziale ha deliziato il pubblico con la sua voce chiara, il fraseggio impeccabile, la purezza del timbro adamantino. Per lui e il suo Jacopo ovazione strameritata. Così come gli applausi convinti ad Anna Pirozzi e alla sua Lucrezia Contarini hanno messo a tacere i fischi che ingiustamente le sono stati tributati alla prima (e che si è capito che erano preconcetti ed eterodiretti). La Pirozzi ha dimostrato di possedere volume e agilità e ha dato al ruolo lo spessore drammatico richiesto, confermandosi interessante voce verdiana non a caso contesa un po' ovunque. Solido il Loredano di Andrea Concetti, buoni gli altri ruoli: Edoardo Milletti (Barbarigo), Chiara Isotton (Pisana),  Azer Rza–Zade (Fante) e Till von Orlowsky (Servo), questi ultimi solisti dell’Accademia di Perfezionamento per cantanti Lirici.
Michele Mariotti si conferma uno dei più interessanti giovani direttori in circolazione. La sua lettura dell'opera è stata meticolosa e brillante e ha saputo integrare con maestria le lacune drammatiche di una messa in scena monocorde per limiti intrinseci, rivestendola di inediti colori. Un lavoro ben riuscito grazie all'ottima performance dell'Orchestra e del Coro.
Quanto alla regia e alle scene, ci permettiamo di dissentire dalle pur autorevoli stroncature che abbiamo letto in questi giorni. Alvis Hermanis, che già apprezzammo moltissimo in occasione del Die Soldaten di Zimmermann, ha recuperato le atmosfere veneziane romantiche evocate da Francesco Hayez riconoscendo umilmente che non può esistere il Verdi dei Due Foscari senza il grande pittore lagunare (e milanese d'adozione). Le proiezioni di Ineta Sipunova sui pannelli che salivano e scendevano durante i vari quadri trasportavano lo spettatore in una Venezia  nebbiosa, rarefatta e sognante  e sottolineavano la solitudine dei personaggi nel loro dramma umano che si compie in nome della ragione (cinica, e sbagliata) di Stato. Azzeccata la trovata di ambientare la scena delle prigioni in mezzo a tante statue diverse del Leone di San Marco: essi si materializzavano intorno al povero Jacopo in delirio come un incubo goyano, trasformandosi da solare e anaforico simbolo della patria amata a tremenda, ossessiva prefigurazione onirica della prossima fine, sua e della Repubblica stessa travolta dalla decadenza. Abbondanti ovunque le citazioni visuali, da Carpaccio a Tintoretto,  da Giovanni a Gentile Bellini, oltre all'onnipresente e inarrivabile Hayez. Bellissimi poi i costumi di Kristìne Jurjàne, un tripudio lussureggiante di stoffe rinascimentali ispirate al più puro colorismo veneto. 


Abbiamo sentito critiche urticanti, sogghigni di sufficienza, sarcasmo a go-go sulla “regia demenziale” e la “pallosa pinacoteca” (frasi sentite in platea!) proposta sul palco. Beh, personalmente preferiamo mille volte una lettura estetizzante, sognante ed evocativa di questo tipo agli eccessi inutilmente provocatori e finto dissacranti, oltre che esteticamente deprecabili, di quel Regietheatre tanto apprezzato dagli pseudo-intellettuali radical-chic à la page. Qualche critica si può fare al massimo ai mimi che qua e là apparivano un po' artefatti e meccanici (ma va sottolineato anche qui il debito nei confronti, tanto per dire, del gondolieri del Carpaccio, che forse non è stato nemmeno colto: un ripasso di storia dell'arte sarebbe auspicabile prima di sentenziare a vuoto...). Ma è tutto. Dopo gli immotivati fischi della prima, il riscatto del pubblico che ha applaudito fragorosamente è più eloquente di qualunque alzata di sopraccigli snob.
Foto Brescia/Amisano – Teatro alla Scala

giovedì 10 marzo 2016

FANO / La Rete Lirica delle Marche presenta il "Barbiere" di Rossini

FANO - Debutta al Teatro della Fortuna di Fano, questa sera alle ore 20.30, Il barbiere di Siviglia, una coproduzione della Rete Lirica delle Marche, con la regia di Francesco Calcagnini, direttore d'orchestra Matteo Beltrami. L'opera più famosa e longeva di Gioachino Rossini, che quest'anno festeggia il suo duecentesimo anniversario, verrà riproposta in replica nel medesimo orario, sabato 12 marzo. Grandissime le aspettative, visti i risultati già palesati sul palco durante le prove generali di martedì pomeriggio, riservate alle scuole, con un teatro entusiasta, gremito di ragazzi.

Di caratura internazionale, il cast degli artisti in scena: Giulio Pelligra (Conte d'Almaviva), Bruno Praticò (Bartolo), Josè Maria Lo Monaco (Rosina), Rodion Pogossov (Figaro), Alessandro Spina (Don Basilio), Felicia Bongiovanni (Berta) e Daniele Terenzi (Fiorello). Con loro sul palco, il Coro del Teatro della Fortuna di Fano “Mezio Agostini”, in questo 2016 ai suoi primi dieci anni di attività, diretto dal Maestro Mirca Rosciani. Coinvolgente l'esecuzione musicale della FORM, Orchestra Filarmonica Marchigiana, che, diretta dal Maestro Beltrami, ha come sempre dato prova di grandi capacità.

Questo allestimento, nato al Rossini Opera Festival del 2014, ha visto l'attivo e fruttuoso coinvolgimento dei ragazzi dell'Accademia di Bella Arti di Urbino, che hanno saputo ideare e progettare, con entusiasmo e competenza, scene, costumi e video dell'opera. Addirittura videomappando l'intero Teatro della Fortuna di Fano per offrire al pubblico affascinanti proiezioni tra ordini e platea. Per rendere, secondo l'idea del regista, “la sala e il palcoscenico come un'enorme scenografia precostituita dentro la quale far accedere l'opera. Un teatro che sogna il Barbiere”.

Per biglietti e informazioni: 0721.800750; botteghino@teatrodellafortuna.it
Vivaticket e Liveticket. I biglietti di loggione sono in vendita nei giorni di spettacolo, ossia giovedì e sabato, dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle 17.30 sino a inizio spettacolo alle 20.30.

venerdì 4 marzo 2016

VENEZIA / A scuola di ghironda e musica medievale con Vagus Animis

VENEZIA - Due corsi introduttivi di ghironda (docente Francesco Giusta) e di chitarrino, liuto medievale e canto medievale si terranno i prossimi 9 e 10 aprile a Mestre (Ve)  in via Frisotti, 22.  L'iniziativa è promossa da Vagus Animis, associazione culturale formata da un gruppo di musicisti appassionati di Medioevo e Musica Tradizionale.
Le iscrizioni si sono aperte il giorno 4 marzo 2016.

Per informazioni:
https://www.facebook.com/events/997905070268888/
http://www.vagusanimis.com/
e-mail: vagusanimis@gmail.com

lunedì 29 febbraio 2016

NAPOLI / La Cappella della Pietà de' Turchini cambia volto

Antonio Florio
NAPOLI - In origine era la Cappella della Pietà de' Turchini, fondata da Antonio Florio nel 1987 dopo un decennio di studio e sperimentazione, portata a notorietà internazionale con programmi rari, produzioni di opere e oltre 40 incisioni discografiche e divenuta emblema della riscoperta della musica napoletana tra il Quattrocento e l’Ottocento. Oggi – alla soglia dei trent'anni di attività – quel gruppo di “coraggiosi pionieri” assume la denominazione di Cappella Neapolitana Antonio Florio, mantenendo intatto organico e collaboratori storici che da sempre portano avanti questo progetto musicale.

Una esperienza musicale lunga acclamata e prestigiosa che parte dalle prime manifestazioni presso la preziosa Chiesa della Pietà de' Turchini di Napoli (detta “Incoronatella”), per arrivare alle più importanti ribalte internazionali, con l’ambizione di riproporre il repertorio delle fonti napoletane –  riscoperte e studiate sin dall’inizio da Antonio Florio con la collaborazione del musicologo Dinko Fabris – permettendo di recuperare brani di elevatissima qualità compositiva e poetica legati alle figure, non sempre adeguatamente riconosciute dalla storiografia, di autori come Sabino, Salvatore, Netti, Caresana, Veneziano, Leo, Jommelli, Vinci, Latilla, Paisiello, Provenzale. Un percorso culturalmente esaltante e didatticamente di assoluto rilievo che ha contribuito alla riscoperta di importanti tesori musicali, oggi nel repertorio di illustri altri artisti, e alla formazione di un’intera generazione di musicisti non solo napoletani avviati alla “musica antica”. Innumerevoli le collaborazioni artistiche e scientifiche avvicendatesi sin da subito e concretizzate in storiche esecuzioni concertistiche e incisioni discografiche di riferimento per etichette come Symphonia e soprattutto Opus111, con la fortunata collana “Les Trésors de Naples”. Non si contano poi le esibizioni nelle più prestigiose sedi nel mondo, Stati Uniti, Argentina, Colombia, Brasile, Cile, Cina, Giappone e naturalmente in Europa, vantando anche un invito di Claudio Abbado alla Philharmonie di Berlino.

Una parte di questo esaltante percorso artistico era stato compiuto con la creazione a Napoli di un Centro di Musica Antica a partire dal 1997. Dal 2010, a seguito di evidenti divergenze artistiche, gli originari animatori musicali e scientifici, a cominciare da Florio e Fabris, hanno avviato percorsi diversi rispetto alla Fondazione Pietà de' Turchini, difendendo la loro storia e il percorso interpretativo noto in tutto il mondo.


Oggi, forti anche della collaborazione con la raffinatissima etichetta discografia spagnola Glossa, i musicisti che si riconoscono nelle linee programmatiche e poetiche dei Turchini originali – indipendentemente dalla struttura che oggi porta quel nome – si sono ribattezzati Cappella Neapolitana Antonio Florio, proseguendo col rigore e lo slancio di sempre l’attività di ricerca, restauro e interpretazione dei “tesori musicali di Napoli”.

Con questo nuovo nome, la Cappella Neapolitana Antonio Florio continua il suo glorioso impegno nella vita musicale internazionale, che ha come primo frutto tangibile il cd per l'etichetta Glossa Gaetano Veneziano: Passio in distribuzione da aprile, con la partecipazione del Ghislieri Choir e i solisti vocali Raffaele Pe, Luca Cervoni, Marco Bussi. A Gaetano Veneziano, musicista del quale nel 2016 ricorrono i trecento anni dalla morte, e alla sua Passione secondo Giovanni (c. 1685) è dedicato anche il primo appuntamento concertistico della Cappella Neapolitana Antonio Florio, il prossimo 24 marzo a Napoli (Auditorium Castel Sant'Elmo, ore 21), nella Stagione dell'Associazione Alessandro Scarlatti. L'ensemble sarà quindi impegnato a Firenze (14 giugno) e in numerosi festival estivi i cui programmi saranno noti a breve.

Fonte: comunicato stampa