BOLOGNA - Due pianoforti antichi (pianoforti rettangolari di Meincke & Pieter Meyer, Amsterdam 1786, e John Geib, Londra 1786) - parte della Collezione Tagliavini esposta all’Oratorio di San Colombano – riprendono vita sabato 18 ottobre, a Bologna, per l’esibizione in programma alle ore 17 nell'Oratorio di San Colombano. Carlo Mazzoli e Silvia Rambaldi, docenti del Conservatorio G.B. Martini di Bologna, terranno un concerto per due pianoforti e a quattro mani con musiche di Clementi e Mozart. I due artisti suoneranno utilizzando pianoforti rettangolari di Meincke & Pieter Meyer (Amsterdam, 1786) e John Geib (Londra, 1786). Ingresso libero fino ad esaurimento dei posto disponibili
Musica in San Colombano. Collezione Tagliavini
(via Parigi, 5 – Bologna)
SABATO 18 OTTOBRE 2014 – ore 17
Pomeriggio Musicale nell’Oratorio di San Colombano
Clementi & Mozart
con
Carlo Mazzoli e Silvia Rambaldi
Conservatorio G. B. Martini di Bologna
PROGRAMMA
Muzio Clementi
(1752-1832)
Duetto Op.1a in si bem magg. (1780)
per due pianoforti (o due clavicembali)
Allegro di molto - Tempo di minuetto. Allegretto
Duetto Op.14 n.1 in do magg. (1786)
per pianoforte a 4 mani
Allegro - Adagio - Allegretto
Duetto Op.12 in si bem magg. (1784)
per due pianoforti
Allegro assai - Andante espressivo - Presto
Wolfgang A. Mozart
Sonata KV 381 in re magg. (1772)
per pianoforte a 4 mani
Allegro - Andante - Allegro molto
Info: www.genusbononiae.it
Rassegna di Musica - Recensioni, presentazioni, interviste, anticipazioni dal mondo della musica classica, antica e lirica
Musica
venerdì 17 ottobre 2014
NAPOLI / Al via l'Autunno della Nuova Orchestra Scarlatti con la musica per le "Dame" di San Gregorio Armeno
La Nuova Orchestra Scarlatti apre il suo Autunno musicale, sabato 18 ottobre, ore 18.30, con un appuntamento di grande suggestione: versioni inedite di grandi pagine sacre e profane del ‘700 napoletano ed europeo risuoneranno dopo quasi tre secoli nel luogo per cui furono concepite, la splendida Chiesa di San Gregorio Armeno, nel cuore della nostra città. Si tratta di trascrizioni, in gran parte autografe, realizzate per la ricreazione delle cosiddette ‘dame benedettine’, ovvero delle religiose e delle ricche educande dell’aristocrazia napoletana frequentatrici del convento.
Questo concerto straordinario, anteprima dell’Autunno musicale della Nuova Orchestra Scarlatti, è, anche in considerazione del luogo, a ingresso libero fino a esaurimento posti.
Vi partecipano, con l’Ensemble barocco della Nuova Orchestra Scarlatti, due artisti napoletani specialisti di musica barocca: il soprano Cristina Grifone e il flautista Tommaso Rossi (flauto dolce e traversiere).
Accanto a brani strumentali di Francesco Mancini e Aniello Sant’Angelo, si spazierà dal Pergolesi religioso del Laetatus sum a un’inedita rielaborazione del celeberrimo Che farò senza Euridice di Gluck, da un’aria dell’Artaserse di Leonardo Vinci, piena di tutta l’energia e di tutto il movimento che ispirava questo padre geniale dell’opera partenopea, alla Nitteti di Pasquale Anfossi, compositore foggiano dalla vena di intenso lirismo, acclamato in Europa, ammirato e imitato da Mozart.
Questo programma è stato eseguito il 30 agosto scorso nell’ambito del Festival delle Nazioni di Città di Castello Omaggio all’Armenia.
L’Autunno musicale della Nuova Scarlatti proseguirà con un fitto calendario di appuntamenti tra novembre e dicembre. Quest’anno, accanto al Museo Diocesano (primo appuntamento: 8 novembre), la rassegna si svolgerà anche in altre prestigiose sedi cittadine.
PROGRAMMA
Musica per le ‘Dame’ di San Gregorio
sabato 18 ottobre 2014 – ore 18.30
Napoli - Chiesa di San Gregorio Armeno
INGRESSO LIBERO
fino a esaurimento posti
Pagine vocali e strumentali di
G. B. Pergolesi, F. Mancini, Ch. W. Gluck,
P. Anfossi, A. Sant’Angelo, L. Vinci
Ensemble barocco della Nuova Orchestra Scarlatti
violini Raffaele Tiseo, Federico Valerio
viola Gianfranco Borrelli, violoncello Manuela Albano, cembalo Pierfrancesco Borrelli
soprano Cristina Grifone
flauto dolce e traversiere Tommaso Rossi
info@nuovaorchestrascarlatti.
www.nuovaorchestrascarlatti.it
lunedì 13 ottobre 2014
Walter Vergnano nominato sovrintendente del Regio di Torino
Il Ministro dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini ha già firmato il decreto di nomina di Walter Vergnano quale sovrintendente del Teatro Regio per il prossimo quinquennio.
Il nome di Vergnano era stato proposto il 9 ottobre dal Consiglio di Indirizzo del Teatro Regio presieduto dal Sindaco Piero Fassino e composto da: Paolo Cantarella, Angelica Corporandi d’Auvare Musy, Cristina Giovando, Giambattista Quirico e Vittorio Sabadin.
Walter Vergnano, sovrintendente del Teatro Regio dal 1999, ha dichiarato che proporrà la riconferma del Maestro Gianandrea Noseda quale Direttore musicale e, d’intesa con Noseda stesso, la nomina quale Direttore Artistico di Gastón Fournier-Facio.
(fonte: comunicato stampa ufficiale del Teatro Regio)
Presentato il Piano nazionale per la musica a scuola (da La Stampa)
Alfabetizzazione musicale già dalla scuola dell’infanzia, potenziamento alle Medie degli indirizzi musicali, ampliamento dei Licei musicali a livello territoriale, reintroduzione dell’educazione musicale in tutte le tipologie di scuola Superiore. Sono alcuni degli interventi proposti nel Piano nazionale per la musica (“Musica nella scuola per la formazione del cittadino”) presentato dal Comitato nazionale per l’apprendimento della musica, presieduto da Luigi Berlinguer, nella sede del ministero dell’Istruzione.
All’iniziativa - che si inserisce nell’ambito della consultazione su “La Buona scuola” - hanno partecipato oggi come testimonial i musicisti Paolo Fresu, Danilo Rea, Paolo Damiani, oltre a numerosi esponenti di istituzioni musicali e culturali.
«Vogliamo dare un contributo, anche con la competenza dei musicisti coinvolti, affinché le pagine de “La Buona scuola” siano tradotte in fatti operativi» ha spiegato Berlinguer ponendo l’accento sul piacere di ascoltare musica dopo averla studiata: «è tutt’altra esperienza».
«Parlare di musica non significa solo, anche, collocare i nostri grandi protagonisti della storia musicale italiana nello scenario nazionale e internazionale. Ma significa anche - ha affermato il ministro Giannini - apprendere un linguaggio, quello appunto universale della musica intesa come una delle capacità cognitive dell’uomo, delle manifestazioni e produzioni culturali più straordinarie e più diffuse e universali che si possano immaginare».
«Imparare subito la familiarità con uno strumento, fare musica, non solo studiare musica, è una delle priorità della “Buona Scuola” - ha aggiunto il ministro definendo quello arrivato oggi - un bellissimo contributo, uno di quei contributi che in questi mesi stiamo raccogliendo in tutta Italia con oltre 100 eventi programmati».
Il Piano illustrato prevede una massiccia formazione in servizio di tutti gli insegnanti coinvolti (con la collaborazione di Conservatori e Università), un accordo quadro Stato-Regioni che promuova, tra l’altro, una stretta collaborazione con il ministero dei Beni culturali e l’apertura ai privati.
«Sarà fondamentale - è stato spiegato - l’apporto fornito da Fondazioni, enti lirici, bande, corsi, scuole di musica, associazioni di genitori e di volontariato, sponsor».
Per introdurre lo studio della musica nel primo biennio delle Superiori di propone l’uso della quota flessibile di orario e, per quanto riguarda gli istituti tecnici e professionali si potrebbero sviluppare - è il suggerimento - sia gli aspetti relativi al settore della costruzione degli strumenti sia quelli inerenti al mondo dell’organizzazione, comunicazione, editing e promozione musicale sia quelli della diffusione della musica tramite i media digitali.
(da La Stampa. Vai al Link originale )
All’iniziativa - che si inserisce nell’ambito della consultazione su “La Buona scuola” - hanno partecipato oggi come testimonial i musicisti Paolo Fresu, Danilo Rea, Paolo Damiani, oltre a numerosi esponenti di istituzioni musicali e culturali.
«Vogliamo dare un contributo, anche con la competenza dei musicisti coinvolti, affinché le pagine de “La Buona scuola” siano tradotte in fatti operativi» ha spiegato Berlinguer ponendo l’accento sul piacere di ascoltare musica dopo averla studiata: «è tutt’altra esperienza».
«Parlare di musica non significa solo, anche, collocare i nostri grandi protagonisti della storia musicale italiana nello scenario nazionale e internazionale. Ma significa anche - ha affermato il ministro Giannini - apprendere un linguaggio, quello appunto universale della musica intesa come una delle capacità cognitive dell’uomo, delle manifestazioni e produzioni culturali più straordinarie e più diffuse e universali che si possano immaginare».
«Imparare subito la familiarità con uno strumento, fare musica, non solo studiare musica, è una delle priorità della “Buona Scuola” - ha aggiunto il ministro definendo quello arrivato oggi - un bellissimo contributo, uno di quei contributi che in questi mesi stiamo raccogliendo in tutta Italia con oltre 100 eventi programmati».
Il Piano illustrato prevede una massiccia formazione in servizio di tutti gli insegnanti coinvolti (con la collaborazione di Conservatori e Università), un accordo quadro Stato-Regioni che promuova, tra l’altro, una stretta collaborazione con il ministero dei Beni culturali e l’apertura ai privati.
«Sarà fondamentale - è stato spiegato - l’apporto fornito da Fondazioni, enti lirici, bande, corsi, scuole di musica, associazioni di genitori e di volontariato, sponsor».
Per introdurre lo studio della musica nel primo biennio delle Superiori di propone l’uso della quota flessibile di orario e, per quanto riguarda gli istituti tecnici e professionali si potrebbero sviluppare - è il suggerimento - sia gli aspetti relativi al settore della costruzione degli strumenti sia quelli inerenti al mondo dell’organizzazione, comunicazione, editing e promozione musicale sia quelli della diffusione della musica tramite i media digitali.
(da La Stampa. Vai al Link originale )
sabato 11 ottobre 2014
Addio ad Anita Cerquetti, grande soprano verdiano
Si è spenta stamani, 11 ottobre 2014, alle 9.30 a Perugia la soprano Anita Cerquetti. Aveva 83 anni. Da tempo soffriva di problemi cardiaci. L'ultima crisi purtroppo le è stata fatale. Nata nel 1931 a Montecosaro (Macerata), dopo il debutto a Spoleto nel '51 ha cantato nei più importanti teatri del mondo prima di ritirarsi dalle scene a soli 29 anni, per motivi di salute e - come ella stessa confessò più tardi - dopo la nascita della figlia Daniela.Grande interprete verdiana - Abigaille nel Nabucco, Leonora nella Forza del Destino, Elena nei Vespri, Aida, Leonora nel Trovatore e Elvira in Ernani - la Cerquetti è stata anche un'ottima Tosca e Norma e una grandiosa - forse la migliore - Gioconda.
E proprio a Norma è legato l'episodio forse più noto della sua carriera , che risale al 1958 quando la Cerquetti fu chiamata all'improvviso a sostituire Maria Callas nel ruolo belliniano, all'Opera di Roma. Era il 2 gennaio e in sala era presente l'allora presidente della Repubblica Gronchi insieme a un nutrito parterre di stelle del cinema come Anna Magnani, Gina Lollobrigida e Silvana Pampanini. La Divina, regina incontrastata alla Scala, aveva percepito già all'entrata una certa freddezza dal pubblico romano. Non l'aiutava una lieve tracheite, che la rese nervosa più del solito. Le tensioni esplosero quando, finito di cantare il suo cavallo di battaglia, l'aria "Casta Diva", dal loggione qualcuno gridò: "Ci costi un milione!". Così alla fine del primo atto, davanti a un allibito Franco Corelli che stava recitando al solito alla grande Pollione, annunciò che non sarebbe tornata in scena. Dopo 40 minuti di inutili tentativi di convincerla a ripensarci, la rappresentazione fu sospesa. Per le altre recite fu chiamata allora la Cerquetti, che interpretò il ruolo con grandissimo successo.
La sua Montecosaro ha dedicato ad Anita un Concorso lirico internazionale destinato alle voci emergenti. Proprio il 2014, ironia della sorte, era stato scelto dallo Sferisterio di Macerata come l'anno per celebrarla, cosa che è stata fatta con una grande serata, il 7 agosto scorso cui la stessa Cerquetti aveva partecipato.
I funerali si svolgeranno lunedì a Fabriano (ore 16.30) nella chiesa di San Nicolò.
(elena percivaldi)
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venerdì 10 ottobre 2014
ROMA / "Autunno in Musica" nel segno di Rameau e... delle donne
Torna l'Autunno in Musica dell'Accademia di Francia a Roma – Villa Medici. Dal 16 al 30 ottobre 2014 la quarta edizione del festival (nato nel 2011 come gemellaggio tra Italia e Francia in nome della musica) propone un programma originale e sofisticato. Insieme a nomi di grande fama come Claude Debussy, Prix de Rome nel 1884, sono in programma altri compositori vincitori del prestigioso concorso la cui opera è meno conosciuta, quali Théodore Dubois e Gaston Salvayre, senza tralasciare i talenti “esclusi” dal premio, come Benjamin Godard, Ernest Chausson e soprattutto Maurice Ravel, che nel 1905 fu soltanto Second Prix de Rome, fatto che suscitò non poche polemiche. Quest’anno il festival dedica inoltre particolare attenzione all’opera di alcune compositrici, come Nadia Boulanger, Marie Jaëll, Henriette Renié e Céline Chaminade.
Il programma ripercorre attraverso la musica un periodo fondamentale dei rapporti culturali e artistici tra Francia e Italia, in un momento storico drammatico, quello dell’inizio della Grande Guerra, le cui angosce e inquietudini vennero tradotte in composizioni piene di malinconia da alcuni compositori borsisti all’Accademia di Francia a Roma.
E ancora il 2014 vede la celebrazione del 250esimo anniversario della morte di Jean-Philippe Rameau. Tra le tante presenze in programma ci saranno Blandine Rannou, fra le più apprezzate clavicembaliste di oggi, l’ensemble di musica barocca les Folies françoises, ma anche dei giovani artisti coraggiosi come David Bismuth, uno dei più promettenti pianisti europei, Emmanuel Ceysson, giovane arpa solista dell'Opéra di Parigi, il Trio Arcadis che ha vinto il secondo premio al Concorso Internazionale di Musica da Camera di Lione o ancora la mezzo-soprano Isabelle Druet.
Come le precedenti edizioni, il festival si pone sotto il segno di una collaborazione dinamica con il Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française, all’origine dei quattro programmi dedicati alla musica francese dell’Ottocento, l’Accademia Filarmonica Romana, che ospita il concerto del 30 ottobre, e il Centre de musique baroque de Versailles.
Informazioni: www.villamedici.it
www.filarmonicaromana.org
Il programma ripercorre attraverso la musica un periodo fondamentale dei rapporti culturali e artistici tra Francia e Italia, in un momento storico drammatico, quello dell’inizio della Grande Guerra, le cui angosce e inquietudini vennero tradotte in composizioni piene di malinconia da alcuni compositori borsisti all’Accademia di Francia a Roma.
E ancora il 2014 vede la celebrazione del 250esimo anniversario della morte di Jean-Philippe Rameau. Tra le tante presenze in programma ci saranno Blandine Rannou, fra le più apprezzate clavicembaliste di oggi, l’ensemble di musica barocca les Folies françoises, ma anche dei giovani artisti coraggiosi come David Bismuth, uno dei più promettenti pianisti europei, Emmanuel Ceysson, giovane arpa solista dell'Opéra di Parigi, il Trio Arcadis che ha vinto il secondo premio al Concorso Internazionale di Musica da Camera di Lione o ancora la mezzo-soprano Isabelle Druet.
Come le precedenti edizioni, il festival si pone sotto il segno di una collaborazione dinamica con il Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française, all’origine dei quattro programmi dedicati alla musica francese dell’Ottocento, l’Accademia Filarmonica Romana, che ospita il concerto del 30 ottobre, e il Centre de musique baroque de Versailles.
Informazioni: www.villamedici.it
www.filarmonicaromana.org
Boito e Verdi insieme a Parma, dirige Bignamini
Giuseppe Verdi e Arrigo Boito insieme nel concerto diretto da Jader Bignamini domenica 12 ottobre alle ore 20.00 al Teatro Regio di Parma. Il maestro, sul podio de La forza del destino (recite in programma sino al 28 ottobre), dirigerà la Filarmonica Arturo Toscanini, il Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Salvo Sgrò e il Coro di voci bianche della Corale Giuseppe Verdi di Parma preparato da Beniamina Carretta in un programma che parte con la sinfonia e il divertissement da I Vespri siciliani, i preludi di Attila e Macbeth e che culminerà con il maestoso prologo di Mefistofele interpretato dal basso Michele Pertusi.Con il progetto Giovani al Festival, realizzato grazie al sostegno di Fondazione Cariparma, speciale riduzione del 75% sul prezzo di abbonamenti e biglietti per gli spettatori da 16 a 30 anni.
Per informazioni: Biglietteria del Teatro Regio di Parma
per il Festival Verdi
tel. 0521 203999
biglietteria@teatroregioparma.org
www.teatroregioparma.org
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