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venerdì 2 ottobre 2015

PESARO / Il Belcanto al Gala Tiberini con Amakheru Duo, Grigolo e Sumi Jo

PESARO - Il concerto straordinario Gala Tiberini, organizzato grazie alla collaborazione fra l’Orchestra Sinfonica “G. Rossini” e l’Associazione Musicale Mario Tiberini si svolgerà presso il Teatro Rossini di Pesaro domenica 18 ottobre 2015 alle ore 21:00 e sarà interamente dedicato al Belcanto italiano, dal Barocco fino a Verdi. L’evento rappresenta la serata di anteprima della stagione pesarese “Sinfonica 3.0”, giunta con successo alla quarta edizione. 
Mario Tiberini, figura di assoluto riferimento nell’ambiente musicale ottocentesco, come tenore di grazia e virtuoso ha interpretato numerosi ruoli rossiniani, due dei quali tenuti in repertorio per tutta la carriera, Il Barbiere di Siviglia e Matilde di Shabran, quest'ultima riesumata dall'oblio dallo stesso Tiberini nel 1859. Da qui l’idea di rendere omaggio alla sua arte e al legame artistico con il “Cigno di Pesaro” con una serata di Gala presso il Teatro dedicato a Rossini. 
Il concerto prevede nella prima parte l’esibizione di Amakheru Duo, il tenore Francesco Santoli ed il pianista Simone Di Crescenzo, e nella seconda parte la consegna del prestigioso premio “Tiberini d’oro” a due fra gli artisti attualmente più rilevanti del panorama lirico mondiale, ovvero il soprano Sumi Jo ed il tenore Vittorio Grigolo, che omaggeranno il pubblico presente in sala con alcuni brani del repertorio belcantistico, accompagnati al pianoforte da Simone Di Crescenzo. 

Amakheru Duo, dopo i recenti successi ottenuti al Festival Pergolesi Spontini di Jesi, si esibirà in una cornice prestigiosa quale il Teatro Rossini con un programma che comprende arie da camera del Barocco e del Classicismo di autori quali Giuseppe Sarti, Giovanni Battista Pergolesi, Gaspare Spontini e Domenico Cimarosa e del primo Romanticismo, con composizioni vocali di Gioachino Rossini, Gaetano Donizetti e Giuseppe Verdi. La ricerca nell’ambito del Belcanto ha condotto i due giovani artisti, Francesco Santoli e Simone Di Crescenzo, ad approfondire il repertorio italiano da camera e a dedicarsi con passione alla riscoperta di rarità del patrimonio musicale meno frequentato. 

La seconda parte del Gala Tiberini sarà interamente dedicata al Premio “Tiberini d’oro”. Ideato ed organizzato dalla Prof.ssa Giosetta Guerra di San Lorenzo in Campo, e con la presidenza onoraria del grande basso americano Samuel Ramey, il Premio nasce per riportare alla luce una gloria del passato, il tenore laurentino Mario Tiberini, vissuto dal 1826 al 1880,  uno degli emblemi assoluti dell’interprete romantico che, grazie all’antica scuola del Belcanto, ha potuto incarnare oltre una settantina di ruoli e debuttare 17 opere in prima mondiale, passando dal tenore di grazia rossiniano fino al canto di forza verdiano e del pieno Romanticismo. Giunto alla sua XXIV Edizione e, grazie all’impegno della Prof.ssa Guerra, il Premio vanta una gloriosa storia, con un rilevante catalogo di artisti premiati, fra i quali: Samuel Ramey, Chris Merritt, Mariella Devia, Rockwell Blake, Katia Ricciarelli, Giuseppe Taddei, Andrea Bocelli, Daniela Dessì, Juan Diego Florez e molti altri. 
In questa edizione straordinaria a Pesaro, saranno premiati Sumi Jo e Vittorio Grigolo, considerati fra i maggiori cantanti lirici contemporanei, che, oltre ad una significativa carriera in ambito teatrale, sono diventati artisti di fama mondiale grazie anche alla loro intensa attività concertistica e alla loro ricca discografia. Contestualmente alla consegna del Premio i due artisti si esibiranno sul palcoscenico del Teatro Rossini in alcune arie e duetti del repertorio belcantistico. 

Sumi Jo, da oltre 25 anni sulle scene, è stata la prima cantante coreana ad assurgere a fama internazionale dopo essere stata scelta da Herbert Von Karajan per interpretare il ruolo di Oscar nella registrazione Deutsch Grammophon di Un ballo in maschera al fianco di Placido Domingo. Ha interpretato in seguito i più noti ruoli virtuosistici di soprano nei maggiori teatri del mondo diretta dai più grandi direttori e registi della sua generazione. Il suo repertorio ha spaziato negli anni dal soprano di coloratura estremo al Belcanto romantico, ridonando luce e charme anche a pagine rare del repertorio. Di grande rilievo la sua carriera discografica, per un totale di oltre cinquanta registrazioni di cui dieci recitals. Attualmente incide con un contratto di esclusiva per Universal Music. Nel 2014, Sumi Jo partecipa al film del regista Premio Oscar Paolo Sorrentino “Youth – La giovinezza”, nel quale interpreta il ruolo di se stessa. 

Vittorio Grigolo, è stato il tenore italiano più giovane ad inaugurare la stagione concertistica del Teatro alla Scala, avendo in attivo una carriera avviata fin da giovanissimo. Oggi, a soli 38 anni, è uno dei tenori più richiesti nei principali teatri del mondo, dalla Scala di Milano al Metropolitan di New York, dal Covent Garden di Londra alla Staatsoper di Berlino. Il suo repertorio include i ruoli più amati del romanticismo italiano e francese, interpretati sotto la direzione dei più insigni direttori del momento. Nel film televisivo Rigoletto a Mantova in diretta live e prodotto dalla RAI ha ricoperto il ruolo del Duca di Mantova accanto al grande Placido Domingo in quell’occasione nei panni di Rigoletto. Vittorio Grigolo porta la stessa passione ed energia nei suoi concerti dal vivo, che tiene sia nei teatri che nei grandi spazi aperti, raccogliendo migliaia di spettatori. Artista Sony Classic, ha all’attivo diverse incisioni discografiche ed album da solista. Nel 2015 ha ricevuto a Sorrento il Premio Caruso. 

L’Orchestra Sinfonica G. Rossini, con questo evento, anticipa la sua stagione concertistica che sarà caratterizzata in particolare dalle musiche del “Cigno di Pesaro” nell’anno in cui ricorre il suo 224 compleanno, dal grande repertorio sinfonico con importanti solisti del panorama internazionale e da un nuovo progetto crossover che vedrà impegnata la Rossini Pop Orchestra, ovvero l’OSR con organico allargato alla strumentazione rock e pop che ormai contraddistingue i suoi progetti legati alla modernità.


Info e biglietteria Teatro Rossini: posto unico numerato 20 Euro. I biglietti saranno messi in vendita presso il botteghino del Teatro Rossini, piazzale Lazzarini 1, Pesaro (Tel 0721.387621) La biglietteria sarà aperta dal mercoledì al sabato dalle 17.00 alle 19.30 e nel giorno di spettacolo dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 fino ad inizio spettacolo.

giovedì 24 settembre 2015

MILANO / Un Elisir che piace alla Scala


Successo per il capolavoro donizettiano con un Vittorio Grigolo in forma smagliante.
Incantano ancora le scene e costumi di Tullio Pericoli, che hanno la forza del classico

Fiabesco, leggero e ironico:
l'Elisir che fa bene alla Scala

di Elena Percivaldi


Che l'Elisir d'amore di Gaetano Donizetti sia opera solo apparentemente tutta giocosa è un dato assodato. Molti sono i momenti in cui il grande compositore bergamasco si discosta dai luoghi comuni del genere, fissato da poco in forma definitiva e imperitura da Rossini, e li supera a cominciare dal trattamento dei personaggi di Adina e Nemorino: figura poliforme e polifonica la prima (che pur appartenendo alla classe dei rustici se ne discosta per cultura e capacità di dialogare allo stesso livello con il militare e il dottore, seducendoli e soggiogandoli con la sua ironia), “idiota” in formazione il secondo (che da spasimante ingenuo e bamboccione cresce via via acquisendo consapevolezza e introspezione fino al coronamento finale). Vi è poi una non troppo velata critica contro l'abitudine diffusa di decretare il successo solo in virtù dell'appartenenza sociale e del denaro (e relativa finzione dei sentimenti). Ancora, il tema dell'amore nobile ed elevato non come esclusiva prerogativa della nobiltà e dell'alta borghesia, ma proprio anche dei “rustici”. Infine la volontà di indagare il tema dell'illusione come bisogno intrinseco dell'essere umano, che spiega il successo dei ciarlatani di tutti i tempi, dai venditori di elisir di una volta agli imbonitori tv di oggi. Chiave e cerniera di tutto ciò è Dulcamara, la macchina dinamica che indirettamente (l'elisir è solo un effetto placebo) svela le cose come stanno e agendo consente suo malgrado il trionfo finale dei valori positivi di costanza e onestà: Adina è da sempre innamorata di Nemorino e solo quando sta per perderlo decide di uscire dagli indugi e dichiararsi, sconfessando la sua volubile civetteria vinta com'è dalla nobiltà d'animo e dalla sincerità dei sentimenti del giovane spasimante. Rimane nello stereotipo, in questo caso grottesco, solo il soldato Belcore, sempiterna macchietta del “miles gloriosus” popolare nella commedia sin da tempi di Plauto.


L'ascolto di questo gioiello del teatro ottocentesco non è mai quindi pura ripetizione di cliché fini a se stessi, ma dona – se ben eseguita e rappresentata – spunti di riflessione sulla poetica del compositore, estremamente raffinata anche nel genere “popolare”, specie se in pieno accordo con un libretto felice come questo di Felice Romani, superiore di molto all'originale di Scribe da cui la piéce è tratta. Ed è stato il caso della recita scaligera (abbiamo assistito alla seconda) che tornava in Teatro dopo l'allestimento (coraggioso ma premiato da grande successo di pubblico) all'aeroporto di Malpensa e proposto anche in tv da Rai 5. Una messa in scena nel complesso (salvo qualche incertezza iniziale) ben eseguita, coinvolgente, ironica e dominata dalla prorompente personalità di un tenore, Vittorio Grigolo, la cui capacità di stregare il pubblico sia con la voce sia come animale da palcoscenico è ormai ampiamente riconosciuta. Ma di lui si dirà tra poco.
Il trionfale successo della serata (nei report della “prima” si legge invece di fischi che sembrerebbbero a questo punto ingiustificati) è stato aiutato dalle scene e dai costumi dell'artista Tullio Pericoli (ormai classici: ideati per l'Opera di Zurigo nel 1995, rielaborati nel '98 e ripresi nel 2001, incantano però di nuovo), che ha trasposto la vicenda in una sorta di villaggio disneyano bidimensionale dai toni fiabeschi e sognanti, un po' naif forse ma leggeri, divertenti e suggestivi. La sua lettura è stata assecondata dalla regia di Grischa Asagaroff che ha puntato molto sugli interpreti, tra i quali come capacità di attore hanno brillato, oltre a Grigolo, il bravo Michele Pertusi nei panni di un irresistibile Dulcamara e il suo aiutante Jan Pezzali.
E veniamo alla parte musicale. Fabio Luisi ha diretto in maniera pulita una partitura dinamica e certo non semplice soprattutto nella scelta di alcuni tempi (e infatti in una o due occasioni si è registrata una lieve sfasatura con la parte cantata). Tuttavia la prova è risultata a nostro giudizio positiva ed efficace nell'evidenziare i vari “mood” dell'opera, ora ironici, ora sognanti, ora introspettivi Splendida in particolare ci è parsa la resa, sospesa e fuori dal tempo, della celebre romanza di Nemorino: voluta quasi come momento a parte, alludendo forse alla nota questione dell'introduzione forzata del pezzo inizialmente non previsto nel testo del libretto.
Vittorio Grigolo
Per quanto riguarda le voci, applauditissimo e a ragione è stato Vittorio Grigolo: in effetti la sua è una vocalità prorompente che, accoppiata a un'esuberanza scenica notevole (che, come si è già detto altrove, a volte può anche risultare affettata e sopra le righe), dona a Nemorino una personalità di tutto rispetto e senza penalizzare le sfumature. Egli rende bene il passaggio dall'incontenibile e ingenua energia giovanile del primo atto alla progressiva maturazione e presa di coscienza del secondo, ritagliando nella celebre “Furtiva lacrima” un gran bel momento di introspezione dolente, tutto pianissimi e smorzati: davvero un'esecuzione suggestiva e di grande impatto, travolta meritatamente dall'ovazione.
Nel complesso discreta la prova di Eleonora Buratto. La sua Adina è stata scenicamente ben interpretata - maliziosa quanto basta, ammiccante, in alcuni momenti anche altera -, ma vocalmente è risultata alterna. Il timbro è bello e pieno, ma l'emissione non sempre perfettamente controllata. Così accade anche che si senta poco nelle note gravi, mentre gli acuti viceversa siano voluminosi ma fissi e non sempre armoniosi, giungendo ai confini dello strillo.
Discorso simile per il Dulcamara di Michele Pertusi. Sul palco ha reso magistralmente il personaggio gigioneggiando il giusto e risultando molto divertente nel siparietto della gondoliera (in cui anche la Buratto ha dato il meglio di sé sul piano attoriale). Dal punto di vista vocale però è sembrato incerto all'inizio, con emissione un po' fiacca e volume scarso: ma scaldati i motori ha poi condotto la prova da par suo in crescendo, risultando alla fine con Grigolo il più gradito dal pubblico. Non pienamente soddisfacente invece la prestazione di Mattia Olivieri, che ha mostrato qualche difficoltà di troppo nei passaggi di agilità e nei gravi ci è sembrato non sufficientemente profondo e pure un po' spento. Buona, infine, la Giannetta di Bianca Tognocchi, dotata di bella voce chiara e intonata. E buono come sempre il coro di Bruno Casoni.



LOCANDINA

Adina Eleonora Buratto
Nemorino Vittorio Grigolo
Belcore Mattia Olivieri
Il Dottor Dulcamara Michele Pertusi
Giannetta Bianca Tognocchi
Accompagnatore di Dulcamara Jan Pezzali
Il trombettiere Mauro Edantippe
Fortepiano Paolo Spadaro
Regia Grischa Asagaroff
Scene e Costumi Tullio Pericoli
Luci Hans-Rudolf Kunz
Direttore Fabio Luisi